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CON I 25 ANNI DI ASSOSIM, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DI MERCATI E INDUSTRIA

14 Novembre 2011 - Autore: Redazione


ASSOSIM, l’associazione italiana degli intermediari mobiliari,  in occasione dei suoi 25 anni ha organizzato il convegno “Gli intermediari italiani tra mercato nazionale e competizione globale alla luce di uno scenario europeo in divenire”, un momento di incontro e di confronto sul tema della crisi che sta coinvolgendo il mondo della finanza italiana e internazionale. L’evento, che si è svolto presso la sede di Borsa Italiana, ha visto illustri rappresentanti del mondo dell’economia, della finanza e del sistema bancario nazionale confrontarsi sullo stato dell’euro, sulla crisi dei mercati finanziari e sulle prospettive future, sul tema della quotazione delle PMI in un momento così difficile di mercato, sugli strumenti  finanziari  derivati e sull’evoluzione del mercato finanziario europeo, con l’analisi dello “stato dell’arte” del progetto della Banca Centrale Europea “Target 2 Securities”.

 

In apertura di giornata, dopo il saluto del Presidente di Assosim Michele Calzolari, l’economista Alessandro Penati ha dato vita, insieme ad Alberto Giovannini, ad un dibattito sul tema del futuro dell’euro, alla luce dei cambiamenti e delle criticità attuali nello scenario dell’Eurozona.  

 

E’ seguita una tavola rotonda tra rappresentanti delle associazioni di categoria degli intermediari e dell’AD di Borsa Italiana sullo stato dell’industria finanziaria, sui fattori che ne ostacolano oggi lo sviluppo e ne rendono incerto il futuro, nonché sulle strategie da mettere in atto per essere competitivi in uno scenario in cui le sfide si giocano sempre più a livello globale.  Oggetto di dibattito sono stati appunto i provvedimenti per rilanciare la competitività dell’industria finanziaria italiana e quelli che invece rischiano di ostacolarne lo sviluppo, quale la proposta di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie o una penale sul trading ad alta frequenza o il divieto di short selling, inidoneo a parere degli operatori a ristabilizzare normali condizioni di mercato.

 

 “L’incontro di oggi è stato organizzato per ricordare il XXV anniversario della nostra Associazione ma, visto anche il momento difficile che stiamo vivendo, vuole essere soprattutto un’occasione di riflessione sulle prospettive dei mercati e dell’industria della finanza nel nostro Paese” ha commentato Michele Calzolari, Presidente di Assosim, in apertura dei lavori. “In particolare” ha aggiunto “vorrei che emergesse un concetto chiaro: i mercati, la finanza e i suoi strumenti sono utili e necessari; anzi, essi possono e debbono dare un contributo fondamentale all’uscita dalla crisi. E’ essenziale però che la deriva un po’ populistica di sempre nuove norme e nuove tasse sui titoli non finiscano per buttare il bambino (il mercato) con l’acqua sporca. Credo che nel corso della giornata ci siano momenti di grande interesse e importanza. Oltre agli interventi di Penati e Giovannini sulla crisi dell’euro e quello del Presidente della Consob, vorrei porre l’accento sul tema strategico affrontato dalla tavola rotonda sulle piccole e medie imprese, perché sono convinto che proprio dal loro sviluppo, anche sul mercato, possa derivare una spinta importante per l’economia e la piazza finanziaria italiana.”

 

Il programma della giornata ha visto anche la presentazione di una ricerca realizzata dall’ISDA e di due studi realizzati, rispettivamente, dall’Università LUISS di Roma e dalla società di consulenza internazionale Celent. 

 

La ricerca dell’ISDA ha avuto a oggetto il tema della gestione dei margini nelle operazioni in derivati OTC, avvertiti da molti come strumenti che aumentano l’incertezza dei mercati. Marco Turrina, Vice Presidente di Assosim, ha commentato: “E’ importante che i derivati OTC vengano ben conosciuti e appropriatamente utilizzati. Lo strumento in sé non può e non deve essere ritenuto dannoso. Un utilizzo consapevole dello stesso, coerente con gli obiettivi di investimento può costituire anzi un valido strumento di contenimento dei rischi non solo sui mercati finanziari, ma anche nell’esercizio del commercio e/o di attività industriali. Gli accordi di collateralizzazione oggi ampiamente utilizzati dagli operatori e sviluppatesi grazie all’importante lavoro al riguardo svolto dall’ISDA consentono di contenere, fino a neutralizzarli del tutto, i rischi di controparte e sistemici”.

La tavola rotonda dedicata a “Quotazione delle PMI: costi e benefici”, nata da uno studio condotto dall’Università LUISS, ha approfondito un tema cruciale: in un momento così difficile per il nostro Paese il ruolo delle  piccole e medie imprese, vera forza motrice dell’economia italiana, è da considerarsi particolarmente strategico. “La loro crescita può e deve essere sostenuta dal mondo della finanza - per esempio con strumenti quali la patrimonializzazione - affichè l’industria possa essere più competitiva sul panorama internazionale e le PMI possano realmente svolgere un ruolo di primo piano nel processo di ricostruzione del Paese” ha affermato Massimo Ferrari, Vice Presidente di ASSOSIM.

 

In conclusione di giornata è stato presentato uno studio della società di consulenza internazionale Celent che ha analizzato lo stato di avanzamento dei lavori del progetto “Target 2 Securities”, promosso dalla Banca Centrale Europea (BCE) e dalle banche Centrali di Francia, Germania, Italia e Spagna finalizzato alla realizzazione di una piattaforma unica europea per il regolamento delle operazioni in titoli e del relativo controvalore cash. Lo studio Celent intende aiutare gli operatori dei mercati a orientarsi nell’utilizzo di questa nuova piattaforma di regolamento delle transazioni in titoli analizzandone i relativi costi e le possibili aree di intervento.

 

Il progetto Target 2 Securities può portare effettivi vantaggi in termini di ulteriore armonizzazione all’interno del mercato finanziario europeo” ha affermato Alessandro Gioffreda, membro del comitato direttivo di Assosim  “l'obiettivo del nostro dibattito di oggi è quello di fare il punto sullo stato del progetto e iniziare a valutare con alcuni attori del mercato quali sono gli scenari operativi percorribili e i relativi costi e benefici che questo progetto potrà portare”.




            

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