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Come difendere il lavoro con continuita' - a cura di Pietro Colombo Presidente BLM Group

27 Giugno 2011 - Autore: Redazione


a cura di Pietro Colombo Presidente BLM Group

Premesso che "Il futuro esiste se il presente è vivo", ma il futuro deriva dal presente vissuto. Chiarito che a monte della attuale crisi esiste la "crisi dei valori", mi permetto di esporre tre miei punti (in merito a "come difendere il lavoro con continuità"), semplificandoli al massimo:

1. come equilibrare nel tempo la domanda con l'offerta
2. con la scuola, che crea una nuova cultura
3. con regole certe per tutte le nazioni.


1. Come equilibrare la domanda con l'offerta.

Definire il ciclo di vita di ogni bene mobile (5 anni) e immobile (125 anni). Al termine del ciclo:

a) ogni bene mobile utilizzato, alla sua scadenza, dovrà essere rottamato e sostituito, compensando con un credito di imposta.
b) ogni bene immobile dovrà essere distrutto per essere sostituito, con le nuove tecnologie, salvaguardando l'ambiente, la ricchezza naturale, eventuali vincoli ambientali - culturali per preservare il patrimonio storico - artistico esistente.
Il tutto salvaguardando anche il relativo diritto di proprietà. Se il titolare della proprietà è disponibile al rinnovo, manterrà ovviamente ogni suo diritto su di essa; in caso contrario avrà diritto ad essere compensato sulla base di parametri definiti dall'ente pubblico per l'ottenimento del valore di mercato.
 

2. La scuola, la nuova cultura.

Il futuro, che è anche l'imminente presente, è nelle capacità intellettuali e creative dei giovani grazie ai docenti che hanno il compito e la responsabilità di preparare gli studenti. Essi sono il "faro" che illumina e prepara la cultura dei giovani, determinanti nel futuro cambiamento di vita a livello mondiale. I docenti sono abbandonati senza alcun riconoscimento sia economico che a livello di autonomia - deleghe - responsabilità.
Le aziende vincenti operano seguendo il postulato: "si" al reciproco rispetto dei diritti e doveri - "no" all'anarchia - "si" a rispettare e far rispettare le regole con l'esempio - "no" al buonismo.
Tale postulato aziendale deve valere fortemente anche per la scuola.


3. Regole certe per tutte le nazioni.

Nel merito delle regole certe, richiamo un dibattito televisivo di alcuni anni fa tra Bertinotti e la dott.sa Marcegaglia. In tale occasione Bertinotti caldeggiava le 35 ore settimanali e la dott.sa Marcegaglia gli rispose: "Bertinotti, non siamo contrari alla sua ipotesi ma deve essere la regola mondiale. Se così non fosse, come possiamo competere con il resto del mondo, dove lavorano 7 giorni su 7 e con 3 turni giornalieri?




            

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