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18 miliardi di dollari le perdite sofferte dagli investitori nel nuovo millennio per non aver aderito alle azioni collettive risarcitorie relative al mercato dei titoli secondo la ricerca di Goal Group

11 Settembre 2013 - Autore: Redazione


Londra, 11 settembre 2013 Una nuova nota di ricerca rilasciata da Goal Group, prestatori di servizi specialistici in materia di ritenuta d’acconto e class action [azioni collettive risarcitorie] a livello internazionale, evidenzia che, a causa della mancata adesione degli investitori alle class action relative al mercato dei titoli intentate negli Stati Uniti, negli anni dal 2000 al 2012, oltre 18 miliardi di dollari sono ‘andati persi’ perché non reclamati.  Di questi oltre 4 miliardi possono essere ricondotti a investitori europei.

Attingendo dal patrimonio di conoscenza in materia di class action maturato negli anni, Goal Group ha condotto un’analisi dalla quale emerge che dal 2007, nel resto del mondo, i tassi di non partecipazione sono radicalmente migliorati e oggi, a livello mondiale, la non partecipazione si aggira attorno al 23-24% con uno scarto minimo tra gli aventi diritto statunitensi e non statunitensi, mentre negli anni immediatamente successivi al nuovo millennio la partecipazione degli investitori non statunitensi era davvero molto bassa.

In passato la mancata adesione alle class action relative al mercato dei titoli intentate negli Stati Uniti è costata cara sia agli investitori che ai fondi di investimento.  Oggi invece, grazie a un sempre maggiore riconoscimento della responsabilità fiduciaria di garantire un’efficace partecipazione alle class action relative al mercato dei titoli e il recupero degli utili di diritto spettanti all’investitore, le parti interessate non possono più ignorare l’opportunità di chiedere il risarcimento loro dovuto per legge.

Stephen Everard, CEO di Goal Group, dice: “Dieci anni fa, per molti fiduciari, dover tenere traccia delle opportunità di adire le vie legali e passare attraverso l’iter procedurale sarebbe apparsa un’ardua impresa, complessa ed economicamente gravosa.  Oggi non è più così grazie alla presenza sul mercato di diversi fornitori di servizi specialistici.  Ciò nonostante è sorprendente constatare la quantità di utili spettanti agli investitori che non viene recuperata per il semplice fatto che non hanno partecipato alle azioni risarcitorie nell’ambito delle quali avrebbero potuto vantare legittime pretese.  É necessario un maggiore impegno da parte dei depositari, dei gestori di fondi, dei fiduciari e degli organi di amministrazione delle fiduciarie nel tutelare gli interessi degli investitori e dei beneficiari, specialmente ora, quando sembra che le azioni collettive risarcitorie stiano varcando i confini degli Stati Uniti affermandosi quale strumento di tutela in diversi altri ordinamenti nel mondo.”




            

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