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BANCA GENERALI: IN 10 ANNI AI VERTICI DEL SETTORE. Le tappe dell'ascesa del gruppo bancario del leone, vincitore del Premio Le Fonti 2014

23 Luglio 2014 - Autore: Redazione


Banca Generali ha una storia con una curva repentina di crescita che in meno di un decennio l’ha portata ai vertici del settore delle reti in Italia per profilo di portafoglio pro capite (oltre i 20 milioni di media per ciascuno, dato Assoreti) e produttività dei professionisti. Il cammino di sviluppo, improntato all’evoluzione ed innovazione della consulenza e dei servizi al risparmio, incontra Piazza Affari nel novembre del 2006 con un debutto ad 8 euro per azione e masse che non superavano i 17 miliardi di euro: meno di otto anni dopo l’azione ha praticamente triplicato il valore, mentre le masse superano oggi i 31 miliardi di euro.


L’embrione della banca nasce alla fine degli anni ‘90 come struttura telematica, intorno ad una piattaforma di internet banking e servizi telefonici,  su volontà di Assicurazioni Generali di dotarsi di una realtà attiva nel mondo bancario, con servizi di conto corrente, deposito titoli, negoziazione e trading online. Le prime operazioni straordinarie hanno riguardato l’incorporazione di Prime spa e la rete di promotori finanziari Prime Consult sim cui sono seguite le integrazioni dei professionisti di Altinia e Ina Sim.

 

Nel 2003 è arrivata l’acquisizione di Banca Primavera che ha consentito un primo salto dimensionale forte delle masse di oltre 13 miliardi. Il cambio di marcia nella creazione di servizi dedicata alla gestione patrimoniale e la profilazione verso la fascia alta di mercato in termini di competenze e servizi parte dal 2005 con l’arrivo dell’allora Direttore Generale – ed ora Amministratore Delegato - Piermario Motta che, dopo una lunga carriera che lo portò in posizioni chiave di Banca Fideuram prima e San Paolo Invest dopo, accolse la chiamata da Trieste per lavorare sull’organizzazione della reti e dei prodotti di investimento e risparmio.

 

Le prime urgenze del manager furono quelle di impostare criteri qualitativi nella selezione e valutazione dei promotori finanziari cercando, non senza sacrifici come la fuoriuscita di oltre 1100 promotori dai portafogli marginali, di dotare la struttura di un’efficiente organizzazione territoriale intorno a figure d’esperienza nel settore e gettando le basi per quello che poi sarebbe divenuto il polo di wealth management.

 

Nacque così l’acquisizione di Intesa Fiduciaria Sim per dotarsi di una società dedita ai servizi di gestione fiduciaria e successivamente di S. Alessandro Fiduciaria, rilevata nell’ambito dell’operazione di integrazione delle attività italiane di BSI nel nostro Paese quando la banca svizzera entrò nell’orbita della capogruppo. In questo frangente prese corpo anche lo sviluppo di BG Sgr con il compito di gestire le attività dei fondi e delle gestioni patrimoniali per la clientela. Il 15 novembre di quell’anno, il 2006, giunse l’Ipo alla Borsa Italiana con un flottante di circa il 30% e un utile che in quegli’anni si attestava intorno ai 4 milioni di euro.

 

Sette anni dopo i profitti si attesteranno sopra i 140 milioni confermando un percorso di sviluppo che negli ultimi anni ne hanno fatto una delle azioni più apprezzate a livello mondiale nel panorama finanziario. Un altro tassello importante nella strategia della banca è rappresentato dalla nascita della “fabbrica” prodotti in Lussemburgo per la selezione dei fondi su scala internazionale mettendo insieme un team di esperti tra diversi Paesi dalle forti expertise. Qui prenderanno forma le iniziative del Dg Motta di formare prima un’innovativa sicav di fondi di fondi dalla forte connotazione di architettura aperta – BG Selection Sicav- con i migliori asset manager internazionali coinvolti nella delega di gestione e poi sui fondi la soluzione Bg Sicav.

 

Sei anni fa l’acquisizione di Banca del Gottardo in Italia andò a confluire insieme al ramo di wealth management nella divisione di Private Banking che fu battezzata nel 2010, così come la fiduciaria Generfid. Le competenze dispiegate di natura fiscale e l’assistenza nella gestione patrimoniale fecero di Banca Generali un interlocutore di primo livello anche nelle dinamiche relative all’assistenza dei clienti nel rimpatrio di capitali e nella gestione delle criticità durante la crisi finanziaria seguita al fallimento di Lehman.

 

In quegli anni e nella ripresa successiva (2008-2013) grazie agli sforzi qualitativi, nella formazione dei consulenti, agli investimenti in innovazione e tecnologia, il titolo Banca Generali continuò a trovare vistosi consensi tra gli investitori tanto che nell’arco del quinquennio è stato il secondo migliore di tutta Piazza Affari salendo alle cronache anche per la crescita esponenziale della raccolta che dal 2012, anno della nomina ad Amministratore delegato di Piermario Motta, è salita del 27% (1,6 mld) quell’anno e del 90% nel 2013 (2,3 mld) rispetto al 2011. 




            

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