Il dollaro si apprezza dopo le buste paga Usa

4 Gennaio 2019 - Autore: Redazione


La disoccupazione è salita, 3,9% a dicembre contro 3,7% di novembre ma come anticipato ieri dall'Adp, sono lievitati anche i nuovi occupati 312 mila unità nel mese di dicembre contro attese a 178 mila e dato precedente 176 mila. L'incongruenza si spiega con l'aumento del tasso di partecipazione al mercato del lavoro che nel mese di dicembre è stato pari al 63,1% mentre a novembre era pari a 62,9%. In crescita anche il costo del mercato del lavoro 3,2% anno su anno a dicembre, contro attese al 3% e dato precedente al 3,1%. La variazione è risultata pari a +0,4% contro il precedente 0,2% e stime pari a 0,3%.

Il dollaro si è quindi apprezzato, l'euro è sceso con effetti positivi sugli indici europei.

 

Tendenza e la serie storica

La disoccupazione è tornata a salire dopo un lungo trend discendente partito a novembre del 2009 quando era al 10%.  Il minimo è stato toccato lo scorso mese al 3,7%.

Quanto ai nuovi occupati nel settore non agricolo, nel mese di dicembre è stato toccato il massimo da marzo 2018. Il top degli ultimi 5 anni è stato toccato a dicembre del 2014 quando era 353 mila. Il minimo è stato registrato a giugno del 2016 quando era a 11 mila.

Il costo del lavoro, infine, è in un trend ascendente da giugno. La variazione mensile (+0,4%) il massimo dell'ultimo anno.

 

La reazione del mercato

Il dollaro si è apprezzato sull'uscita dei dati mentre gli indici si sono concentrati maggiormente sul numero dei nuovi occupati (positivo) più che sull'aumento della disoccupazione.




            

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