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De Michelis (Frame), la Germania deve attuare politiche economiche espansive

12 Febbraio 2019 - Autore: Redazione


 

Il rally dei risky asset potrebbe continuare, qualora la situazione tra Cina e Stati Uniti da una parte e tra Gran Bretagna e Unione Europea dall’altra si sbloccasse. Nel Vecchio Continente occorre mettere una marcia in più, che è quella delle riforme strutturali e fiscali. Si tratta di un passo assolutamente necessario per rimettere in sesto un’economia ormai troppo debole. L'analisi è di Michele De Michelis responsabile investimenti di Frame Asset Management

 

 

 

Guardando il grafico del Dax risulta marcata la V tra il primo dicembre e il 31 gennaio, ha commentato De Michelis. In realtà, prosegue l'analista, è stato un periodo veramente difficile. Tuttavia negli ultimi giorni si sta assistendo ad alcune prese di beneficio che erano abbastanza prevedibili dopo un movimento di recupero così marcato. Oltre ad evidenti motivazioni tecniche, come il raggiungimento della media a 200 giorni e un ipercomprato di breve, il mercato ha lanciato dei chiari segnali a Trump su cosa potrebbe accadere qualora non venisse trovato un accordo con la Cina, e Trump per tutta risposta ha lasciato intendere che questo accordo è tutt'altro che scontato, sottolinea De Michelis.

 


Seppur di grande importanza, tuttavia, quello tra Trump e Xi Jinping non è il solo problema da
tenere d’occhio. Dall’altra parte c'è sempre la solita situazione di stallo tra Regno Unito ed Europa e anche in questo caso il finale non può dirsi scontato. In un quadro che potrebbe sembrare immutato, prosegue De Michelis, c'è un elemento di novità importante rappresentato dal fatto che la Germania sta correndo un serio rischio di finire in recessione. Un fatto di questa portata potrebbe essere solo la prima ondata di una contrazione in grado di impattare seriamente sulla già anemica economia europea, se il commercio internazionale dovesse veramente iniziare a irrigidirsi. Probabilmente si stanno creando finalmente le premesse per l’implementazione di una politica fiscale espansiva abbandonando le formule “restrittive” alle quali ormai siamo assuefatti da anni. Del resto, se non si riesce più a vendere i propri manufatti all'estero, ci si deve per forza rivolgere al mercato interno e se il mercato interno è soffocato, si deve riattivare con degli stimoli alla spesa, continua l'analisi di Frame. La condizione ideale sarebbe che gli economisti tedeschi acconsentano ad una svolta epocale che potrebbe sbloccare la situazione europea sotto molteplici punti di vista (sociale, economico, finanziario), conclude Michele De Michelis.

 

 

 



 




            

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