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Il contratto a progetto. La normativa e regolamentazione del contratto a progetto

12 Giugno 2009 - Autore: Redazione


Il contratto a progetto è un nuovo contratto regolato dal decreto legislativo 276/03 con il l'intento teorico di limitare l'uso di quelle collaborazioni coordinate e continuative, che - avvalendosi di un ridotto costo del lavoro - nella sostanza mascherano rapporti di lavoro dipendente. 
In realtà anche la nuova norma, senza un adeguato intervento della contrattazione collettiva, consente di celare dietro a un contratto a progetto un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti. 
 

 
II collaboratore a progetto non è considerato dalla legge (art. 61-69 D.Lgs.276/03) un lavoratore dipendente, bensì autonomo.  
 
Infatti la sua attività deve consistere nell'esecuzione di un progetto (o programma di lavoro, o fasi di esso), che deve poter gestire autonomamente senza sottostare al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro.  
 
In realtà tale autonomia risulta limitata dal fatto che al collaboratore viene richiesto di operare all'interno del ciclo produttivo e dell'organizzazione aziendale, e anche di coordinare la propria attività ai tempi di lavoro e alle necessità dal committente (Circolare del Ministero del Lavoro 8 gennaio 2004). 
 
II contratto a progetto deve avere una forma scritta  e deve indicare:  
-          la durata determinata o determinabile del progetto;  
-          il contenuto del progetto o programma di lavoro (o fasi di esso);  
-          la retribuzione (e i criteri per la sua determinazione), i tempi e le modalità del pagamento e dei rimborsi spese;  
-          le modalità del coordinamento, anche temporale, con il datore di lavoro;  
-          le misure di tutela della salute e sicurezza. 
 
In un eventuale contenzioso sulla natura del contratto, la forma scritta è essenziale per dimostrare l'esistenza o meno del progetto. In quest'ultimo caso il giudice può trasformare il rapporto di lavoro da progetto, in lavoro subordinato a tempo indeterminato. 
 
Se invece il giudice accerta che l’attività svolta non consente l’autonomia organizzativa  del lavoratore (e quindi si tratta di lavoro subordinato a tutti gli effetti), può chiedere la trasformazione del contratto nella tipologia che si è concretamente realizzata (ad esempio partime, tempo de terminato, ecc). 



            

Ultimi commenti degli utenti

E una vergogna i contratti a progetto! Pagati quattro Euro per svolgere un lavoro senza diritti. I Datori di lavoro si fanno gli soldi sulle spalle dei operai UNA VERGOGNA!!!!

5 Novembre 2010 ore 15:03:26 - Patrizia

ma č giusto non venir retribuita se a fine mese non riesco a raggiungere certi risultati???

11 Gennaio 2011 ore 15:37:13 - marina




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lavoro 









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