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Contropelo alla manovra Monti (1 pagina contro 104)

19 Dicembre 2011 - Autore: Redazione


a cura del Prof. Giuseppe G. SANTORSOLA
Professore Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari. 
Università Parthenope di Napoli

Il contropelo è azione che migliora il lavoro di barbieria, affina la prima rasatura. Tralasciamo i commenti favorevoli – che ci sono – e valutiamo il rischio delle misure quand’anche condivisibili o accettabili.

La proporzione è un terzo sulle spese e due terzi sulle entrate. Si sperava diversamente, ma l’urgenza del baratro la può motivare. Sarà termine di valutazione verificare in futuro uno spostamento dei pesi al diminuire dello stress sul debito. La manovra fonda il 70% delle entrate su previdenza, trasporti e immobili. 
Agire sulle accise è un classico anni ’70 in misura curiosamente uguale a quella del ‘76 (11 cents/200 lire), con proporzioni sul prezzo (1/10) ben diverse. Per quanto concerne l’imposta sulle auto di lusso, la reazione attesa è: crollo delle vendite, disagio delle concessionarie per lo stock in essere, sconti pari ai 3 bolli maggiorati, tracollo dei prezzi dell’usato relativo. Il 90% di quel mercato è peraltro straniero alla fonte, ma italiano nell’intermediazione. Per  natanti e aerei (se in Italia), è misura d’immagine con meno di 100mln€ di incasso.
L’estensione del bollo sugli investimenti finanziari evita il tentativo ormai frequente di trasferire da conti correnti a dossier titoli e altri strumenti. Una mini patrimoniale sul risparmio, sgradevole, non coerente con il profilo migliore del nostro sistema, spalmata su una ricchezza pari al doppio del debito pubblico (3500mld€) e quindi ovvia. Eticamente equa. ma spesso inapplicabile, l’overtax sullo scudo fiscale. Proposta foolish, quindi valida: chiediamone il versamento, assegniamo alle banche il controllo cieco di chi non dichiarasse il vero (come nell’antiriciclaggio) e valutiamo di restituirla ai virtuosi nel 2015 (come si tentò nel 1998 all’epoca dell’euro). 
Sulla patrimoniale immobiliare, l’abolizione dell’ICI era misura da paese “ricco” altrove inesistente; qualche esenzione sarà emendata, rivedere le rendite catastali è doveroso, si può valutare una distinzione fra utilizzo in proprio e affitto per disincentivare la tendenza ad intestazioni fittizie in famiglia per scopi fiscali. Vedo qualche asincronia con la disciplina della cedolare, supposto polo unico per la tassazione sulla casa.
Per quanto concerne la diminuzione della soglia del contante (la terza nel 2011) è incisiva senza toccare (salvo modificare l’incasso delle pensioni minime) pagamenti ancora consueti nella popolazione. Nessun anziano povero ha peraltro modo di spendere 1000 euro in contanti e con frequenza. Con 350/500 euro avremmo sconvolto abitudini non dettate solo dalla black economy. Resto dell’opinione che oggi il contante “oleat”.
Tutti si aspettavano aumenti dell’IRPEF e dell’IVA. Il primo è escluso, il secondo rinviato. Non intravedo la mia idea impossibile di abbassare l’IRPEF e aumentare congiuntamente l’IVA per colpire gli evasori della prima. Lo studio della matrice necessaria per calcolarne misura ed effetti richiede un tempo ora indisponibile.
Impossibile per un governo senza eletti imporre a questi sacrifici sul loro reddito; illusorio sperare in un’autoriduzione. Ho l’impressione che si tenti solo una strada progressiva (ad esempio con le province); idea corretta che suppone ulteriori ritardi. E’ invece incoerente l’aumento dell’IPT, unica tassazione a favore delle eliminande province!
Sulle pensioni, si realizza di fatto la scomparsa a termine dell’anzianità (2018), si elimina il retributivo e si abbassa il capitale spendibile sulla vita media attesa. E’ doloroso ma coerente con la nostra limitata ricchezza e con la necessità di lasciare fonti per le pensioni dei figli. Tema già spiegato in questa rubrica. Lo stesso sciopero sindacale appare risposta obbligata, non conflittuale (3 ore).
Manovra non quella finale, sottrae e concede alle diverse forze politiche; meno equa se si guarda ai singoli; forse le prime e i secondi non sono in sintonia. Poniamola in vigore ed attendiamo la prossima, confidando che il sistema produttivo ora investa, innovi e produca.
 



            

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