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Antonio Cesarano (Intermonte), cosa faranno le banche centrali nel 2019

9 Gennaio 2019 - Autore: Redazione


I tassi Treasury potrebbero mediamente calare sull’ipotesi di una possibile crisi di liquidità tale da indurre ad un nuovo round di Qe, mentre  sul fronte Usd, il dollaro potrebbe deprezzarsi ma non in modo lineare e continuo. Le previsioni sono di Antonio Cesarano di Intermonte. Nel dettaglio l'euro dollaro potrebbe scendere fino ad area 1,08/1,10 nel secondo trimestre in conseguenza: dell'impatto della Tltro della Bce, dei timori per l’esito elettorale delle europee di maggio e della forte richiesta di dollari da parte delle aziende Usa in crisi di liquidità.

Antonio Cesarano sostiene che il 2019 sarà l'anno in cui le banche centrali potrebbero fare il loro ritorno in campo. Gli operatori, prosegue Cesarano, stanno  rivolgendo la loro attenzione  soprattutto alla dinamica del bilancio Fed e sembrano dare per scontato il fatto che quest'anno non vi saranno rialzi dei tassi. Il loro timore deriva dalle conseguenze della riduzione della liquidità come effetto del calo del bilancio.
Il problema potrebbe essere rilevante soprattutto per le aziende Usa in potenziale crisi di liquidità, in particolare quelle con rating BBB che ad oggi rappresentano circa la metà dell’universo Investment grade.

Alla luce di tutto questo, prosegue Cesarano, gli operatori, consapevoli delle
potenziali tensioni sulla liquidità potrebbero causare danni soprattutto al mondo corporate, di fronte ad un rallentamento dell’economia fanno progressivamente
pressione sulla Fed affinché ricominci ad allentare i cordoni della borsa. Per fare ciò, l'ideale sarebbe rispettare i seguenti step:

Richiesta di una maggiore flessibilità da parte della FED
 Riduzione del ritmo di rallentamento del bilancio
 Stop alla riduzione del bilancio
 Extrema ratio: pressione per un nuovo round di QE concentrato soprattutto sui titoli corporate oltre che sui Treasury

Cesarano sostiene che  marzo 2019 potrebbe segnare la prima verifica, quando, da un lato, la Bce potrebbe annunciare una nuova operazione Tltro e, dall’altro lato, la Fed potrebbe effettuare la prima pausa nel processo di rialzo dei tassi (20 marzo). Infine, prosegue Cesarano, gennaio potrebbe avere un trend opposto rispetto al negativo dicembre.

 






            

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