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Dare "VITA" all'organizzazione

19 Aprile 2011 - Autore: Fabio Speri - Strategic Leadership Coach & Trainer


Come ogni macchina ideata, per funzionare ha bisogno che ogni meccanismo e ingranaggio al suo interno funzioni correttamente, così lo è anche per un'organizzazione composta da singoli individui.

Esempio.

Piccola azienda (70 dipendenti circa), un giovane manager responsabile di un gruppo di persone le quali non raggiungono i risultati fissati. Mi chiamano per affiancare il Manager con l'obiettivo di farlo crescere nella gestione dello staff, ma... immediatamente fuoriesce il suo pensiero sui modi di essere Leader, poi individuato come la causa del suo limite come Manager. Le sue energie usate per difendersi piuttosto che per portare VITA all'organizzazione. Accuse allo staff per non essere seri come lo era stato lui quando nella stessa posizione, giudizi sulla poca voglia di lavorare della nuova generazione (lui ha appena oltrepassato la trentina), ma soprattutto l'espressione, in tutta la sua forza, stile  vecchia scuola : "per farli lavorare bisogna usare il pugno di ferro, altrimenti se ne approfittano".

Con pazienza e buona relazione decisi di approfondire il dialogo con lui, cercando di scoprire la provenienza di questa forte impostazione. Così ebbi il privilegio di conoscere ciò che era stato seminato dal padre nella sua vita: genitori divorziati mentre lui era piccolo, padre autoritario presente nella sua vita 2-3 volte all'anno giusto per correggerlo e riprenderlo dove non funzionava, ma soprattutto il denigrarlo per il mancato successo in alcune aree (scuola,ragazze, soldi), soprattutto da adolescente. Risultati prodotti nel giovane? Tutto non va bene e deve essere messo a posto. Come? Con la determinazione, la fermezza, la precisione, la riprensione, lo sguardo serio e temibile, insomma una comunicazione autoritaria a senso unico. Non sto dicendo che non ci vuole disciplina, ma che la libertà non è contraria, ma un'elemento essenziale da includere, per raggiungere gli obiettivi tutti insieme.

Un clima di sola disciplina, non permette alle persone di manifestare la propria creatività, valorizzando la Visione e la Missione dell'organizzazione con i propri doni e talenti. Anche la Toyota fabbrica auto, pertanto ha operai che producono, ma questo non ha impadito che essi siano anche formati ad essere solutori di problemi, innovatori e agenti di cambiamento. Da qui il grande successo nel mondo auto per parecchi anni.

Gli elementi che caratterizzavano questo manager erano prevalentemente rigidità sia verso se stesso che e verso il prossimo, durezza, critica e disprezzo velato, totalmente incapace di relazionare, stimolare, incoraggiare, creare squadra ed entusiasmo. Ovviamente, la macchina si è inceppata fortemente, bisognosa di una forte dose di VITA.

Ma la cosa che più mi ha reso triste di questo confronto, non è stato principalmente per ciò che questo giovane manager ha espresso, ma per il fatto che, quanto riscontrato anche da altri professionisti, purtroppo non è una situazione isolata, anzi, in Italia è un pensiero molto comune, che oramai non funziona più!!!

Ma Fabio, in molti casi ha funzionato, guardiamo le aziende negli anni 70, 80 e 90, non hanno forse raggiunto un certo successo usando molto il pugno di ferro? Mah… diciamo che non si sono calcolati i danni provocati  nelle famiglie e nei figli ...
I bisogni e le aspettative delle persone erano diverse, il dopo guerra, la voglia di possedere a tutti i costi, le prime tecnologie, il modello “America”, il periodo di assestamento e di continua curiosità. Oggi, le condizioni sono completamente diverse, l’America non è più molto il "modello", le tecnologie vengono immesse sul mercato ad una velocità accelerata, la curiosità è prevalentemente verso il mondo "immagine" e i giovani cercano molto più di soddisfare il bisogno di "essere" e non solo di "fare".

Dunque il sentirsi usati e valorizzati solo per soddisfare lo scopo di una o poche persone non funziona più, le persone inseguono e vogliono realizzare i propri sogni.

Ecco che, l'arte del saper coinvolgere, di fare squadra, di unire ogni singolo componente come gli artefici del successo, diventa fondamentale per raggiungere lo scopo dell’esistenza dell'organizzazione.

... il resto in un'altra puntata!




            

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