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BUY OPPORTUNITY DEL 19 FEBBRAIO 2010

19 Febbraio 2010 - Autore: Dott. Andrea GiampÓ


Riporto qui di seguito l’articolo che verrà pubblicato sulla rivista provinciale di Pistoia “Il Metato”.

E’ un articolo indirizzato al pubblico indistinto, spero però che venga apprezzato anche da lettori professionali come quelli del portale “Finanza e Diritto”.

 

Andrea Giampà

European Financial Planner

 

 

 

Le obbligazioni

 

L’argomento che tratteremo in questo primo articolo necessiterebbe di un testo universitario di circa 400 pagine, per questo motivo non abbiamo assolutamente la pretesa di essere esaustivi, ma vorremo dare al lettore dei piccoli “alert”.  Coloro che hanno svolto studi di natura tecnico commerciale entro gli anni novanta ricorderanno come le obbligazioni erano considerate uno strumento finanziario sicuro: il sottoscrittore aveva il diritto di riscuotere gli interessi concordati ed a scadenza il capitale nominale. Bene, se oggi esordissi con questa definizione di obbligazione, molto probabilmente potrei vincere il prossimo concorso provinciale per la Bugia più grossa. Una obbligazione dà al detentore sicuramente alcuni diritti, ma starei molto attendo a dire che tali diritti nei confronti del debitore siano sicuri e certi.

 

Rischi

 

Comprare una obbligazione significa prestare il denaro a qualcuno, di conseguenza la probabilità di riscuotere interessi e capitale sarà tanto più alta, maggiore è l’affidabilità di chi emette l’obbligazione. Oggi l’affidabilità della maggior parte degli emittenti è misurata da un rating, ma potremmo discutere per molte ore senza ottenere un giudizio concorde sull’affidabilità di tale strumento. Ovviamente questo è il rischio più importante. Se prestiamo i soldi a qualcuno che non ce li può restituire, tutte le altre valutazioni hanno poco senso.

 

 Secondo rischio per importanza è secondo me il rischio valutario. Comprare un’obbligazione in valuta diversa dall’euro significa sostenere il rischio che la valuta di emissione subisca profonde svalutazioni, con rendimenti cedolari più bassi rispetto a quelli previsti e con un rimborso del capitale a scadenza parziale. Un esempio abbastanza noto si è verificato con le obbligazioni in dollari americani. Il dollaro americano pochi mesi fa ha toccato un suo minimo storico.

 

 Un terzo rischio è quello della complessità dell’obbligazione acquistata. Spesso un’obbligazione che non capite è una buona opportunità per la società che la emette. Esistono strumenti che proprio per la loro complessità hanno dato grattacapi ai risparmiatori come i reverse floater o i reverse convertible. Le prime obbligazioni citate hanno un rendimento cedolare contrario ai tassi di interesse. Furono collocate in un momento di tassi molto bassi, di conseguenza appena i tassi sono saliti il rendimento cedolare è scemato e le svalutazioni di prezzo delle obbligazioni furono molto consistenti. I reverse convertible invece furono uno dei primi casi di obbligazioni che in certe condizioni non garantivano il capitale a scadenza. Risultato: altri risparmiatori scottati alla ricerca di rendimenti superiori ai titoli di stato.

 

Prima della scadenza le obbligazioni possono avere problemi di liquidabilità, ovvero difficoltà di rivendita e/o prezzi molto discostanti tra acquisto e vendita.

 

L’ultimo punto affrontato riguarda il livello di subordinazione delle obbligazioni, materia che principalmente riguarda le emissioni bancarie. Il debito subordinato, in caso di messa in liquidazione dell’emittente, sarà rimborsato solo dopo il debito non subordinato (senior) ma prima del capitale sociale rappresentato dalle azioni. Esistono vari livelli di subordinazione,  i più noti sono i Lower Tier 2, gli Upper Tier 2 ed i Tier 1.

 

I lower tier 2 non creano alcun problema all’acquirente salvo fallimento dell’emittente: in questo caso il detentore verrebbe rimborsato dopo il debito senior (poca probabilità di rivedere anche parzialmente il capitale).

 

Negli Upper Tier 2 e nei Tier 1 è possibile il mancato pagamento delle cedole e la perdita di parte del capitale, senza la dichiarazione di fallimento dell’emittente. Ovviamente l’emittente avrà tutto l’interesse ad evitare questo, in quanto il costo per l’emissione di nuovo debito senior salirebbe in modo esponenziale.

 

Conclusioni

 

In questo articolo abbiamo parlato principalmente dei rischi delle obbligazioni, che spesso sono sottovalutati dai risparmiatori. Questo strumento non è assolutamente da demonizzare, ma è necessario conoscere o affidarsi a chi dovrebbe conoscere questi strumenti prima di acquistarli. Ad ogni rischio spesso è abbinata un’opportunità, l’importante è non correre rischi inutili. Non ha senso comprare del debito subordinato quanto il debito senior dello stesso emittente rende uguale, oppure acquistare strutture complesse per ottenere un rendimento poco maggiore ai titoli più semplici. L’investimento dei risparmi non può prescindere da una diversificazione, sia come strumenti, sia come scadenze, sia come rischiosità. Consiglio per gli acquisti: rivolgetevi per le vostre operazioni finanziarie a quelle strutture che non hanno conflitto di interessi rispetto a quello che vi propongono. Che cosa vuol dire? Se andate alla Banca “Pinco Pallo” che emette obbligazioni, difficilmente non potrà dirvi che le obbligazioni della Banca “Pinco Pallo” sono le più redditizie, le  più sicure etc……………….

 

 

Andrea Giampà

 

 




            

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