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Fashion and Business: una community per valorizzare il carattere imprenditoriale della Moda – Intervista all'ideatrice Claudia Nicolò

24 Gennaio 2014 - Autore: Impresa Formazione Worldwide Company


Intervista alla Dott.ssa Claudia Nicolò, Segretario Generale della Nuova Organizzazione d’Imprese e ideatrice della Community Fashion and Business, creata per dare evidenza al tessuto imprenditoriale che costituisce e costruisce ogni giorno il mercato del lusso e delle eccellenze italiane nell’ambito dell’artigianato correlato.
 

Carissima, iniziamo con una domanda abbastanza banale, cos'è Fashion and Business, come nasce, cosa si propone di fare?


Grazie Alessandra, non è banale, anzi è necessario spiegare cosa sia e le ragioni che ci hanno spinto a quest’altra fatica. Fashion and Business è una web-community creata per la valorizzazione dell’aspetto imprenditoriale del settore moda e del lusso in generale, diretta da me e da Gloria Gullotto.

Nasce dall’esperienza acquisita col mio impegno da Segretario Generale della Nuova Organizzazione di Imprese, associazione che, come sai, tutela e promuove le aziende italiane.

Il ruolo che mi è stato affidato mi ha permesso di venire a contatto, durante la mia attività, con diverse aziende nel campo del Fashion o comunque legato ad esso.

Nell’orizzonte che ci siamo dati come associazione, di sviluppo e tensione alla qualità verso gli associati, mi è sempre stato evidente l’importanza e la decisività che ha, ancora, questo settore per Italia. Che riesce, soprattutto a certi livelli, a creare lavoro, non soltanto offrendo posti internamente, ma sviluppando business integrato alle proprie aziende fornitrici.
 

  Questo settore sembra risentire in parte della crisi, qual’è il tuo parere?

Questo settore non è esente dalle difficoltà del periodo, molte aziende soffrono, sopratutto l’artigianato che ne costituisce la base. La carenza della domanda soprattutto nazionale ha creato un gap difficile da colmare. Questa carenza non è certo da imputarsi ad una scarsa qualità del prodotto, che anzi mantiene ancora alto il nome dell’Italia nel settore.

Oltre al calo delle vendite e quindi alla richiesta minore di manodopera per gli artigiani coinvolti nella filiera, si aggiungono problematiche legate alla mancanza di dialogo fra imprenditore e istituti finanziari, che sono maggiormente restii a rischiare nell’impresa, ma anche alla mancata conoscenza di altre tipologie di strumenti per reperire fondi o investimenti. Altro fenomeno interessante che dovrebbe trovare spazio di approfondimento e riflessione è il rifiuto, da parte delle nostre PMI, di investitori stranieri interessati, anche se unica ancora di salvezza per non chiudere l’azienda.

Queste problematiche non sono molto diverse da quelle che vivono gli altri settori e sono problematiche generali. Nello specifico il mercato del lusso è interessante per la sua capacità di essere filiera reale, e quindi più facilmente aggregabile se adeguatamente provocato, a favore dello sviluppo di interazioni mature. A questo proposito abbiamo pensato di mettere a frutto gli strumenti e i servizi dell’associazione dedicandoci con Fashion and Business alle aziende che operano nel, o a supporto del settore del lusso, ma soprattutto cerchiamo di attuare un percorso educativo che aiuti realmente l’imprenditore a “fare rete” ed a costituire una comunità di intenti e di obbiettivi all’interno del comparto di settore.
 

Quindi come intendete stimolare questi piccoli artigiani e i colossi coinvolti?

In prima istanza, in collaborazione con le testate giornalistiche di cui la Nuova Organizzazione di Imprese è partner abbiamo intenzione di provocare il tessuto imprenditoriale e gli imprenditori di settore attraverso delle interviste rivolte alla loro esperienza, in modo che possano illustrare il loro operato ad un pubblico sempre più vasto e scoprire che c’è un mondo rilevante a partire dall’artigianato che sostiene il lusso. Li interrogheremo sulle difficoltà che hanno incontrato e che incontrano tutti i giorni e le strategie che adottano a tal proposito, aiutandoci, se necessario, nei tentativi risolutivi. Una sfida per il 2014 affinche ci si dia una possibilità comune di visibilità.

 

A cura di
Alessandra Parla
Responsabile Ufficio Stampa
Nuova Organizzazione d’Imprese
www.nuovaorganizzazioneimprese.it




            

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