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LA BORSA

7 Ottobre 2011 - Autore: Dott. Andrea Giampŕ


La Borsa. Intorno al 1500 noti mercanti dell’epoca si ritrovavano a Bruges in Belgio per decidere le quotazioni dei cambi, dei titoli di stato, dell’oro. Questi incontri avvenivano in una piazza dominata dal palazzo dei Van Den Burse, che sulla facciata aveva scolpito l’emblema della famiglia rappresentato da tre borse. I mercanti quando decidevano di incontrarsi per trattare e curare i loro affari dicevano: “Ci vediamo a la burse”. Da qui l’origine del nome “Borsa”. In Italia la prima borsa fu a Venezia intorno al 1600, negli anni a venire la borsa ebbe sede in molte delle più importanti città, fino ai giorni nostri che si trova a Milano. Nelle varie borse mondiali, la più famosa è sicuramente quella di New York, sono scambiati molti strumenti finanziari, dai noti titoli di stato, alle azioni, alle obbligazioni, ai prodotti derivati, alle materie prime, agli etf (fondi che replicano ad esempio l’andamento di un indice o una materia prima) . All’inizio questi scambi avvenivano in modo fisico, tramite figure chiamate “Agenti di cambio”, nel famoso mercato “alle grida”. Oggi le principali borse non sono così affollate di persone come un tempo, gli scambi di strumenti finanziari avvengono in modo telematico: in parole povere, per acquistare e vendere strumenti finanziari il risparmiatore si reca nella sua banca di fiducia per impartire un ordine che verrà appunto trasmesso in borsa tramite appositi software. Prima di arrivare ad una qualsiasi transazione finanziaria, il risparmiatore dovrebbe accuratamente documentarsi. Per far questo, oltre ovviamente a libri e giornali specializzati, è possibile utilizzare la rete. Per esempio il sito di borsa italiana (www.borsaitaliana.it) offre un’ampia descrizione degli strumenti quotati. La parola borsa è per molti sinonimo di speculazione: non è così in quanto in borsa sono scambiati anche titoli considerati a basso rischio come i Bot oppure gli ormai famosissimi Bund tedeschi. Rispetto ad una ventina di anni fa, dove il risparmiatore italiano utilizzava principalmente Borsa Italiana, oggi sia le banche on line che quelle tradizionali sono in grado di accedere alle più importanti piazze finanziarie del pianeta e con costi accessibili. In un contesto fortemente globalizzato puo’ accadere, come in questi giorni, che la borsa americana crolli non tanto per fatti imputabili agli Stati Uniti ma per la crisi del debito europeo. Ovviamente agire su piazze diverse, vuol dire dover conoscere anche la regolamentazione di tali mercati per poter decidere i propri investimenti in modo consapevole. Occorrerà anche disporre di provider per un aggiornamento puntuale delle informazioni necessarie per monitorare l’andamento di tali investimenti. Salvo il sabato e la domenica, è praticamente possibile operare in continuo per 24 ore al giorno sulle varie piazze. La mattina chiudono le piazze asiatiche, poco dopo aprono le piazze europee. Intorno alle 15.30 aprono le piazze americane. Intorno alle 22.00 riaprono le piazze asiatiche e chiudono quelle americane. Con una delle normative più recenti della finanza (Mifid) è stato possibile creare delle piattaforme che facessero concorrenza alle borse nella determinazioni dei prezzi di certi strumenti finanziari. Una delle più note si chiama Eurotlx (www.eurotlx.com). Per un investimento maggiormente diversificato, che potrebbe permettere di delegare le scelte di acquisto e vendita, è necessario ricorrere all’utilizzo dei cosiddetti fondi comuni, dove una serie di gestori lavorano per rispettare un generico mandato dato dal cliente (esempio chi compra un fondo azionario europeo delega il gestore ad acquistare azioni quotate sulle principali piazze europee). Alla fine di tutti i miei articoli mi piace sempre ricordare alcuni principi generali del “buon investitore”: -prima di tutto è necessario informarsi su ciò che si vuol comprare; -comprare possibilmente strumenti semplici, quelli complessi possono occultare rischi e costi; -mai concentrare capitali rilevanti su poche operazioni; -compilare correttamente il proprio profilo di rischio rendimento in banca, questo strumento potrà mettere al riparo i vostri soldi da rischi che non volete correre Colgo l’occasione per un caloroso saluto ai lettori. 08 ottobre 2011 Andrea Giampà Private Banker di Banca Profilo European Financial Planner




            

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