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Crisi da sovra-indebitamento, anche il consumatore nelle nuove disposizioni

23 Luglio 2012 - Autore: Dott. Roberto VALENTINI


<p>Una novit&agrave; per i consumatori con problemi di "sovraindebitamento": il governo nel Consiglio dei Ministri del 9 marzo ha deciso di allargare ai soggetti con debiti contratti al di fuori dell'attivit&agrave; professionale e d'impresa la possibilit&agrave; di giungere ad un accordo con i propri creditori.</p> <p>Il provvedimento trova giustificazione nell&rsquo;attuale contesto di crisi economica che investe indifferentemente famiglie ed imprese. Il nuovo strumento, per la gestione delle situazioni di conflitto nell&rsquo;ambito dei rapporti civili ed economici, pone il Paese in linea con la legislazione vigente negli altri Stati membri dell&rsquo;area euro, gi&agrave; da tempo muniti di procedimenti sdebitatori, anche per i consumatori e le piccole imprese.</p> <p>Lo schema di disegno di legge approvato dall'esecutivo interviene sull'impianto della recente legge 27 gennaio 2012, n. 3 &quot;Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonch&eacute; di composizione della crisi da sovra indebitamento&quot;, con l'obiettivo di aumentarne efficacia e capacit&agrave; operativa.</p> <p>La legge n. 3/2012, per la prima volta, ha introdotto un meccanismo di estinzione (controllata in sede giudiziale) delle obbligazioni del soggetto sovraindebitato non fallibile.</p> <p>Le modifiche investono, da un lato, il presupposto soggettivo per l'apertura delle procedure in esame, individuando un procedimento specificamente destinato al consumatore; d'altro lato, la natura del procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, trasformandolo in chiave concordataria.</p> <p>Queste le novit&agrave; principali:</p> <p>1. In precedenza la legge (n.3/2012) prevedeva l&rsquo;obbligatoriet&agrave; dell&rsquo;accordo tra debitore e creditori. La nuova impostazione introduce un criterio in base al quale anche i creditori che non aderiscono all&rsquo;accordo possono essere assoggettati agli effetti della procedura in forza di un provvedimento di omologazione adottato dal tribunale.</p> <p>2. Anche i creditori privilegiati che non aderiscono all&rsquo;accordo perdono il diritto di vedersi soddisfatti integralmente e subito. I creditori privilegiati potranno infatti essere vincolati dal provvedimento del tribunale che ritenga che non avrebbero potuto comunque ottenere di pi&ugrave;.</p> <p>3. Viene ridotta dal 70% al 60% la soglia prevista per il raggiungimento dell&rsquo;accordo tra debitore non consumatore e creditori.</p> <p>4. Si introduce una procedura dedicata per il consumatore debitore in base alla quale non &egrave; previsto l&rsquo;accordo, ma la predisposizione (a spese del debitore) di un &ldquo;piano&rdquo; da parte di un apposito organismo di composizione della crisi che opera in veste di garante della fattibilit&agrave; del piano di ristrutturazione.</p>




            

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