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D-Orbit si aggiudica il premio IAIR come Best Company for Innovation & Leadership. L'intervista al CEO Luca Rossettini

12 Novembre 2013 - Autore: Redazione


Dott. Rossettini, D-Orbit è una brillante start-up italiana che mira a prendersi cura dello spazio con una rivoluzionaria e innovativa idea per lo smaltimento satellitare. Come nasce tale idea?

Nel 2008, in occasione di un convegno di The Natural Step (ONG internazionale sensibile verso le problematiche legate all’ambiente a all’ingiustizia sociale), illustravo quanto sarebbe stato importante applicare princìpi di sostenibilità strategica al settore spaziale e di come il non farlo avrebbe impattato negativamente a livello globale sulla nostra società.

In quella circostanza nasce l’dea di unire sostenibilità strategica e settore aerospaziale. Successivamente, nel 2009, grazie ad una borsa di studio mi sono imbattuto nel programma Fulbright BEST, programma Fulbright sponsorizzato da aziende Italiane che manda in Silicon Valley potenziali imprenditori a studiare business.

 

E in America?

 

In America , l’idea di D-Orbit è stata smontata e riassemblata fino a diventare prima soluzione e prodotto  poi,  pronto  per  essere  descritto  da  un  business  plan.  Ho  così  pensato  a  D-Orbit semplicemente applicando al problema dei detriti spaziali i princìpi di sostenibilità strategica del ben noto The Natural Step Framework, già utilizzato in tutto il mondo per aiutare enti e grandi aziende a conseguire ed aumentare il proprio profitto lungo un solido percorso di sostenibilità. La ricetta di D- Orbit è molto semplice: arrestiamo l’aumento sistematico di satelliti incontrollati attorno alla Terra. E questo è solo il primo passo di un percorso di sostenibilità spaziale” che porta profitto alle aziende che operano nel settore e benefici a tutta la comunità sulla Terra.

 

Quali  sono,  ad  oggi,  i  principali  ostacoli  incontrati  nell'applicare  concretamente i principi di sostenibilità ai detriti spaziali?

 

Il mercato spaziale è ancora allo stato embrionale e lo spazio è un ambiente internazionale, e dunque non esistono regole internazionali volte a disciplinare le attività umane nello spazio. Fino a tempi recenti  lo  spazio  è  stato  sfruttato  nella  realizzazione  di  attività  di  ricerca  ed  esplorazione.  Nel momento in cui le missioni militari e soprattutto quelle commerciali di sfruttamento dei satelliti spaziali hanno cominciato a popolare le orbite intorno alla Terra, la comunità scientifica ha iniziato a percepire i rischi derivanti dal problema dei detriti spaziali (sindrome di Kessler): se la densità di oggetti in orbita cresce progressivamente si scatenerà una reazione a catena di collisioni tra spazzatura spaziale e satelliti operativi tale da compromettere la funzionalità dei veicolo spaziali in orbita attorno alla Terra (telecomunicazioni, telerilevamento, GPS, osservazione della Terra, i satelliti meteorologici, internet, ecc) e la creazione di una barriera densa di detriti che impedirà la presenza di nuove missioni spaziali per le future generazioni.

 

Alla luce di quanto detto, come è l’attuale situazione?

 

Solo di recente, a causa di episodi di collisioni in orbita e impatti di grandi satelliti sulla Terra, la comunità scientifica spaziale ha avvertito l'incombenza del rischio e ha cominciato a proporre soluzioni. Vista la presa di coscienza, le organizzazioni e le comunità di tutto il mondo, a seconda del loro comportamento, possono decidere di essere classificati come parte del problema o parte della soluzione. Ignorare il problema può comportare: violazione delle nuove regolamentazioni, aumento dei costi legali, boicottaggi dei consumatori, perdita di reputazione e crescente difficoltà di utilizzare lo spazio intorno al nostro pianeta. Se una soluzione esiste allora perché non adottarla? D-Orbit garantisce profitti aggiuntivi per gli operatori satellitari, crea benefici per la società e preserva lo spazio orbitale. Non ci sono buone ragioni per non adottare la nostra tecnologia: noi offriamo un modo semplice e profittevole per implementare i principi di sostenibilità nel settore spaziale.

 

Qual è il vostro target di riferimento?

L’industria satellitare mondiale cresce approssimativamente di 190 Miliardi di dollari all’anno con un tasso medio di crescita pari al 7% (crescita media mondiale nel 2012: circa 3%). Per i prossimi 8 anni è previsto il lancio di 1200 nuovi satelliti. La quota dellindustria manifatturiera rappresenta un volume daffari di 10 Miliardi di dollari all’anno. D-Orbit è già in contatto con con Operatori Satellitari gli utilizzatori finali della nostra tecnologia, e Produttori Satellitari. Compagnie assicurative satellitari e Agenzie Spaziali rappresentano un altro interessante mercato.

 

la redazione

 




            

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