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ESPORTARE L'ICT MADE IN ITALY SI PUO'? L'INDAGINE E LA SFIDA DI VOICES FROM THE BLOGS ED EXPORTUSA

8 Settembre 2014 - Autore: Redazione


Si parla nel mondo dell’innovazione targata “made in Italy”? Quanto? Come? Sembrerebbe di sì, stando ad una recente analisi condotta da VOICES from the Blogs ed Export USA, che esprime risultati abbastanza insoliti: a livello mondiale il  54,2% dei commenti postati in rete valutano in modo neutro o positivo l’ICT prodotto in Italia (il 57% se si considerano solo gli USA).

VOICES from the Blogs (voicesfromtheblogs.com), spin-off dell'Università degli Studi di Milano fondata da Luigi Curini, Stefano M. Iacus e Andrea Ceron a fine 2012, ha deciso di sfidare i grandi colossi anglosassoni proprio sul loro stesso terreno, andando a vendere servizi di Integrated Sentiment Analysis oltre oceano con l’aiuto di ExportUSA. La tecnologia di Integrated Sentiment Analysis sviluppata da VOICES from the Blogs permette in particolare di unire la profondità di una analisi qualitativa con i vantaggi propri di una analisi altamente automatizzata sul mondo dei Big Data, con l’ulteriore vantaggio di poter essere applicata su qualunque lingua. VOICES from the Blogs ha deciso di utilizzare il proprio sistema di analisi per verificare se e quanto è apprezzata la nostra tecnologia nel mondo.

“Se è universalmente noto – dichiara Lucio Miranda Presidente di ExportUSA – che siamo ‘leader’ per quel che riguarda cibo, moda, design, cosa possiamo dire dei prodotti tecnologici del nostro paese? L’indagine realizzata insieme a VOICES from the Blogs dimostra che non reggiamo il confronto sui prodotti/servizi ICT massificati, ma che vinciamo su prodotti di elevata qualità, altamente personalizzati, sul ‘genio italico’. Per questo quando siamo entrati in contatto con VOICES from the Blogs abbiamo subito pensato che per questo servizio potevano esserci delle grandi potenzialità di mercato negli Stati Uniti, anche se a prima vista potrebbe sembrare un po’ la sfida di Davide contro Golia. Negli Stati Uniti, dove hanno sede le grandi multinazionali, c’è grande capacità di riconoscere il merito e di premiare la qualità e vi è quindi grande spazio anche per le nostre aziende ICT, soprattutto per quelle che sanno puntare con coraggio sul proprio valore”.

L’immagine della innovazione e tecnologia italiana nel mondo
Il recente studio di VOICES from the Blogs e di ExportUSA, società di consulenza che supporta le PMI a entrare nel mercato statunitense, che ha preso in esame 250mila commenti postati su Internet (Facebook, Twitter, Blog, Forum, News) dimostra che di innovazione e tecnologie italiane si parla molto: negli Stati Uniti e Gran Bretagna (che totalizzano rispettivamente il 56,4% e l’11,8% del totale dei commenti), ma anche in Germania, Svizzera, Francia, Canada, Olanda, Australia, Repubblica Ceca, India, Russia, Spagna, Polonia, Cina, Irlanda, Romania, Singapore, Hong Kong, Brasile e Sud Africa.

“L’immagine che emerge dall’indagine che abbiamo realizzato – afferma Luigi Curini, CEO di VOICES from the Blogs – dimostra che la tecnologia italiana non riesce, al momento, ad affermarsi in modo netto: all’estero restano ancora con dubbi sul suo contenuto tecnologico (siamo indietro a torto o a ragione nella comune percezione rispetto ai giapponesi, tedeschi, inglesi), ma al tempo stesso con grandi margini di miglioramento legato all'unicità italiana che ha talento, gusto e produce valore aggiunto. Alcune medie aziende italiane sono leader mondiali  in piccole nicchie di settore, ma il fatto è che tutto questo "non passa". Sono spesso aziende medie, in settori importanti ma lontani dal grande pubblico (e spesso sono gli stessi italiani a non conoscerne il primato)”.

Non mancano però i giudizi negativi (il 45,8 % del totale) che sono legati, in primo luogo, al contenuto tecnologico che viene considerato non all’avanguardia (51% dei commenti), mentre una quota consistente di utenti (il 28,4%) lamenta la scarsa accessibilità dei prodotti, dovuta alla scarsa conoscenza dell’inglese da parte degli italiani e al costo troppo elevato o la scarsa competitività (18,7%).

Tecnologia e innovazione italiane rappresentano per il 26,7% dei commenti raccolti un valore aggiunto e un fattore culturale (23,6%). Per il 16%, invece, sono sinonimo di idee, per il 14,6% di talento e per il 4.8% di qualità. È interessante notare, infine, che solo l’11% dei commenti le vedono legate al concetto di italianità, che dovrebbe diventare, soprattutto al di fuori dei nostri confini, un vero e proprio brand, sinonimo di qualità e bellezza.

Ci sono anche giudizi molto positivi sui nostri prodotti: circa un quarto dei commenti (il 24,6%) è piacevolmente colpito dalla capacità dei nostri connazionali di confrontarsi con un patrimonio culturale/artistico, mente il 21,2% apprezza la nostra bravura nel creare collaborazioni e partnership. Da premiare, infine, il talento (18%), la professionalizzazione (16,5%), il gusto (10,1%), la cura per il dettaglio (8,3%) che da sempre caratterizzano i nostri prodotti, non solo tecnologici.
 




            

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