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Certificati di malattia on-line.

25 Settembre 2011 - Autore: Domenico Vecchi

 

Finalmente è giunto! Ebbene sì, il treno dei c.d. certificati on line sembra essere proprio arrivato a destinazione il 14 settembre u.s., e ad attenderlo eravamo proprio in tanti (aziende, consulenti e lavoratori), benché abbia accumulato circa 6 anni di ritardo.

I più attenti ricorderanno che, già con la Finanziaria 2005, vi era riportato un comma in cui si parlava per la prima volta di “Obbligo di trasmissione telematica dei certificati di malattia all’Inps da parte dei medici”.

Da lì in avanti è seguito un lungo excursus normativo arricchito di svariati provvedimenti legislativi (Leggi, Decreti, Circolari, Protocolli) sino a giungere alla Legge n.183/2010, c.d. Collegato Lavoro, che all’art. 25 rubricato “Controlli di malattia” ha dato un forte impulso all’attuazione del progetto in un momento in cui, l’intero iter operativo rischiava il pantano burocratico per tutta una serie di circostanze, prima fra tutte le difficoltà avanzate in più istanze da parte degli ordini dei medici.

 

D’ora in avanti, quindi, tutti gli attori coinvolti nel processo di digitalizzazione dei certificati medici, vedranno sempre più venir meno la consegna, da parte del medico curante, della certificazione cartacea rilasciata a firma autografa.

 

La nuova disciplina operativa, con decorrenza 14 settembre u.s. vedrà:

 

  • *          i medici  dipendenti del SSN o in regime di convenzione trasmettere all’Inps, per il tramite del c.d. SAC (ovvero Sistema di Accoglimento Centrale, la piattaforma tecnologica gestita dal Ministero dell’economia e delle finanze) il certificato di malattia del lavoratore, ed a rilasciare allo stesso copia cartacea;
  • *          il SAC, dopo l’invio all’Inps, restituire al medico il numero di protocollo identificativo per la stampa del certificato e dell’attestato da consegnare, entrambi, al lavoratore (gli stessi medici, sempre tramite il SAC, potranno annullare o rettificare la data di fine prognosi entro il termine della stessa);
  • *          l’INPS, individuare il datore di lavoro in base ai propri archivi, e metterne a disposizione  la consultazione e la stampa degli attestati, previo accreditamento da parte delle aziende/intermediari autorizzati;
  • *          l’INPS consentire ai lavoratori, la consultazione dei propri certificati tramite il PIN cittadino rilasciato telefonando al numero gratuito 803164 oppure accedendo al sito www.inps.it.  

Resta fermo l’obbligo del lavoratore, sia esso operaio,impiegato o dirigente, di fornire al medico curante l’indirizzo di reperibilità, qualora diverso dalla residenza o domicilio abituale, e soprattutto richiedendo sempre allo stesso medico  il numero di protocollo identificativo  per la stampa del certificato (contenente il codice nosologico ICD9-CM e/o i dati della diagnosi). 

Al contempo, il datore di lavoro, non potendo più richiedere al dipendente una copia cartacea dell’attestazione di malattia, dovrà avvalersi esclusivamente dei servizi, alternativi fra loro, messi a disposizione dall’Inps, ovvero:

 

  • *          procedendo all’accesso diretto al sistema informatico predisposto dall’Istituto (www.inps.it), previo accreditamento con apposito codice identificaivo personale ( Circ. Inps n.60/2010 – all.2);
  • *          richiedendo all’Istituto previdenziale l’invio tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), dei files in formato “txt” e/o “xml” delle attestazioni di prognosi (Circ. Inps n.119/2010 – All.3).

 

Da ultimo, e’ bene precisare che a breve, il datore di lavoro potrà avvalersi anche del proprio intermediario abilitato (es. Consulenti del Lavoro), essendo l’INPS in procinto di estenderne l’autorizzazione alla consultazione con delega aziendale.

 

Si ricorda che qualora la stampa del certificato e dell’attestato non sia oggettivamente possibile, il medico si limiterà a chiedere conferma dei dati anagrafici inseriti e a rilasciare al lavoratore il citato numero di protocollo riferito al certificato telematico; in seguito il lavoratore fornirà il numero identificativo dell’attestato al proprio datore di lavoro qualora espressamente richiesto e comunicato dall’azienda al dipendente stesso.

 

A tal proposito, merita evidenziare alcuni casi eccezionali per i quali l’INPS, avendone preso atto,  riconoscerà la mancata trasmissione on line da parte dei medici, come:

- eventi di malattia con ricovero ospedaliero;

- certificati di degenza emessi da strutture pronto soccorso;

- certificazioni di malattia emesse da medici non ancora abilitati al sistema di trasmissione

telematica;

- eventi di malattia insorti in Paesi UE o convenzionati ed in Paesi extra UE, per i quali

continueranno a non trovare applicazione le nuove regole di trasmissione on line.

 

E’ opportuno,infine, evidenziare che al verificarsi di una delle casistiche sopra esposte, il lavoratore avente diritto all’indennità di malattia a carico dell’INPS, sarà comunque tenuto a trasmettere il certificato all’istituto previdenziale entro due giorni dal rilascio secondo le modalità tradizionali.

 

 

 

 

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