ActivTraderApp
FinanzaeDiritto sui social network
22 Gennaio 2020  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




Gli orientamenti espressi dalla Consob in tema di bilancio per le società emittenti titoli negoziati

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


a cura di www.finanzaediritto.it

In questo articolo faremo una panoramica sugli orientamenti della Commissione di vigilanza in tema di bilancio di problematiche contabili ordinarie, quindi non riferibili a operazioni di natura straordinaria. E’ un lavoro interessante che permette di confrontare gli orientamenti della Consob con la normativa italiana e con i nuovi Ias/ifrs.

Documento di consultazione Consob, 17 febbraio 2005
Le società quotate nella borsa italiana avranno tempo fino al 30 settembre per l’applicazione dei nuovi Ias/ifrs. E’ stata infatti proposta l’applicazione dei nuovi principi contabili internazionali a partire dalla terza trimestrale 2005. La normativa comunitaria, espressa dal Regolamento Ue 1606/2002, prevede che, per ogni esercizio finanziario avente inizio il 1° gennaio 2005 o in data successiva, le società europee quotate nei mercati regolamentati devono redigere i loro bilanci consolidati conformemente agli Ias/ifrs. In considerazione della tardiva conclusione del processo di recepimento degli standards europei da parte della UE e delle difficoltà riscontrate specialmente dalle società quotate di media/piccola dimensione ad adattare immediatamente i sistemi e le procedure contabili, la Consob consente per la prima relazione trimestrale 2005 l’utilizzo dei criteri di valutazione e misurazione indicati dalle regole previdenti, mentre per la semestrale e per la seconda trimestrale è prevista la possibilità, per chi ancora non sia in grado di adeguarsi agli Ias, di redigere un prospetto di riconciliazione tra vecchie e nuove regole.

Parere della Consob confermato da Cassazione n. 17210 del 6 aprile 2004
Secondo la Commissione le spese di ristrutturazione della rete di vendita non possono essere capitalizzate ma devono essere interamente imputate a conto economico nell’esercizio in cui sono sostenute. A maggior ragione se la spesa di ristrutturazione si sostanzia nell’indennità di buonuscita corrisposta a titolo di risoluzione anticipata del contratto. Tale principio è stata recentemente anche accolto e confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza sopra citata che ha deciso in maniera difforme rispetto ai giudici di primo e secondo grado. La sentenza della Suprema Corte ha posto fine a una lite che ha opposto una società quotata in borsa alla Consob in merito alla corretta classificazione di tali oneri in bilancio. La società considerava i costi in oggetto come costi di ampliamento ma secondo la Consob tali costi non soddisfano i requisiti richiesti. Infatti i costi di ampliamento dovrebbero presupporre un allargamento dell’attività aziendale mentre nella fattispecie la risoluzione del contratto di agenzia ha prodotto la soppressione di un elemento organizzativo pur se propedeutico all’impianto di una nuova rete di vendita che produrrà futuri redditi. In sostanza non sono rispettati due condizioni per configurare i costi di ampliamento:
- l’onere non produce un ampliamento dell’attività esercitata,
- non può invocarsi il requisito della redditività futura della spesa in quanto i maggiori ricavi deriveranno dall’impianto della nuova rete e non dall’eliminazione di quella esistente.

Comunicazione n. DEM/102774
In questo documento la Consob[1] fa un richiamo di natura procedurale comunicando alle imprese quotate che se l’ultimo giorno utile per il deposito e successiva messa a disposizione del pubblico di una relazione trimestrale coincide con una giornata non lavorativa ovvero festiva la documentazione potrà essere depositata entro il giorno immediatamente successivo.

Comunicazione n. DEM/81948
La Consob[2] afferma l’importanza di riportare in nota integrativa la sintesi pro forma della situazione patrimoniale ed economica per garantire la capacità del bilancio di esprimere indicazioni circa i trend economico-patrimoniali dell’impresa e del suo gruppo, a fronte delle modifiche intervenute nelle modalità di misurazione degli stock e dei flussi economico patrimoniali. Tale comunicazione, anche secondo gli Ias 8, deve applicarsi a tutte le variazioni di criteri contabili.

Comunicazione n. DAC/99059010
Viene sottolineata l’importanza di iscrivere in bilancio le poste relative alla fiscalità differita. In particolare la Commissione[3] raccomanda che le imposte differite attive vadano iscritte nell’attivo di bilancio solo se siano prudentemente determinate e, che quindi esista una ragionevole certezza della loro realizzazione finanziaria futura. Inoltre le imposte differite passive dovranno essere iscritte solo nella misura in cui non possa dimostrarsi che il loro pagamento sia improbabile. Al fine di riscontrare il realizzarsi di queste condizioni la Consob attribuisce importanza ai piani finanziari e tributari sviluppati dall’azienda se ritenuti fondati e attendibili.
Per quanto riguarda la modalità di contabilizzazione delle poste in oggetto si fa riferimento allo Ias 12 (Income Taxes) che richiede di rilevare le imposte differite secondo il metodo dello stato patrimoniale (balance sheet liability method) in quanto metodo che fornisce informazioni di più elevato livello qualitativo poiché vengono evidenziate sia le informazioni afferenti il conto economico sia quelle derivanti da eventi che non hanno avuto impatto sul conto economico stesso. In ogni caso qualsiasi metodo venga scelto la Consob raccomanda che nella nota integrativa venga fornita distinta indicazione delle imposte differite attive e passive che sarebbero state registrate unicamente applicando il balance sheet liability method.

Comunicazione n. DAC/99016997
La Commissione[4] si esprime in ordine al trattamento contabile degli effetti delle variazioni dei criteri contabili. In particolare sul tema si evidenzia il clima di incertezza interpretativa dove anche lo Ias 8 permette di registrare l’effetto del cambiamento dei criteri contabili sia rettificando il saldo di apertura degli utili portati a nuovo (benchmark treatment), sia facendo ricadere tali effetti sulla determinazione degli utili o delle perdite dell’esercizio in cui il cambiamento si è verificato (allowed treatment). La Consob fa poi notare che il primo metodo è in contrasto con la Iv Direttiva Cee dove si enuncia che lo stato patrimoniale di apertura di un esercizio deve corrispondere allo stato patrimoniale di chiusura dell’ esercizio precedente. Ne deriva che solo il secondo metodo (allowed treatment) è quello consentito.

(continua)
articolo estratto dalla rivista Basilea 2, anno II (2005), numero 2
www.finanzaediritto.it/riviste.php

[1] Comunicazione Consob del 23.3.2001
[2] Comunicazione Consob del 2.11.2000
[3] Comunicazione Consob del 30.7.1999
[4] Comunicazione Consob dell’11.3.1999




            

Ultimi commenti degli utenti

Nessun commento











Powered by Share Trading
Everlasting

activtrades