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Ernst & Young: I budget sempre più ristretti a disposizione dei governi portano nuove sfide per il mercato globale delle energie rinnovabili

16 Marzo 2011 - Autore: Redazione


Secondo l’ultimo Renewable Energy Country Attractiveness Indices di Ernst & Young, l’eredità delle crisi finanziaria globale continua a creare nuove sfide per il mercato delle energie rinnovabili. Nonostante gli straordinari investimenti in energie pulite registrati nel 2010, con una  crescita del 30% a 243 miliardi di dollari*, alcuni paesi e le tecnologie si trovano davanti a condizioni economiche molto difficili, con un mercato in condizioni di incertezza.

Nonostante il crollo del mercato azionario, la pressione inflazionistica e la supply chain poco omogenea abbiano creato preoccupazioni riguardo alla sostenibilità del tasso di crescita della Cina, questo paese si conferma il leader indiscusso delle energie rinnovabili e continua a crescere nel mercato dell’energia eolica e solare. La capacità installata nell’eolico, ad esempio, nel 2010 è cresciuta del 64% superando 42GW.

Il maggior concorrente della Cina, gli Stati Uniti, ha approvato l’estensione per un anno del Treasury Grant Scheme – dando un po’ di tregua tanto necessaria al suo mercato delle energie rinnovabili. Durante l’ultimo anno, gli Stati Uniti hanno installato 5.1GW di capacità eolica, circa la metà del 2009 e meno di un terzo dei 16.5 GW della Cina nel 2010. Tuttavia, il presidente Obama durante il discorso sullo stato dell’Unione del mese scorso ha annunciato un ambizioso traguardo per il 2035: portare le energie pulite, inclusi il nucleare e la cattura e lo stoccaggio di CO2, all’80%.


Andrea Paliani, Partner Ernst & Young settore Energy ha dichiarato: “Laddove la politica energetica è meno legata alla creazione di posti di lavoro nel settore delle energie pulite, i Governi possono essere indotti ad orientarsi ad attuare un’economia a basse emissioni di carbonio nel modo meno costoso, con il rischio di dover rinunciare al valore economico di lungo termine. Il tempo ci dirà se, in termini di obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e di ricerca degli investimenti, sventolare bandiera bianca si rivelerà dispendioso in alcuni dei mercati delle energie rinnovabili più maturi”.

Tecnologia sotto i riflettori
In termini di tecnologie, il 2010 è stato un ottimo anno per l’eolico offshore, con una capacità cresciuta del 52%. L’eolico onshore, invece, è sceso del 7% a livello globale, mentre in Europa del 14%. Il settore dell’energia solare ha registrato una notevole crescita e il “Sistema a concentrazione solare” continua ad emergere. Gli investimenti in biomasse, invece, restano allineati ai livelli del 2009.

Paliani aggiunge: “Continueremo ad assistere ai progressi nello sviluppo, nel deployment e nell’uso dell’energia rinnovabile. Il graduale cambiamento globale verso un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse e a basse emissioni di carbonio, è un viaggio lungo e ci aspettiamo numerose sfide lungo il cammino, sia a livello locale che di area. Ma i driver globali di questa trasformazione, fra i quali lo sbilanciamento fra fornitura e domanda di risorse naturali, la sicurezza e i prezzi delle energie pulite, sono solidi.“

Un confronto fra paesi
In Europa, lo scenario è misto: restrizione dei budget a disposizione dei governi, caduta dei costi della tecnologia e, in alcune aree, il bum del mercato dell’energia solare. Questo scenario ha portato alla riduzione dei “Feed in Tariff” (FIT), in particolare per il settore dell’energia solare. In novembre, la Spagna ha definito un consistente piano di tagli significativi, mentre in Dicembre la Francia ha introdotto una moratoria di tre mesi per i nuovi progetti. Nonostante le riduzioni dei FIT pianificate in Germania e Italia, nell’ultimo anno sono stati installati rispettivamente 7GW e 4GW.

La Turchia ha scalato la classifica a seguito dell’approvazione di una nuova legge sull’energia che ha introdotto FIT più vantaggiosi, differenziati per tecnologia. Il mercato indiano dell’energia solare ha beneficiato di una modifica alla “Renewable Purchase Obligation” e di ulteriori sostegni finanziari. L’Olanda e l’Australia, invece, sono scivolate nella classifica a causa della riduzione degli incentivi da parte dei rispettivi governi.

La grande novità per il Regno Unito, che si conferma quinta nella classifica, è l’Electricity Market Reform Consultation annunciata a Dicembre, volta a sviluppare e  diffondere una nuova struttura che consentirà una distribuzione efficace dei costi di fornitori sicuri di energia a basso contenuto di carbonio.  Tuttavia, generando confusione fra gli investitori è stata annunciata, a meno di un anno dalla sua introduzione, una repentina revisione del regime FIT per le installazioni di energia rinnovabile inferiore a 5MW.
 




            

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