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EURO E STERLINA SU, DOLLARO GIU'

19 Gennaio 2011 - Autore: FXCM - Forex Capital Markets


Euro che sale, sterlina che lo segue e dollaro che perde terreno nei confronti della maggior parte delle altre divise ad eccezione del dollaro canadese. Quest’ultima è presto spiegata. Basta dare un’occhiata agli statements accompagnatori della Bank of Canada, che ieri ha tenuto il meeting per la decisione sui tassi di interesse di riferimento per i prestiti overnight tra le banche commerciali. Il livello dei tassi è rimasto lo stesso dallo scorso settembre, all’1%, come tutto il mondo si aspettava, ma i commenti non sono stati per niente hawkish. Il board ha infatti dichiarato che futuri rialzi dei tassi sono attualmente lontani (“carefully considered”, per la precisione) in quanto la ripresa economica del Paese è messa in difficoltà proprio dalla forza del loonie e dalla crisi che sta attraversando l’area euro. Il risultato è stato il tipico “buy the rumor, sell the news”. Il dollaro canadese infatti, prima della comunicazione, si era portato sui massimi dallo scorso maggio 2008 contro il dollaro americano, per poi abbandonare tali livelli in maniera molto veloce, come ipotizzato nel nostro webinar mattutino di ieri dedicato all’analisi live del mercato, e portarsi intorno a quota 0.9900. Le vendite del canadese sono state generalizzate ed il loonie ha perso terreno nei confronti della maggior parte delle divise contro cui è scambiato. La situazione tecnica del UsdCad, vede ora delle aree di resistenza tra 0.9930 e 0.9980, che potrebbero tentare di proteggere la parità: se esse non dovessero tenere, pensiamo che la strada possa aprirsi verso 1.0100, tenendo presente il forte livello psicologico rappresentato appunto da 1.0000. Dall’Inghilterra arrivano invece i dati sull’inflazione, che per l’ennesima rilevazione, si sono mostrati superiori al target accettato dal governo britannico, allle pubblicazioni precedenti, ma soprattutto alle attese di mercato. Il livello toccato a dicembre (rilevazione anno su anno), è stato +3.7%, contro le attese che lo vedevano comunque in salita di uno 0.1% a 3.4%. Questo ha fatto si che si verificassero acquisti di sterline contro, anche qui, la maggior parte delle divise con cui è scambiata, portandosi su livelli interessanti che analizzeremo nella seconda parte del nostro Morning Adviser. Anche il Core CPI, per la cronaca, (ossia l’inflazione depurata dai prezzi degli energetici ed alimentari) si è attestata su livelli alti (2.9% vs consensus di 2.7%). Per quanto concerne invece l’area euro, la combinazione dei risultati del meeting di Bruxelles, che hanno lasciato sostanzialmente invariato il sentiment di mercato (molto preoccupato, ma non affossato da ulteriori commenti negativi) e delle rilevazioni sullo ZEW (che riflette la fiducia dei consumatori tedeschi), hanno fatto sì che la moneta unica si sia portata su livelli interessanti che potrebbero, in qualche modo, tentare di frenare tali movimenti di ripresa, e che superati aprirebbero le porte a nuove valutazioni tecniche. Passiamo alla sezione tecnica dove, ovviamente, incominciamo con l’eurodollaro. Ha tenuto bene il doppio minimo di ieri notte a 1.3250, tanto da invertire quel trend ribassista di breve evidenziato i due giorni precedenti e tanto da fornire lo spunto necessario alla moneta unica di andare oltre al massimo di 1.3430 e puntare diritto al precedente 1.35 figura, livello al quale si giocherà la partita più importante. Crediamo infatti che questo livello possa rappresentare quello che ha rappresentato 1.27, o poco più, per il cugino euro franco, ovvero un punto di cambiamento di quello che è stato un trend, ribassista/laterale degli ultimi due mesi (è infatti dal 23 di novembre scorso che i prezzi non ritornano al di sopra di questo livello). La tendenza del cambio UsdJpy ha ripreso a manifestarsi sul mercato. I prezzi si trovano pericolosamente vicini al minimo storico e nel breve è presente ancora spazio in discesa di qualche punto senza variare di troppo le carte in tavola. Come resistenza troviamo sempre la più importante, su grafico giornaliero, 83.60 (abbassata di qualche punto per l’abbassarsi della media mobile esponenziale a 100 periodi), mentre come ultimo livello di supporto, prima di 81 figura, troviamo 81.95. Più nel breve potrebbe essere interessante invece il livello evidenziato come resistenza dalla trendline ribassista degli ultimi giorni, che suggerisce un livello a 83 figura. Il cambio EurJpy ha beneficiato maggiormente della salita della moneta unica europea. Abbiamo infatti avuto ieri un trend a rialzo di più di una figura, nonostante la ripresa dello yen contro il dollaro. Questo ha permesso di ritrovare un livello di resistenza, già evidenziato i giorni prima, a 111 figura. Come per l’euro a 1.35, crediamo che questo rappresenti un ottimo livello alla rottura del quale assistere ad una ripresa della tendenza rialzista con obiettivi fortemente ambiziosi: primo fra tutti il livello di congestione prossimo a 112 figura e successivamente 115, il punto di partenza della tendenza ribassista, recentemente rotta (109 la settimana scorsa). Anche la sterlina, complici dati favorevoli in questo particolare momento, ha mostrato una continuazione dell’inversione rialzista evidenziata da inizio anno. Siamo giunti ben oltre il livello considerato l’obiettivo principale a 1.5930. In questo caso il livello è passato in brevissimo tempo da resistenza a supporto (con anche un test di conferma ieri in serata), mentre l’obiettivo di medio è piuttosto ambizioso: il livello infatti rotto ieri rappresentava l’ultimo livello di ritracciamento utile utilizzando le note percentuali di Fibonacci (ricordiamo da 1.63 a 1.5340), riportando così alla nostra mente il massimo di inizio novembre a 1.63 figura. Il cambio GbpJpy ha compiuto ieri un ulteriore passo nella direzione dell’obiettivo immaginato negli ultimi giorni, fermandosi però 50 punti al di sotto. La tendenza appare ancora rialzista (una media mobile a 21 periodi esponenziale su grafico a 240 minuti renderà perfettamente questa idea) e se nel brevissimo dovesse tenere il supporto di 131.40 l’obiettivo finale potrebbe ancora essere a portata. Continuiamo a parlare del franco svizzero, dopo l’accenno che abbiamo fatto qualche riga sopra. Il cambio EurChf, complice la fiducia dimostrata nei confronti della moneta europea, si è allontanato con velocità ieri dall’area chiave di 1.2730 giungendo nelle ultime ore solamente ad un soffio dal massimo precedente di riferimento a 1.2950. Questo è ovviamente il punto da abbattere, distante solamente 30 punti ora, in grado di poter fornire nuova spinta di ripresa al cambio dopo l’incertezza dei giorni scorsi. Per chi volesse ulteriori approfondimenti, vi aspettiamo alle 9 puntuali per il nostro Morning Briefing in webinar: http://forexforums.dailyfx.com/analisi-live/244106-analisi-live-del-mercato.html Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. 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