DE PASQUALE, CONSIGLIERE DELEGATO DI CONFASSOCIAZIONI: “TROPPO DEBOLI O, ADDIRITTURA CONTRARI, I PROVVEDIMENTI A FAVORE DELL'OCCUPAZIONE FEMMINILE DEL GOVERNO: BISOGNA FARE MOLTO DI PIU'”

15 Aprile 2014 - Autore: Redazione


Troppo deboli o, addirittura contrari, i provvedimenti del governo sull’occupazione femminile: siamo preoccupati e riteniamo che sia necessario fare molto di più”. Lo ha dichiarato in una nota Federica De Pasquale, Consigliere Delegato di CONFASSOCIAZIONI con delega alle Pari Opportunità.


“Il Governo Renzi non sembra amare i rimproveri – ha dichiarato la De Pasquale - ma pochi giorni fa ne è arrivato uno da Christine Lagarde, Direttore del Fondo Monetario Internazionale, che ha ricordato come l’Italia sia fra i Paesi che "incoraggiano meno" l’occupazione femminile auspicando un forte ed immediato cambiamento di rotta. Come CONFASSOCIAZIONI condividiamo fortemente l’invito della Lagarde perché, tra i tanti dati della crisi, molti dimenticano che continuiamo ad avere un tasso di disoccupazione femminile in continuo aumento. I dati ci dicono che, in Italia, lavora solo il 47% delle donne in età compresa fra i 16 e i 64 anni, più di dieci punti sotto la media dell’Eurozona. Se pensiamo al fatto che dal 1970 ad oggi, a livello globale, 2 posti su 3 sono stati occupati da donne, ecco che il nostro dato assoluto e percentuale appare drammatico. Senza dimenticare che le donne inattive sono molto più numerose al Sud che al Nord e che, se la donna è a partita IVA, le difficoltà che incontra per svolgere la sua attività praticamente raddoppiano”.

 

“Ed invece, a partire dal Decreto Poletti per continuare con il disegno di legge delega sul Jobs Act, non troviamo spunti degni di nota su questo tema critico per il nostro Paese. Anzi, proprio la nuova formulazione del contratto a termine potrebbe penalizzare in modo significativo le giovani donne che volessero avere una maternità nel periodo di vigenza del contratto. Bisogna fare di più, molto di più – ha affermato con forza Federica De Pasquale, che è anche Vice Presidente della Consulta per le Pari Opportunità del Lazio -  anche in considerazione del fatto che i dati confermano che, negli ultimi due anni, le PMI guidate da donne sono andate meglio di quelle guidate da uomini, a dispetto dei maggiori ostacoli incontrati nell’accedere al credito bancario”.


“D’altra parte, proprio Bankitalia ha messo altresì in evidenza che, nella fase attuale, riescono ad ottenere un prestito solo 26 imprese su 1000. Condividiamo il fatto che le banche vogliano vagliare seriamente il merito creditizio ma che solo il 2,6% delle nostre imprese siano degne di ricevere il finanziamento ci sembra – ha continuato la De Pasquale - veramente paradossale. Oltretutto, in questa situazione, il mondo professionale e produttivo femminile come quello delle 135 organizzazioni di CONFASSOCIAZIONI è ancora più danneggiato. Per le nostre professioniste, in particolare, l'accesso al credito bancario è particolarmente difficoltoso. Ecco perché abbiamo salutato con gioia l'orientamento di alcune Regioni nel promuovere il micro credito fino a 25mila euro, come forma di finanziamento per le donne che vogliono creare una piccola attività”.

 

“Su questo punto, il DEF poteva essere molto più generoso nel costruire un percorso nella direzione di un sistema che avvicini il mercato del lavoro alle donne. Il motore dell’occupazione femminile si riaccende solo con una programmazione precisa di strumenti incentivanti e logiche di welfare di supporto alle politiche di conciliazione. Una programmazione che, a parere di CONFASSOCIAZIONI, avrebbe dovuto essere inserita fin d’ora nel DEF stesso come contributo ad un nuovo modello economico su cui investire anche per gli anni a venire”.      

 




            

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