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DOPO DI NOI, CON IL TRUST SI DA' VOCE E FUTURO AI DISABILI

9 Ottobre 2014 - Autore: Redazione


“I beneficiari di un Trust per soggetti deboli non perdono la loro voce, anzi potrebbero esprimere i loro desideri ed aspirazioni”. Così l’avvocato Francesca Romana Lupoi vicepresidente dell’associazione Il Trust in Italia audita oggi in commissione Affari Sociali della Camera sulla proposta di legge ‘Dopo di Noi’. “Tra gli obiettivi del provvedimento – ha aggiunto – c’è  l’istituzione di un Fondo per l’assistenza in favore di persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare”. “In particolare – ha spiegato la Lupoi che come componente dell’associazione ha seguito fin dalla sua nascita il testo ascoltando le esigenze delle famiglie interessate –  questo Fondo andrebbe a costituire nuove reti assistenziali, dirette  ad attuare percorsi individualizzati”.

“E tra i percorsi assistenziali individualizzati che possono beneficiare del Fondo – ha chiarito - vi è sicuramente il ricorso al trust, che è il pegno per il futuro”. “I disabili, infatti, - ha osservato la Lupoi in commissione alla Camera - in particolare quelli gravi, non possono essere titolari del patrimonio familiare che spetta loro per legge,  ma ciò non giustifica affatto che non ne possano pienamente disporre e avvantaggiarsene per mezzo del Trust”. “D’altra parte – ha ribadito -  il Trust per soggetti deboli è una realtà nel nostro ordinamento, sicura e comprovata nel tempo e dalla giurisprudenza”. 

“E’ prioritario – ha concluso la Lupoi – in linea con quanto chiesto dalle famiglie con figli disabili, agire fin da ora e programmare per questi ragazzi un futuro ‘Durante Noi’ e non ‘Dopo di Noi’ quando potrebbe essere troppo tardi”.
 




            

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