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Guida per l' accesso al credito bancario

2 Gennaio 2013 - Autore: STUDIO DE PRISCO - Dott. Salvatore DE PRISCO


L’impresa ed il Credito

Nel complesso mondo della finanza d’impresa ci sono diverse operazioni di credito ed alcune di queste operazioni rivolte alle imprese sono:

1) Apertura di credito in conto corrente

Questa è la forma più comune di fido bancario perché rappresenta una riserva di disponibilità sul conto corrente dell’impresa da utilizzare solo per esigenze temporanee di liquidità, proprio per il rischio della revoca e dell'immediato rientro che lo contraddistingue. Un esempio è lo scoperto di conto corrente, che tra l’atro presenta tassi di interesse e spese accessorie generalmente molto elevate.

2) Linee di credito auto liquidanti

Rappresentano gli affidamenti a revoca che si chiudono con l'incasso di un credito.

Ricordiamo l’anticipo fatture e il salvo buon fine, che prevedono da parte della banca l'anticipazione di un credito commerciale dell’impresa, che verrà rimborsato con l'incasso del credito.

3) Mutuo chirografario

Il mutuo chirografario a differenza del mutuo ipotecario non deve essere assistito dalla garanzia immobiliare. Si tratta di una tipologia di finanziamento a medio- lungo termine per l'acquisto di beni funzionali all'impresa e ad esso si ricorre usualmente quando il debito da contrarre risulta di media entità. Il mutuo chirografario, pur non dovendo essere assistito dalla garanzia ipotecaria, richiede altri tipi di garanzie (cambiarie, fideiussorie, pegno su titoli, ecc.).

4) Mutuo ipotecario

Il mutuo ipotecario è un finanziamento a medio-lungo termine, che viene concesso chiedendo come garanzia l’ipoteca sull’immobile ed è contratto normalmente per importi rilevanti.

5) Leasing

Il leasing consente all’Impresa di disporre da subito di un bene, mobile o immobile, senza dover immobilizzare la somma necessaria per l’acquisto, con il vantaggio di poter diluire i costi nel tempo ed avere una pianificazione finanziaria più flessibile.

6) Finanza Agevolata

La finanza Agevolata è l’insieme degli investimenti a favore delle imprese, che agevolano lo sviluppo di progetti in termini di copertura del fabbisogno finanziario, affiancando l’impresa durante tutte le fasi necessarie per l’ottenimento delle agevolazioni, siano esse comunitarie, nazionali o regionali.

Cosa è il tasso di interesse?

L'interesse è il prezzo dell'uso del capitale ottenuto in prestito dalle banche. Esso può essere semplice o composto.

Si definisce semplice quando, al termine di ogni peri odo, l’interesse non viene sommato al capitale per effettuare il calcolo dei nuovi interessi maturati.

Si definisce composto, quando alla fine di ogni periodo, l’interesse viene sommato al capitale per effettuare il calcolo dei nuovi interessi.

I tassi di interesse comunemente applicati sono fisso o variabile, ma recentemente si sono diffusi anche i mutui a tasso d'interesse misto:

- tasso fisso quando non varia durante tutta la durata del prestito;

- tasso variabile quando cambia in dipendenza dei tassi del mercato monetario o

finanziario (per esempio Libor, Euribor, ecc.);

- tasso misto quando durante il periodo di vita del prestito è possibile modificare, alle

scadenze e alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente

scegliendo tra tasso fisso e variabile.

Esistono poi ulteriori tipologie di tasso: il capped rate e il bilanciato:

- capped rate è un prestito con tasso variabile, con un limite massimo predeterminato oltre il quale l'interesse non potrà mai salire, anche se i tassi di mercato dovessero superarlo;

- bilanciato (o mix) è composto da una parte a tasso fisso e una variabile. La composizione tra le due parti può essere scelta tra diversi mix, a seconda del peso che si preferisce dare al tasso fisso rispetto a quello variabile.

Ai tassi di riferimento sopra individuati, le banche sommano una percentuale detta spread.

Come scegliere il tasso?

Il tasso fisso è adatto a coloro che:

- vogliono a monte sapere l’importo delle rate da pagare per tutta la durata del mutuo e pertanto l'ammontare complessivo del debito contratto;

- prevedono un aumento del costo del denaro.

Il tasso variabile è adatto a coloro che:

- prevedono un calo del costo del denaro;

- hanno un reddito medio-alto;

- sono propensi al rischio.

Il tasso misto è adatto a coloro che:

- sottoscrivono il mutuo in un periodo di incertezza sull'andamento futuro dei tassi e preferiscono non prendere sin da subito una decisione definitiva sul tasso.

Il tasso capped rate è adatto a coloro che:

- vogliono avere i vantaggi del tasso variabile, limitandone i rischi nel caso questo superasse un certo limite.

Il tasso bilanciato è adatto a coloro che:

- hanno una maggiore conoscenza delle dinamiche dei tassi d'interesse e cercano di trovare il miglior equilibrio tra tasso fisso e variabile.

Cosa sono le rate?

Le rate rappresentano le parti in cui viene divisa la quantità di interessi e di capitale dovuta dal cliente alla banca. Esse possono essere mensili/trimestrali/semestrali.

Cosa è il piano di ammortamento?

Con piano di ammortamento si intende il piano di rimborso rateale del finanziamento. La quota da restituire è calcolata come somma del denaro ricevuto e degli interessi da pagare all'istituto di credito.

Cosa è il preammortamento?

Il preammortamento è un periodo del piano di rimborso, che prevede il pagamento di rate composte da soli interessi.

E’ possibile la restituzione anticipata del finanziamento?

La restituzione anticipata del finanziamento è consentita e tutelata dalla legge.

Quali requisiti il richiedente deve

possedere per ottenere credito?

Il richiedente per avere accesso al credito deve dimostrare alla banca di essere in grado di poter restituire la somma ottenuta in prestito.

Pertanto, la banca valuterà in fase istruttoria la capacità di credito del richiedente e principalmente l’analisi del reddito presente e futuro del richiedente.

La banca deve stimare che il futuro cliente non si carichi di una rata troppo alta che il suo reddito non può sostenere.

Ecco in sintesi ciò che la banca valuta:

- il reddito netto del richiedente e dei suoi familiari (nucleo familiare) desunto dalla dichiarazione dei redditi;

- il patrimonio immobiliare del richiedente;

- La movimentazione bancaria;

- la presenza di garanzie supplementari prestate da terzi (fideiussione, pegno).

In generale le banche difficilmente concedono un mutuo che abbia una rata mensile superiore ad un terzo del reddito familiare netto mensile del richiedente. In altri termini la rata del mutuo non dovrà superare il 30-35% del reddito netto mensile complessivo dei richiedenti.

Quali sono le forme di garanzia richieste?

IPOTECA DEL BENE

L'ipoteca del bene costituisce una delle forme più efficaci di garanzia per la banca, in quanto in questo modo viene totalmente tutelata in caso di insolvenza del cliente. Infatti, attribuisce alla banca il diritto di espropriare il bene vincolato a garanzia del suo credito e  nel contempo di essere soddisfatta con preferenza sul prezzo ricavato. Oggetto dell'ipoteca sono di regola soltanto beni immobili. Le banche richiedono che l'iscrizione ipotecaria sia di primo grado e che avvenga inoltre per un valore superiore al finanziamento erogato (solitamente tra il 150% e il 200%, ma può avere anche un maggior valore). In tal modo l’ipoteca copre non solo il capitale, ma anche gli interessi nella misura concordata, gli eventuali interessi di mora, le spese giudiziali che la banca dovesse sostenere per il recupero di quanto dovuto, ecc.

FIDEIUSSIONE E LE ALTRE GARANZIE

Esistono altre forme di garanzia a favore della banca (fideiussione, pegno, ecc.) per garantirla dal rischio di inadempimento.

Essa può essere rilasciata anche da un soggetto diverso dal mutuatario a garanzia dell'esatto contratto di quest'ultimo.

Fra le garanzie merita attenzione la fideiussione, che si ha quando una parte garantisce l'adempimento dell'obbligazione del mutuatario obbligandosi personalmente verso la banca.

Cosa sono gli interessi di mora?

Gli interessi di mora consentono di risarcire la banca per il danno derivante dal ritardato pagamento della rata da parte del cliente rispetto alla scadenza prefissata.

Gli interessi moratori sono generalmente convenzionali e stabiliti per iscritto. I tassi di mora vengono determinati in misura superiore al tasso pattuito per il finanziamento. La misura aggiuntiva oscilla tra il 2% e il 4%.

Il ritardato o il mancato pagamento della rata fa scattare l'applicazione degli interessi di mora e anche la risoluzione del contratto da parte della banca quando questo si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive.

Si ha ritardato pagamento quando una rata viene pagata tra il 30° ed il 180° giorno dalla scadenza della rata.

Il tasso di usura

La libertà contrattuale di fissare la misura degli interessi trova un limite oggettivo che è rappresentato dall’usura, termine in genere impiegato per designare un prestito di denaro ad alto interesse.

Al fine di porre un argine a questo fenomeno eticamente scorretto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica i dati inerenti alla rilevazione dei Tassi di Interesse Effettivi Globali Medi (TEGM) ai sensi della legge sull'usura. Questi tassi medi, come sopra rilevati, aumentati della metà, costituiscono il livello massimo oltre il quale si configura il reato di usura.

 

Studio De Prisco

 




            

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