I SEGRETI DELLE BANCHE CENTRALI. L'analisi di Howard Davies, nuovo presidente della Royal Bank of Scotland e professore al Sciences Po di Parigi

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4 Settembre 2015  Scritto da: Redazione


LONDRA – Nel 1993, gli economisti Alberto Alesina e Larry Summers hanno pubblicato un articolo influente nel quale sostenevano che l'indipendenza della banca centrale tiene sotto controllo l'inflazione, senza conseguenze negative per la performance economica. Da allora, i Paesi di tutto il mondo hanno reso indipendenti le loro banche centrali. Nessuno ha invertito la rotta, e qualsiasi accenno al fatto che i governi potrebbero riaffermare il controllo politico sui tassi di interesse, come è avvenuto di recente in India, si è scontrato con l'allarme nei mercati finanziari e l’indignazione tra gli economisti.

In realtà, tuttavia, ci sono molti gradi di indipendenza, e non tutte le banche centrali cosiddette indipendenti funzionano allo stesso modo. Alcune autorità monetarie, come la Banca Centrale Europea, stabiliscono i loro target. Altre, come la Banca d'Inghilterra (BoE), hanno piena indipendenza - il controllo sui tassi di interesse a breve termine - ma devono soddisfare un obiettivo di inflazione fissato dal governo.

Ci sono differenze anche nel modo in cui le banche centrali sono organizzate per raggiungere i loro obiettivi. In Nuova Zelanda, il governatore della banca è l'unico decisore. Alla Federal Reserve, le decisioni sono prese dalla Federal Open Market Committee (FOMC), i cui membri - sette governatori e cinque presidenti delle banche regionali della Fed – godono di vari gradi di indipendenza.

La Bce non pubblica i registri di voto e cerca il consenso durante le riunioni del suo Consiglio Generale. Al contrario, il Comitato di politica monetaria della BoE (MPC) ha nove membri, quattro dei quali sono esterni alla banca, e tutti i voti sono registrati individualmente; a nessuno è permesso di nascondersi dietro una veste istituzionale. La Fed non tiene un registro di voto, ma i "dissensi" dalle sue principali decisioni sono annotate (questi ultimi accadevano quasi raramente quando Alan Greenspan è stato presidente, ma da allora sono diventati più comuni).

Ci sono differenze, inoltre, nel rapporto tra i policymaker e il loro personale, che influenza anche l'indipendenza della banca centrale. Presso la Fed, il personale presenta le proprie previsioni economiche al FOMC, senza suggerimenti da parte dei policymaker che fissano il tasso di interesse. Alla BoE, l’Mpc è responsabile delle previsioni ufficiali, che pubblica nelle sue relazioni sull’inflazione. Ciò è utile per influenzare le attese, poiché una serie di punti di vista diversi da parte della banca centrale potrebbe confondere il settore privato; ma comporta il rischio di pensiero di gruppo istituzionale.

Il pensiero di gruppo può essere particolarmente pericoloso se la banca centrale fa anche da supervisore bancario, come ha dimostrato la crisi finanziaria globale del 2008. Nel 2006, ogni banca centrale che ha pubblicato un rapporto di stabilità finanziaria (in altre parole, la maggior parte di loro) ha concluso che il sistema bancario del loro Paese era in ottima forma: ben capitalizzato e dotato di una governance robusta e di una forte gestione del rischio.

Sembra improbabile che nemmeno un solo analista della banca centrale fosse un po’ preoccupato per la massiccia crescita del credito e l'effetto leva del momento. Gli economisti della Banca dei Regolamenti Internazionali - un'organizzazione di banche centrali – mostravano i rischi in maniera molto decisa. E nonostante ciò non si è alzata neanche una voce dissenziente dal piccolo esercito di economisti delle banche centrali a livello mondiale. Le banche centrali probabilmente sono state indipendenti nei confronti dei governi dei loro Paesi, ma internamente era molto difficile allontanarsi dalla linea del partito.

È necessario, naturalmente, trovare un equilibrio tra imporre una severa disciplina istituzionale e lasciare che sboccino cento fiori intellettuali. Una banca centrale non è un dipartimento di economia dell'università, in cui la diversità è quasi sempre una fonte di forza. Gli osservatori esterni sono tenuti a cercare di leggere i messaggi di politica tra le righe di ogni pubblicazione, che non sempre aiuta la banca a raggiungere i suoi obiettivi.

Detto ciò, vi è chiaramente la possibilità di consentire un pensiero più eterodosso. Infatti è incoraggiante che la BoE stia sperimentando una piattaforma che permette di ascoltare una più ampia varietà di punti di vista: un blog chiamato Bank Underground (un riferimento alla stazione della metropolitana sotto la sede della Banca) che pubblica i messaggi del personale junior che sfida - o sostiene - la politica prevalente.

Nel giro di qualche settimana, Bank Underground si è già affermato come una fonte feconda di idee provocatorie. Un post pubblicato a metà agosto (quando i vertici della Banca erano certamente lontani, dando così ampio spazio di manovra ai loro sottoposti) ha sottolineato alcune delle debolezze nei modelli di capitali interni delle banche, che sono il punto centrale dei requisiti di capitale di Basilea 3. L'autore, un impiegato della BoE di nome Tobias Neumann, ha sostenuto che incorporare più dati nei modelli potrebbe portarli a raccogliere troppi dati errati e a scambiarli per un segnale importante. Di conseguenza, ha concluso, i modelli altamente complessi possono produrre regolarmente informazioni fuorvianti.

Un altro post, pubblicato nel mese di luglio, ha contestato esplicitamente il punto di vista "ufficiale" della BoE secondo la quale, mentre l’economia si riprende, possiamo aspettarci che le società non finanziarie inizino a ridurre i loro saldi di cassa per finanziare gli investimenti. Gli autori, Katie Farrant e Magda Rutkowska, suggeriscono che il comportamento delle aziende potrebbe essere stato modificato a seguito della crisi finanziaria, dal momento che le difficoltà di accesso al finanziamento bancario le ha portate ad aumentare le loro riserve di liquidità in modo permanente. Se fosse vero, ciò avrebbe importanti implicazioni per il sistema finanziario, e in particolare per le banche.

Nella sua breve vita, Bank Underground ha già dato prova della sua validità. Il governatore della BoE, Mark Carney, merita grande credito per averci permesso di scrutare attraverso una piccola crepa nella facciata della Vecchia Signora di Threadneedle Street (tenendo presente, naturalmente, che il blog non è un'iniziativa del tutto priva di licenza!).

Forse alla fine vedremo la comparsa di un blog rivale Fed Subway, anche se io non sono ottimista circa le prospettive di un blog Ecb U-Bahn il prima possibile. Nel frattempo, ho intenzione di passare più tempo sottoterra. La luce sembra essere migliore lì.

©Project Syndicate