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A UN PASSO DALLA RIFORMA PIU' ATTESA, L'ITALIA DEL LAVORO SI CONFRONTA CON EUROPA E AMERICA. GENOVA 19-20 SETTEMBRE

19 Settembre 2014 - Autore: Redazione


«La discussione sull’articolo 18 deve essere tecnica non ideologica. E’ la precarietà nel suo complesso che deve essere rivista, poiché causa di scarsa competitività e bassa produttività. Per questo chiediamo al governo di ragionare sul lungo periodo, progettando un futuro per il nostro Paese e non solo agendo per tamponare un’emergenza». A parlare è Fabio Rusconi, presidente degli Avvocati Giuslavoristi Italiani, riuniti da oggi a Genova per la tre giorni del Congresso Nazionale 2014, dedicato al riordino dei modelli contrattuali italiani.

Un tema quanto mai attuale, a pochi giorni, come siamo, dalla più attesa delle riforme, quella del lavoro, appunto, che arriva in Aula al Senato con importanti novità. Tra queste, l’emendamento del governo all’art. 4 della delega sul mercato del lavoro che apre, di fatto, al superamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che disciplina i licenziamenti senza giusta causa. Secondo quanto previsto dal testo riformulato, i nuovi assunti a tempo indeterminato godranno del contratto a tutele crescenti, in relazione all’anzianità di servizio. In sostanza, il lavoratore che conquisterà un contratto a tempo indeterminato, sia giovane sia riassunto dopo una precedente occupazione, non avrà da subito diritto alle stesse tutele garantite dagli attuali contratti stabili, ma le otterrà gradualmente.

«L'importanza del tema è più qualitativa, che quantitativa. Va ricordato, infatti, che i lavoratori dipendenti, in Italia, sono 22,5 milioni e la platea a cui si applica, almeno teoricamente, l'articolo 18, è molto più ristretta: circa 8-9 milioni di persone, ovvero solo coloro che lavorano per imprese con più di 15 addetti. Il male oscuro dell’Italia è la bassa produttività causata spesso da lavoratori non motivati o esclusi dalle scelte per una precarizzazione forzata. La crescita professionale di aziende e lavoratori necessita di un sistema organico, con regole semplici capaci di ridurre i contenziosi e accogliere i nuovi investitori, altrimenti spaventati dal ginepraio burocratico del “sistema Italia”. Per questo siamo convinti che sia importante confrontarsi con gli altri Paesi, europei e non, per capire se e come i modelli da loro adottati possono essere utilizzati in Italia» - ha continuato Rusconi.

L’equazione flessibilità-produttività sarà dunque al centro del Congresso che vedrà 400 giuslavoristi, rappresentanti di istituzioni e parti sociali, nazionali ed estere, confrontarsi durante i workshop tematici, dedicati a:
1. La produttività nei rapporti di lavoro a tempo indeterminato; la retribuzione variabile, gli ammortizzatori sociali e le tutele in uscita;
2. La produttività nei contratti flessibili: a termine, di somministrazione, apprendistato, nel lavoro subordinato e autonomo;
3. La produttività e la terziarizzazione nel caso di: impresa a rete, appalti, cooperative, outsourcing;
4. La produttività e la contrattazione decentrata: cosa vogliono dire oggi la rappresentatività, le regole e le relazione industriali.

Il dramma occupazionale italiano, dopo tutto, è scritto nelle cifre da cui siamo quotidianamente raggiunti: 12,6% di disoccupazione generale e 42,9% di disoccupazione giovanile, un tasso che in nessun altro Paese è così alto rispetto al totale. In Italia, infatti, la quota di disoccupazione per gli under 25 è più del triplo rispetto a quella generale.

Per emergere da un sistema tanto disorganico, AGI è consapevole che sarà determinante il confronto con le prassi europee. Per questo, molto attesi sono gli l’interventi della prof.  Maria Emilia Casas Baamonde, docente di diritto del lavoro presso l’Universidad Complutense di Madrid, già Presidente del Tribunal Constitucional de España, a testimonianza di quanto rilievo abbia avuto in Spagna la disciplina giuslavorista,  di Sergi Lanau, economista del Fondo Monetario Internazionale e del commissario europeo responsabile dell'occupazione, László Andor.

Sabato 20 settembre, inoltre, nel corso della tavola rotonda coordinata da Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, si conoscerà la proposta del Prof. Sen. Pietro Ichino, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università Statale di Milano, in merito alla revisione della legge 108 sui licenziamenti individuali.
 




            

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