Durata minima delle ferie per i lavoratori

20 Aprile 2009 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista

 

 
 
DURATA MINIMA DELLE FERIE PER I LAVORATORI
 
Il diritto alle ferie retribuite √® costituzionalmente garantito all‚Äôart. 36 - 3¬į comma e dall‚Äôart. 2109 del C.C. ed √® un diritto al quale il lavoratore non pu√≤ rinunciare.
Il D. Lgs. 66/2003, recependo le disposizioni contenute nella Direttiva CE 2000/34, all’art. 10, stabilisce che la durata delle ferie retribuite è pari ad almeno 4 settimane. La modalità di fruizione delle stesse è la seguente: per almeno due settimane, nel corso del periodo di maturazione (12 mesi); per le restanti due settimane, entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.
Resta comunque competenza dei contratti collettivi stabilire condizioni di miglior favore.
La maturazione delle ferie è collegata all’effettiva prestazione di lavoro e pertanto, le stesse maturano anche in caso di assenze non dipendenti dalla volontà del lavoratore, salvo diversa disciplina prevista dalla contrattazione collettiva.
Nell’ipotesi di contratto d lavoro a tempo parziale verticale, che prevede per natura dei periodi di sospensione consensuale, le ferie non maturano: il dipendente ha quindi diritto a un numero di giorni di ferie proporzionale alla durata della prestazione lavorativa.
Per determinate categorie di lavoratori è poi prevista, da specifiche leggi, una durata minima delle ferie ovvero:
 
-          per i minori, di età inferiore a 16 anni, è previsto un periodo di ferie minime annuali retribuite pari a 30 giorni, ex art. 23 L. 977/67;
-          per gli apprendisti minorenni, di età inferiore a 16 anni, è previsto un periodo di ferie minime annuali retribuite pari a 30 giorni, ex art. 14 L.25/55;
A tal riguardo è da segnalare che dette disposizioni valgono a prescindere dall’anzianità di lavoro di questi soggetti.
Ai sensi del D. Lgs. 66/2003 e della Convenzione OIL 132/70, vige il divieto di monetizzazione delle ferie non fruite, tranne in alcuni casi particolari espressamente previsti quali:
1)      quando il lavoratore abbia delle ferie residue non godute al momento della cessazione del rapporto di lavoro,
2)       quando non siano stati fruiti i giorni di ferie previsti dal contratto collettivo applicato in azienda, in aggiunta a quelli previsti dalla legge.
 



            

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