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AZIONARIO, AUMENTA LA FIDUCIA DEGLI INVESTITORI MA NEL 2013 LE STRATEGIE DIFENSIVE LA FANNO DA PADRONE. L'esito di un'indagine condotta da Franklin Templeton

9 Maggio 2013 - Autore: Redazione


Secondo l’indagine globale Franklin Templeton sul sentiment degli investitori, in Italia ritorna nel 2013 un moderato ottimismo sul loro mercato azionario domestico.

 

Cresce l’interesse degli investitori italiani per una progressiva diversificazione internazionale degli investimenti con un orizzonte temporale di lungo periodo.

 

Nonostante la percezione del rischio continui a essere elevata, oltre il 60% degli investitori internazionali scommette sul rialzo nel 2013 del mercato azionario del proprio Paese ma la fiducia cresce ulteriormente quando si parla di investimenti internazionali perché per il 66% degli investitori le migliori opportunità azionarie e obbligazionarie nell’anno in corso saranno al di fuori del mercato domestico.

 

È questo, in sintesi, il risultato della Franklin Templeton Global Investor Sentiment Survey 2013, l’indagine condotta su un campione di 9.518 investitori intervistati in 19 Paesi dell'area Asia Pacifico, delle Americhe e dell’Europa in merito al loro approccio e sentiment per il 2013 e per il prossimo decennio.

 

La maggioranza degli investitori internazionali nutre aspettative per un 2013 migliore dal punto di vista dell'andamento dei mercati azionari, in particolare nei mercati emergenti, dove il 66% degli intervistati si aspetta un rialzo del mercato azionario domestico (rispetto al 58% dei mercati sviluppati). Nonostante un simile ottimismo, il 57% degli intervistati prevede di perseguire una strategia di investimento più prudente quest'anno, in particolare gli investitori più giovani (tra i 25 e i 34 anni) che puntano con decisione verso i “porti sicuri” tra gli investimenti.


"Nonostante le aspettative positive degli investitori, sembra che la loro priorità al momento sia evitare le perdite, piuttosto che conseguire rendimenti superiori", ha commentato Greg Johnson, President e Chief Executive Officer di Franklin Templeton Investments. "La volatilità del mercato nel corso degli ultimi cinque anni ha consolidato come principale priorità degli investitori la protezione del capitale rispetto alla ricerca del maggiore rendimento. Negli ultimi anni molti investitori hanno preferito evitare il rischio restando ai margini del mercato e perdendo quindi delle opportunità. Affidarsi a un consulente finanziario può essere la migliore soluzione per valutare tutte le variabili del rischio di investimento”.

 

"Molti investitori - ha aggiunto Wylie Tollette, Director of Performance Analysis and Investment Risk di Franklin Templeton Investments - hanno la necessità di ripensare al rischio e di focalizzarsi su un orizzonte temporale di lungo termine. La prevenzione e la gestione dei rischi sono due cose distinte. Il tentativo di evitare il rischio di breve termine e la volatilità può esporre gli investitori ad altri tipi di rischi, quali l'inflazione e l'impatto dell’aumento dei tassi di interesse. Tali rischi di lungo termine possono influire negativamente sulle loro capacità di soddisfare i propri obiettivi finanziari."

 

L’avversione al rischio è stata alimentata dall’errata convinzione da parte del 51% degli investitori globali, secondo cui il mercato azionario del loro Paese fosse stabile o in calo lo scorso anno, quando in realtà tutti i mercati analizzati nel sondaggio hanno registrato performance positive, con l’eccezione della Spagna, e infatti l'indice MSCI World Index è cresciuto di quasi il 17%.

 

Gli investitori si attendono le migliori opportunità sui mercati internazionali

 

Nonostante la tendenza generale verso un approccio più difensivo, gli investitori riconoscono la diversificazione sui mercati internazionali come un’opportunità.

 

Ben il 66% degli intervistati è sempre più ottimista sugli investimenti globali, attendendosi al di fuori del proprio mercato domestico le migliori opportunità azionarie e obbligazionarie del 2013. Analizzando i mercati azionari in base alle aree geografiche, la quota più alta di investitori (28%) ritiene che le migliori opportunità azionarie del 2013 proverranno dall'Asia. Sempre in Asia si concentrano inoltre le più alte aspettative di oltre il 33% degli investitori in termini di rendimenti azionari su un periodo di 10 anni.

 

Anche se gli investitori nel 2013 non sono ancora pronti a investire la maggior parte del loro patrimonio all'estero, nei prossimi 10 anni prevedono di investire quasi il 40% delle loro attività sui mercati esteri, divisi equamente tra mercati sviluppati ed emergenti.

 

Solo in Australia e negli Stati Uniti la maggior parte degli investitori è convinta che le migliori opportunità azionarie e obbligazionarie siano nei loro mercati, di conseguenza pianificano per i prossimi 10 anni di trattenere in patria circa i tre quarti del loro patrimonio (il 78% per gli australiani, il 74% degli statunitensi).

 

La pensione è il primo obiettivo di investimento

 

La pensione è la priorità degli investitori a livello globale, il 31% dei quali la indica come primo obiettivo di investimento nel 2013. Questo  è il primo obiettivo negli Stati Uniti e in Canada (54%), mentre è il più basso tra gli investitori in America Latina (18%) e in aree dell'Asia Pacifico (29%). L'obiettivo primario di queste due ultime regioni è invece l'acquisto di una nuova casa (38% in America Latina e il 31% in Asia Pacifico). I più preoccupati di dover far fronte a emergenze sono gli investitori europei, il 12% dei quali ha indicato questa motivazione come la primaria per accantonare i loro risparmi.

 

I giovani investitori sono più prudenti e più internazionali

 

Più di due terzi dei giovani investitori (con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni) non ritengono lo strumento azionario indispensabile per i loro obiettivi di investimento a lungo termine. Rispetto ad alle altre fasce di età, sono coloro che meno si attendono una sovraperformance azionaria rispetto ad altre asset class, e di conseguenza hanno maggior probabilità di optare per investimenti più difensivi nel 2013.

Fatta questa premessa, dall’indagine risulta che gli investitori più giovani hanno allocato all'estero gran parte dei loro patrimoni, con una quota media del 37%, dimostrandosi più disponibili a investire all'estero anche in futuro.

 

I vantaggi della consulenza finanziaria professionale

 

A livello mondiale, coloro che si avvalgono di un professionista finanziario perseguono una maggior diversificazione geografica dei loro investimenti, hanno una corretta percezione delle performance passate del mercato azionario e dimostrano maggior ottimismo sul raggiungimento dei loro obiettivi finanziari (82%), rispetto a coloro che non si avvalgono di questo tipo di consulenza (76%).

 

“Navigare nei mercati globali può essere complesso e gli investitori possono trarre beneficio dalla consulenza finanziaria per posizionare i loro portafogli nel modo più corretto, al fine di soddisfare i loro obiettivi di investimento", ha aggiunto Greg Johnson, President e Chief Executive Officer di Franklin Templeton Investments. "I risultati dell'indagine sottolineano l'importanza dell’educazione finanziaria, soprattutto per i più giovani investitori che non hanno vissuto molti cicli di mercato e i cui atteggiamenti possono essere particolarmente influenzati dall’attuale volatilità."

 

Maggiori aspettative di rendimento dalle azioni e dai metalli preziosi

 

A livello globale, le azioni e i metalli preziosi condividono il primo posto, con una preferenza da parte del 21% degli investitori per ciascuna asset class, nella classifica delle aspettative sui maggiori rendimenti per il 2013. Gli investitori che risiedono nei paesi sviluppati hanno generalmente delle aspettative più alte sulle azioni, e in particolare quest'anno in Australia, Canada, Hong Kong, Giappone, Singapore e negli Stati Uniti si attendono dalle azioni i migliori rendimenti.

 

Guardando a un orizzonte temporale di 10 anni, la quota più importante di investitori (22%) si attende che il settore immobiliare superi tutte le altre asset class. Seguono di poco i titoli azionari e i metalli preziosi, ciascuna con preferenze del 19%.

 

Il moderato ottimismo degli investitori italiani sul mercato azionario domestico

 

Il 48% degli investitori italiani ritiene che quest’anno la performance del mercato azionario domestico sarà migliore di quella registrata nel 2012. Nonostante siano molto migliori rispetto a quelle del 2010 (quando solo il 10% si attendeva nell’anno in corso una crescita del listino italiano rispetto all’anno precedente), le aspettative in Italia sull’andamento del mercato azionario domestico rispetto all’anno precedente sono fra le più basse riscontrate tra i Paesi analizzati dal sondaggio insieme a quelle di Francia (43%), Polonia (43%) e Spagna (43%).

 

Anche se più di un terzo degli investitori italiani, con una percentuale del 37%, è in linea generale ottimista rispetto all’andamento del mercato azionario italiano, tale percentuale risulta essere tra le più basse riscontrate in tutti i Paesi analizzati, insieme ai dati provenienti dalla Cina (28%) e dalla Spagna (28%).

L’ottimismo va di pari passo con il valore del proprio patrimonio e con l’età degli intervistati: gli investitori italiani fra i 35 e i 44 anni con asset di almeno 50.000 euro nutrono infatti le aspettative migliori sulle performance borsistiche dell’anno in corso.

 

L’Asia dovrebbe offrire le migliori opportunità per gli investitori azionari italiani

 

Solo l’11% degli investitori ritiene che il mercato azionario italiano offrirà le migliori opportunità nei prossimi dieci anni risultando così, nel lungo termine tra tutti i paesi analizzati, quelli con le aspettative più basse sul proprio mercato azionario domestico seguiti dagli investitori francesi (12%) e gli investitori britannici (14%).

Il 29% degli investitori italiani ritiene però che nel 2013 le migliori opportunità di investimento azionario si concentreranno in Asia, questa percentuale sale al 33% quando l’orizzonte temporale diventa i prossimi dieci anni.

 

Nel 2013 gli investitori italiani puntano ancora sul mercato obbligazionario domestico

 

Sul fronte obbligazionario, invece, il 21% degli italiani si aspettano le migliori opportunità del 2013 ancora nel proprio Paese, seguito dall’Asia (19%) e dall’Europa occidentale (18%). Nel lungo periodo gli investitori italiani prevedono le migliori opportunità ancora in Asia.

 

Solo l’14% degli investitori ritiene che il mercato obbligazionario italiano offrirà le migliori opportunità nei prossimi dieci anni ed oltre. Insieme agli investitori di Spagna e Francia, gli investitori italiani hanno quindi le aspettative più basse sul proprio mercato obbligazionario domestico in un orizzonte superiore ai 10 anni.

 

Cresce in Italia il desiderio di internazionalizzazione degli investimenti

 

Nonostante oggi gli investitori italiani focalizzino il 64% dei loro investimenti sul proprio Paese, hanno dimostrato il desiderio di diversificare gradualmente i loro investimenti al di fuori dei confini nazionali, soprattutto nei mercati emergenti, riducendo la quota degli investimenti domestici al 55% nei prossimi dieci anni.

 

Il principale ostacolo che trattiene gli investitori italiani dall’internazionalizzare i propri investimenti è la mancanza di conoscenza dei mercati esteri (per il 42% degli intervistati), seguita dalla convinzione che questi ultimi siano più rischiosi (29%), e dalle preoccupazioni per l’impatto fiscale sul rendimento e per il rischio cambio (25% in entrambi i casi).

 

Strategie d’investimento più difensive per gli investitori italiani nel 2013

 

È predominante l’approccio conservativo agli investimenti, che trova consenso fra il 67% degli investitori italiani mentre solo il 25% si dice pronto a una strategia più aggressiva nel 2013.

Le politiche fiscali del Governo (39%), la congiuntura economica globale (39%) e la crisi dell’Eurozona (35%) sono i fattori chiave che frenano la propensione all’investimento degli italiani per il 2013. L’Italia, dopo gli Stati Uniti, è il Paese in cui le politiche fiscali spaventano di più gli investitori.

 

Gli obiettivi di investimento degli italiani

 

Fra gli obiettivi di investimento degli italiani il primo è, per il 26% degli intervistati, la possibilità di andare in pensione (in linea con i risultati raccolti a livello internazionale), seguito dalla volontà di proteggersi da emergenze (18%) e dall’acquisto di una nuova casa (18%). Al quarto posto si colloca, per il 16% degli intervistati, il desiderio di creare o consolidare un patrimonio da lasciare in eredità ai propri familiari, un sentimento molto sentito nella fascia di età fra i 45 e i 54 anni.

 

La maggioranza degli intervistati (64%) è nel complesso ottimista sul raggiungimento di questi obiettivi. La grande maggioranza, il 65%, crede inoltre di poterli raggiungere nel lungo termine senza investire in azioni, anche se il 40% di questi attualmente ha nel proprio portafoglio degli investimenti azionari.

 

Lo strumento fondo comune in Italia

 

La principale ragione della reticenza degli italiani a investire in fondi comuni è la mancanza di fiducia (per il 46% degli intervistati), nonché la percezione della loro rischiosità (26%).

 

Quando approcciano questo strumento, gli italiani guardano con più attenzione all’informativa del fondo e alle sue performance (di primaria importanza per il 29% degli intervistati). Il ruolo di un consulente finanziario è determinante per il 21% degli investitori, e tale percentuale sale al 30% fra coloro che già si avvalgono della consulenza finanziaria.

 

Il 63% degli investitori italiani che attualmente ha nel proprio portafoglio dei fondi comuni ha quote sia di fondi azionari che di fondi obbligazionari.

 

 

Metodologia

L'Indagine Franklin Templeton Global Investor Sentiment Survey, condotta da ORC International, ha raccolto le risposte di 9.518 investitori dei seguenti 19 Paesi: Brasile, Cile e Messico in America Latina; Australia, Cina, Hong Kong, India, Giappone, Malesia, Corea del Sud e Singapore nella regione Asia-Pacifico; Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, e Regno Unito in Europa; Stati Uniti e Canada in Nord America. I rispondenti sono stati selezionati fra persone con età compresa fra i 25 e i 65 anni di età in America Latina e in Asia Pacifico, e superiore ai 25 anni in Europa e Nord America. Gli intervistati detengono un proprio patrimonio investibile, composto ad esempio da azioni, obbligazioni, fondi comuni, ecc, e superiore ad una soglia minima stabilita per ciascuna nazione, per assicurare che abbiano una conoscenza di base sufficiente per rispondere al sondaggio. Le interviste sono state condotte in tutti i Paesi dal 14 al 25 gennaio 2013. 




            

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