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Chi non ha mai affermato che i tempi della giustizia sono ?troppo lunghi?? Chi è stato coinvolto in un procedimento per un periodo di tempo considerato irragionevole, cioè troppo lungo, può richiedere, in base alla legge n. 89 del 24 marzo 2001 (cd. ?legge Pinto?), una equa riparazione. Benchè recentemente il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, abbia annunciato che la detta legge dovrà essere ripensata, (a seguito del Disegno di legge approvato ad ottobre sulla riforma della giustizia civile, per cui si potranno smaltire in tempi ragionevoli gli oltre 5 milioni di processi che giacciono nelle procure italiane), la legge Pinto ha introdotto, nel nostro ordinamento, uno strumento che preveda un?equa riparazione a ?chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libertà fondamentali? in relazione al mancato rispetto del termine ragionevole di cui all?articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (?Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge?). Essa consiste nel riconoscimento di una somma di denaro per ogni anno di eccessiva durata del processo ed ammonta a circa 1.000/1.500 euro, ma può aumentare fino a 2.000 euro in casi di particolare importanza (ed es. in tema di diritto di famiglia o stato delle persone, procedimenti pensionistici o penali, cause di lavoro o cause che incidano sulla vita o sulla salute) e a seconda della Corte territoriale competente. La domanda può essere proposta a prescindere dall?esito della lite, sia che si vinca, si perda o si concili la causa davanti al giudice. Per periodo ragionevole, solitamente si intende: 3 anni per il procedimento di primo grado, 2 anni per il secondo e un anno per la cassazione. Se hai fatto ricorso per il risarcimento ma il Ministero non ha provveduto volontariamente al pagamento delle somme, rivolgiti a noi e, per Te o per i Tuoi clienti, a COSTO ZERO, agiremo esecutivamente per il recupero forzoso del credito. Il nostro compenso sarà rappresentato solo ed esclusivamente dalle somme poi liquidateci dal giudice dell'esecuzione, nel momento in cui avremo fatto valere le vostre ragioni. BM legal la scelta vincente contro le lungaggini processuali

20 Ottobre 2011

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