ActivTraderApp
FinanzaeDiritto sui social network
7 Dicembre 2019  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




DATALOGIC, INNOVAZIONE E RICERCA&SVILUPPO PER CRESCERE ANCORA. Intervista a tuttotondo con Mauro Sacchetto, Amministratore Delegato di Datalogic

17 Aprile 2012 - Autore: Redazione


Datalogic è sempre un passo avanti.  Nata a Bologna nel 1972, oggi è leader nel mercato dei lettori di codici a barre, di mobile computer per la raccolta dati, di sistemi a tecnologia RFID e visione, L’impresa, in continua crescita e costantemente impegnata in attività di Ricerca e Sviluppo, è stata segnalata, attraverso la nostra Survey come potenziale finalista della seconda edizione del Premio Internazionale Le Fonti del prossimo 28 giugno..

Focalizzato su due mercati principali, quello dell’acquisizione automatica dei dati e quello dell’automazione industriale, il Gruppo presenta la sua strategia per restare sempre in vetta. La parola a Mauro Sacchetto, Amministratore Delegato di Datalogic.

 

 

Datalogic è leader mondiale nei settori dell’acquisizione automatica dei dati e automazione industriale. In cosa consiste la vostra attività?

In ogni momento della nostra vita quotidiana, dallo shopping agli esami medici passando per l’invio di lettere e pacchi, un aspetto di importanza primaria è la raccolta dati. I sistemi adatti a questa funzione hanno la responsabilità di velocizzare i processi, garantendo rilevazioni affidabili e migliorando la qualità delle operazioni svolte, la soddisfazione del cliente e l’efficienza di tutta la catena di distribuzione. Di questo mercato, quello dell’acquisizione automatica dei dati e dell’automazione industriale, Datalogic è un’azienda leader a livello mondiale. Il nostro ruolo è quello di fare da tramite, interfacciando azioni e logistica del mondo reale alle informazioni, rendendo i dati fisici in digitali per poi trasmetterli in tempo reale ai sistemi informativi.

Per rendere ancora meglio l’idea, le più importanti catene dei supermercati del mondo, da Coop a Carrefour a Auchan, usano i nostri scanner nelle loro casse per leggere il codice a barre dei prodotti o per il selfshopping. Inoltre le più importanti società di logistica, trasporti e spedizioni come UPS, Fedex, Artoni, Bartolini – solo per citarne alcuni – impiegano le nostre soluzioni per la gestione e lo smistamento dei pacchi. E infine società come Pirelli, Michelin o BMW usano prodotti Datalogic per gestire i magazzini in modo automatico.

 

  

Continuate ad espandervi all’estero in particolare su territorio statunitense, acquisendo un concorrente dopo l’altro...

I dossier per nuove acquisizioni sono sempre aperti in Datalogic. Abbiamo le idee molto chiare e obiettivi e target ben definiti, si tratta solo di trovare le realtà adatte a noi e a un prezzo ragionevole. Come è avvenuto per le recenti acquisizioni delle società americane Accu-Sort e PPT Vision – che ricordo sono leader rispettivamente nel segmento dell’Automatic Identification e nel settore “Machine Vision” – cerchiamo aziende che ci permettano di accrescere il nostro potenziale tecnologico e di acquisire nuovi brevetti. L’altro valore aggiunto per le nostre acquisizioni è la localizzazione geografica, cioè aziende che ci consentano di espanderci in mercati per noi nuovi.

 

 

Pensa che investire nella tecnologia sia un’ottima strategia per uscire dalla crisi?

Il nostro sforzo nelle attività di ricerca e sviluppo è costante e molto alto – circa il 7% del nostro fatturato - e teso a soddisfare e anticipare le richieste dei nostri mercati di riferimento. Questo ci permette di lanciare ogni anno sul mercato oltre trenta prodotti, pensati in una logica “glocal” (termine nato dall'unione delle parole 'global' e 'local', ndr), ovvero progettati a livello globale e customizzati in base alle esigenze specifiche. Immaginate un pod per leggere i codici a barre con tasti diversi, adattati alle dimensioni della mani grandi degli americani o a quelle più piccole degli asiatici. Tra le novità di prodotto lanciate da poco e che crediamo avranno un successo considerevole segnando una tappa fondamentale per il futuro del retail, mi piace ricordare Jade, una cassa completamente automatizzata che entro fine anno sarà in vendita sui mercati di tutto il mondo. Jade ha in dotazione tecnologie applicate per il self checkout e l’automatic scanning solution e, grazie al sistema vision, può riconoscere gli oggetti da un’immagine: tutte applicazioni pensate per garantire vantaggi considerevoli a clienti e operatori.

 

 

A cosa dovrebbero puntare gli imprenditori italiani per dare una svolta?

Sono fermamente convinto che nella gestione aziendale sia necessario cercare tutti i giorni l’eccellenza, puntando sempre all’avanguardia con l’obiettivo di diventare e mantenersi leader nel proprio settore. È come in un’orchestra, dove ai musicisti non basta fare bene, ma serve aspirare a fare il massimo, superando gli altri: gli spettatori arriveranno solo se lo spettacolo è migliore degli altri.  La crisi dovrebbe essere presa come un’opportunità di crescita e di miglioramento, dove è necessario analizzare la situazione e guardare ancora di più al dettaglio.

 

 

Tema molto dibattuto in questo periodo è quello dell’accesso al credito per le aziende. L’Osservatorio Findomestic rivela che il 90% delle imprese italiane ha difficoltà a chiedere un finanziamento alla banca. Lei cosa ne pensa?

Posso solo affermare che Datalogic ha un rapporto molto collaborativo e positivo con le banche con cui lavora, sia che si tratti dei nostri partner italiani sia dei leader internazionali. Queste buone relazioni sicuramente ci aiutano nel nostro business.

 

 

 

Dove pensa che ci porterà la riforma del lavoro attualmente al vaglio?


Non esistendo ad oggi un testo definitivo, penso che qualsiasi valutazione sia al momento prematura. Le mie considerazioni possono essere generali. Ritengo che, nonostante le numerose tutele previste in Italia sulla carta, le fasce più deboli siano state tutelate in maniera meno efficace che in altri paesi. Per esempio, è molto difficile per i giovani o le donne trovare un inquadramento stabile.

Parlando sempre in generale, credo davvero che le imprese possano tutelare i lavoratori non solo rispettando una norma, ma garantendo loro una crescita professionale, un percorso di formazione e di arricchimento e competenze spendibili sul mercato.

 


Avete chiuso un annata record con 25,9 milioni di utili. Qual è il segreto?

Nonostante la congiuntura negativa internazionale, negli ultimi anni abbiamo comunque impiegato numerose energie dirette a ottenere una maggiore efficienza organizzativa e per intensificare gli investimenti in R&D. In questo quadro, a inizio 2012, abbiamo razionalizzato l’organizzazione suddividendola per mercati, ovvero l’Automatic Data Capture (ADC) e l’Industrial Automation (IA) e non più per prodotto. Questo ci ha permesso di concentrarci in maniera più efficace sulle esigenze dei clienti dei comparti in cui operiamo. Per il mercato dell’Automatic Data Capture, infine, abbiamo modificato la Supply Chain, potenziando le strutture produttive in Vietnam e ottenendo risparmi consistenti sui costi di esercizio. I dati positivi dell’anno appena concluso, il migliore di sempre per Datalogic sia sotto il profilo del fatturato sia sotto quello della profittabilità, sono il risultato di tutte queste decisioni. Attività che hanno chiaramente pagato, se pensiamo di trovarci in un contesto economico ancora incerto. Possiamo quindi essere orgogliosi di aver consolidato la nostra abilità di generare e mantenere il business.

 

 

 

Avete progetti per l’anno 2012?

Il 2012 sarà un anno particolarmente importante per Datalogic, durante il quale opereremo per integrare pienamente le società recentemente acquisite - Accu-Sort e PPT Vision - e per supportare la crescita globale, puntando a una presenza internazionale più bilanciata.  Da un punto di vista dei risultati, abbiamo cominciato l’anno complessivamente bene, nonostante ci sia stato un rallentamento marginale in Europa a causa delle condizioni, note a tutti, di crisi e incertezza economica. Abbiamo appena concluso un 2011 da record per fatturati e profitti e puntiamo a fare ancora meglio nell’anno in corso. Gli obiettivi sono la crescita nei paesi dell’area BRICS e il miglioramento della presenza in USA e Europa, mercati ad alto valore aggiunto dove abbiamo guadagnato quote importanti di mercato negli ultimi anni.

 

 

Sara Tamburini




            

Per essere sempre aggiornati su interviste e articoli di Sacchetto, Mauro iscriviti alla nostra newsletter


Ultimi commenti degli utenti

Nessun commento












Powered by Share Trading
Everlasting

activtrades