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BUY OPPORTUNITY DEL 23 MARZO 2010

23 Marzo 2010 - Autore: Dott. Andrea GiampÓ


Inserisco l'articolo che andrà in stampa nei prossimi giorni sul periodico provinciale "Il Metato". Spero che l'articolo sia di interesse anche per un pubblico così esperto come quello di Finanza e Diritto.

 

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Index Linked: predicare bene, razzolare male…………….

 

 

 

Le prime polizze assicurative con caratteristiche d’investimento prevedevano la possibilità del risparmiatore di avere il rendimento di una gestione separata, normalmente di natura obbligazionaria. Lo strumento prevede che la performance sia parzialmente riconosciuta al cliente, con la garanzia comunque di un rendimento minimo annuale e consolidato. In questo tipo di operazione è possibile uscire dopo un determinato periodo. In queste polizze, ormai in disuso, l’assicurazione si assumeva i tipici rischi di un portafoglio obbligazionario, in cambio di commissioni di entrata, di uscita e di gestione.

 

Le assicurazioni in seguito hanno preferito presentare ai loro clienti polizze nelle quali i rischi fossero assunti dai risparmiatori e non dalla compagnia (Index e Unit Linked), in cambio di rendimenti potenziali più generosi.

 

In questo breve articolo parleremo delle Index Linked, oggetto negli ultimi anni di numerosi scandali finanziari.

 

L’Index Linked è un’assicurazione a capitale garantito (ma garantito da chi?) con una scadenza predefinita, il cui rendimento è legato all’andamento di un indice finanziario. La polizza è composta di due parti: una parte obbligazionaria che dovrebbe garantire il capitale a scadenza ed eventuali flussi cedolari, una parte derivativa che dovrebbe consentire di ottenere un extra rendimento.

 

Nei paragrafi successivi faremo un esempio di Index Linked efficiente e di un’Index Linked non efficiente. Per efficiente intendiamo uno strumento che non faccia correre inutili rischi al cliente, con possibilità di performare meglio di uno strumento più semplice.

 

Index Linked efficiente

 

Questo strumento dovrebbe avere una componente obbligazionaria di elevato affidamento (Bei, Btp) per dare importanti garanzie al risparmiatore, per la restituzione del capitale investito e del pagamento di eventuali flussi cedolari. La componente opzionale dovrebbe essere di tipo americano o europeo, con performance variabile legata all’andamento di un indice (esempio il 50% della performance dell’indice Dax). Sulla polizza può essere prevista una controgaranzia della compagnia emittente.

 

Limiti presenti anche in una index efficiente:

 

Lo strumento è mediamente molto  costoso (caricamenti concentrati sul versamento iniziale possono superare l’1% annuale) ed è difficilmente vendibile prima della scadenza.

 

Index Linked non efficiente

 

La componente obbligazionaria è di natura corporate e senza il massimo rating, la componente derivativa è composta di opzioni asiatiche, molto complesse da capire (e da spiegare!!!!) e difficilmente capaci di performare meglio di uno strumento tradizionale. Non sono presenti controgaranzie.

 

Limiti presenti in un’index non efficiente:

 

Il risparmiatore sostiene un rischio emittente assai elevato, si veda i casi delle polizze i cui sottostanti erano Lehman ma peggio ancora le banche islandesi. La capacità di recupero del capitale diventa assai limitato in caso di fallimento dell’emittente della componente obbligazionaria. Normalmente un sottostante più rischioso serve per “garantire” flussi cedolari più importanti oppure per far rientrare maggiori caricamenti a favore della compagnia.

 

Consiglio per gli acquisti

 

L’index linked nasce come ottimo strumento di diversificazione, soprattutto per chi vuole partecipare ai mercati azionari senza mettere a rischio il capitale versato. La necessità di rendere l’operazione sempre più interessante per chi la commercializza ha fortemente snaturato il prodotto. Mai come in questo caso diventa fondamentale “Leggere attentamente il prospetto informativo prima di sottoscrivere l’operazione” , vista la complessità di certe polizze. La dicitura “capitale garantito” può essere molto pericolosa, perché potrebbe indurre il risparmiatore a investire importanti quote del suo patrimonio, perdendo di vista l’unico vero principio fondamentale per la finanza: diversificare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Andrea Giampà

European Financial Planner

 




            

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