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Giornata di consolidamento per il dollaro statunitense

8 Novembre 2010 - Autore: Pietro Aldo Arriciati


Giornata di consolidamento per il dollaro statunitense, dopo il recupero di venerdì seguito alla diffusione dell’employment report migliore delle attese (molto più positivo del consensus, con un aumento di 151 mila occupati e una revisione verso l’alto sui due mesi precedenti complessivamente pari a +100 mila). Al momento, dopo il concretizzarsi dell'impegno della Fed a favore del secondo round di quantitative easing, (programma apertamente criticato da parte di Berlino), anche i problemi di debito dei paesi periferici della zona euro sembrano aver catturato nuovamente l'attenzione dei trader, con il mercato che presta nuovamente attenzione ad altri fattori che erano rimasti nell'ombra in vista proprio del FOMC. I dati area euro di venerdì scorso hanno deluso le attese: a settembre le vendite al dettaglio nell’area euro sono calate di -0,2% su base congiunturale (come il mese precedente), mentre in Germania gli ordinativi industriali sono crollati a sorpresa sempre per lo stesso mese del 4% su base congiunturale dopo il balzo di +3,5% del mese precedente. Misti i dati di questa mattina, con una bilancia commerciale tedesca superiore alle attese per il mese di settembre (surplus di 16.8 miliardi di euro contro attese a +13.2) e una produzione industriale (sempre per settembre) in calo su base congiunturale dello 0.8%, mentre la fiducia degli investitori elaborata da Sentix a novembre per la zona euro segna un balzo a 14.0 dal precedente 8.8 di ottobre. In generale comunque questa settimana è probabile che si assista ad un consolidamento della moneta unica tra 1,38 e 1,40 dollari e una stabilizzazione a livello complessivo del dollaro statunitense, con il mercato che sta ricomprando dopo i dati occupazionali USA un biglietto verde venduto eccessivamente. Contro euro al momento il prossimo target del dollaro statunitense rimane 1,3865, ossia il minimo del cambio registrato a novembre, ma non è da escludere comunque una certa cautela negli acquisti di dollari in vista del vertice G20 a Seul giovedì e venerdì. Lo yen recupera contro l’euro e mantiene le posizioni contro il biglietto verde, nonostante il leading indicator giapponese abbia mostrato a settembre un calo a -0,6 dal -0,5 di agosto, mentre l'indicatore coincidente precipita a -1,3 dal precedente +0,3: si tratta del primo calo da marzo 2009, e riflette una perdita di slancio della ripresa del paese. Tuttavia questa settimana non sembrano esserci elementi per attendersi l’atteso indebolimento dello yen: né l’esito del FOMC né il meeting BoJ hanno fatto uscire il cambio USD/JPY dal range 80-82, entro il quale continuano a perdurare buone occasioni di scalping.


            

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