FXCM - OCCHI SUI DATI AMERICANI

13 Marzo 2012 - Autore: FXCM - Forex Capital Markets


 A guardare i prezzi ci sembra di essere tornati indietro di una settimana, quando ci stavamo interrogando sulla possibilità che gli eventi in agenda per giovedì e venerdì avrebbero potuto far diradare le nubi che offuscavano i cieli dei mercati, dando una visione sul medio periodo più chiara. Sembra non sia cambiato nulla invece, con la volatilità di mercato ancora abbastanza sostenuta e molti strumenti finanziari che non sono riusciti a partire con movimenti direzionali. Tutto questo a causa della grande incertezza che sta caratterizzando ancora le scelta degli investitori, incapaci di prendere posizionamenti strategici in maniera decisa. Un occhio attento va rivolto agli obbligazionari ed al mercato dei CDS sui Paese periferici europei, gli unici in grado di darci evidenza di una potenziale paura di contagio, dopo i fatti confusi che riguardano il salvataggio della Grecia, operazione che è percepita come un ulteriore acquisto di tempo, che forse si rivelerà inutile nel medio periodo a causa del fatto che le misure di austerity attuate nella penisola ellenica sembrano essere tutt’altro che delle buone basi per ripartire sulla strada giusta in maniera strutturale. Gli occhi dei trader presteranno attenzione ai dati macroeconomici che potrebbero far sentire i propri effetti sul breve periodo, portando aumenti di volatilità che però non dovrebbero essere in grado di far rompere in maniera decisa i livelli di attenzione più importanti. Oggi verrà pubblicato lo ZEW tedesco che potrebbe mostrare degli aumenti di fiducia pur essendo il sondaggio stato redatto prima delle decisione sulla Grecia, ma più importante sarà valutare i dati relativi all’economia americana, che da qualche settimana a questa parte stanno mostrando dei sostanziali miglioramenti. Oggi avremo la pubblicazione delle vendite al dettaglio per il mese di febbraio, attese a +1.1% ma soprattutto la decisione sui tassi di interesse americani che rispetterà pienamente le attese degli analisti in quanto sappiamo che essi non verranno toccati almeno fino al 2014, ma sarà importante seguire la conferenza stampa di Bernanke. Ci si aspetta che la Fed prenda atto del miglioramento della situazione macro americana, con il mercato del lavoro che sta migliorando, anche se lievemente (i NFP di venerdì ci hanno dato ulteriore conferma di ciò, avendo fatto registrare la creazione di posti di lavoro pari a 233k unità con la revisione a rialzo del precedente a +285k), con le pressioni inflazionistiche che piano piano stanno cominciando a farsi sentire e con il settore manifatturiero che sta mostrando segni di ripresa. Si attendono parole anche su ulteriori stimoli monetari, che non dovrebbero essere previsti nel breve. Un quadro del genere potrebbe essere supportivo per il dollaro soltanto a causa del fatto che non si prevedono ulteriori iniezioni di liquidità, ma ci si dovrebbe limitare al breve periodo a livello di effetti. Ed ora osserviamo un po’ di grafici cominciando dall’eurodollaro che nasconde piuttosto bene le proprie intenzioni. Quando ieri abbiamo assistito alla rottura di 1.31, a ribasso, pensavamo si sarebbero aperte le porte per il calo sino a giungere a 1.2975, come visto ieri mattina. In realtà la moneta unica è stata “graziata” e si è trattato solamente di una falsa rottura. Da li in avanti abbiamo assistito ad un recupero che è risultato addirittura migliore di ogni più rosea aspettativa, andando ad oltrepassare il livello di resistenza ipotizzato a 1.3170 (ricorderete come questo rappresentasse inoltre il livello ultimo di supporto indicato anche dai numeri di Fibonacci). Tutte le speranze dell’euro sono ora riposte in 1.3190, massimo della notte, e interessante livello di breakout. Lieve flessione per il dollaro che ha permesso alla valuta nipponica di riprendere un attimo il fiato. La conseguenza è un cambio UsdJpy in calo dai massimi raggiunti ed in avvicinamento a quel livello ipotizzato a 81.85 come supporto e valido anche per la giornata entrante. La tendenza di fondo continua a rimanere in evidente salita. 107.50 si è rivelato davvero un buon livello, ieri, sul grafico EurJpy supportando i prezzi e consentendo un recupero del tutto sovrapponibile a quanto visto su eurodollaro. Con altrettanta precisione notiamo come il mercato abbia invertito, poco fa, su un altro livello degno di nota, 108.65, massimo (per ora) di oggi e di venerdì scorso. Due livelli dal quale far dipendere il proprio trading oggi. Il cable ha subito un’ulteriore flessione ieri, andando così ad oltrepassare il supporto di 1.5650 che, a onor del vero, aspettavamo avrebbe opposto un po’ più di resistenza. Ad ogni modo i prezzi questa mattina si trovano esattamente su quel livello confermando come sia un’area di attenzione e valida anche per i prossimi minuti e per l’interpretazione della tendenza di giornata. Il cambio EurChf continua a non muoversi con un escursione, fra massimo e minimo, ieri di 11 pip. Oramai pensiamo sia chiaro il nostro pensiero: sino a che la situazione rimarrà tale è davvero impossibile anticipare un trend. Si rimarrà su questa situazione almeno sino alla prima rottura di 1.2070. Così come su EurUsd, anche su UsdChf il livello di attenzione e resistenza (in questo caso) è stato superato di qualche pip salvo poi portare ad un calo del cambio. L’area interessante è 0.92 figura e qualche conferma a seguito della discesa ne ha verificato la bontà. Il livello di supporto per le prossime ore si trova a 0.9125 ed è suggerito dalla linea di tendenza positiva che ha origine proprio l’ultimo giorno del mese di febbraio. Fibonacci, ancora una volta, ha suggerito un livello interessante, dato che il cambio AudUsd ha proprio toccato ieri il livello primo di supporto, 1.0475, (il 38.2% del movimento in salita compreso fra 0.9865 e 1.0845) rimbalzando di quasi una figura. Questo rimane supporto anche per le prossime ore mentre come resistenza troviamo 1.06 figura, passato livello statico di supporto (ricorderete la figura a rettangolo che è durata un mese esatto) e livello attuale dinamico dato dalla trendline negativa che ha origine sul doppio top di 1.0845-50 messo a segno dal cambio il 29 febbraio scorso. 

 

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