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UBS, tensioni geopolitiche

10 Luglio 2018 - Autore: Redazione


Gli investitori si interrogano sull’impatto derivante dalla fine delle politiche espansive delle banche centrali. Per i mercati obbligazionari la risposta è semplice e deve indurre alla cautela: i rendimenti sono destinati ad aumentare e, conseguentemente, il valore di mercato delle obbligazioni a scendere. Ha dichiarato Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM Italy. I dati economici, nel complesso positivi nonostante qualche segnale di rallentamento nell’eurozona, e i forti risultati delle trimestrali sono rimasti per ora solo sullo sfondo.  Negli Stati Uniti questo si è già verificato con il raddoppio dei rendimenti dei Treasury e la conseguente correzione del mercato obbligazionario. Per quanto riguarda l’azionario, il cambiamento delle politiche monetarie contribuirà ad aumentare la volatilità, ma non sarà necessariamente un freno alle performance. Saranno, infatti, soprattutto le valutazioni del mercato azionario, ancora ragionevoli, e la redditività delle società a determinare le performance. Da questo punto di vista, le ultime trimestrali hanno confermato un andamento particolarmente positivo. UBS ha confermato quindi un approccio cauto sull’obbligazionario – con sottopesi sui titoli di Stato con rating più elevato e sull’high yield in euro – e un sovrappeso sul mercato azionario. Questo mese UBS suggerisce di prendere profitto sul sovrappeso sull’azionario canadese contro la Svizzera e superando il sovrappeso sull’azionario dei mercati emergenti, che potrebbero risentire della forza del dollaro. Per la stessa ragione, riduciamo il sovrappeso sulle obbligazioni emesse da Paesi emergenti in valuta forte. Infine, chiudiamo il sovrappeso espositivo sul CAD contro l’USD per via delle tensioni riguardo la rinegoziazione del NAFTA. 

Quanto al mercato azionario. La crescita degli utili aziendali intorno al 15% a/a favorisce le azioni globali. Le società statunitensi, che rappresentano circa la metà del mercato azionario globale, sono sostenute dalle agevolazioni fiscali, dal piano di spesa pubblica e dalla vigorosa domanda nazionale e internazionale. In base al P/E, le valutazioni dei mercati azionari globali sono in linea con la media di lungo termine. Rimaniamo in sovrappeso sulle azioni globali rispetto alle obbligazioni. Azzeriamo il sovrappeso sulle azioni dei mercati emergenti rispetto a quelle australiane. Ultimamente i listini emergenti hanno risentito del rimbalzo del dollaro su base ponderata per l’interscambio e sono esposti a maggiori rischi. Ha continuato Ramenghi

Passando alle obbligazioni UBS ritiene di rimanere in sottopeso sull’high yield in euro nonché sulle obbligazioni e i titoli di Stato con rating elevato rispetto alle azioni globali. UBS suggerisce di ridurre il sovrappeso sulle obbligazioni sovrane dei mercati emergenti in USD rispetto alle obbligazioni e ai titoli di Stato con rating elevato. La crescita delle economie emergenti prosegue ancora a un ritmo discreto e l’inflazione si mantiene relativamente contenuta, ma i segnali di rallentamento dell’attività e i problemi specifici di alcuni dei Paesi più grandi pesano sulle prospettive di rischio e rendimento a breve termine, inducendoci a ridimensionare la posizione. Sovrappesiamo i Treasury a 10 anni rispetto alla liquidità in USD, per beneficiare del carry positivo. Sottopesiamo i titoli di Stato giapponesi a 10 anni rispetto alla liquidità in yen. La Bank of Japan (BoJ) dovrebbe alzare l’obiettivo della sua politica di controllo della curva nel corso dell’anno, mentre un taglio dei tassi d’interesse appare improbabile

Valute, chiudiamo il sovrappeso sul dollaro canadese rispetto al dollaro statunitense. Con l’aumento delle tensioni commerciali e lo stallo dei negoziati sul NAFTA, i rischi associati a questa posizione ci sembrano superare i benefici. Manteniamo in sovrappeso il JPY rispetto all’USD, poiché la continua crescscita mondiale fa salire l’inflazione in tutto il mondo, Giappone compreso. Inoltre, il contesto di avversione al rischio rafforza il ruolo di valuta rifugio dello yen. Confermiamo anche il sovrappeso nella rupia indiana contro il dollaro di Taiwan, per sfruttare l’elevato carry del 7,5% circa. La posizione funge anche da parziale copertura contro il rischio di una guerra commerciale, dato che l’esposizione di Taiwan al commercio globale è superiore a quella dell'India.

Economia, ci aspettiamo una stabilizzazione dell’economia dell’eurozona. Sul clima di mercato e sulla crescita gravano vari rischi, come le dispute commerciali degli Stati Uniti, la Brexit e la situazione politica italiana. La BCE manterrà un atteggiamento attendista nonché questi pericoli non saranno rientrati, dato che l’inflazione rimane intorno al target. Secondo le nostre attese, l’istituto comincerà ad alzare i tassi a settembre 2019. La Germania mostra ancora fondamentali robusti, ad esempio sul fronte della fiducia dei consumatori, dell’edilizia e dei piani di spesa in conto capitale. In Francia, le riforme di Macron dovrebbero iniziare a imprimere slancio alla crescita del PIL. L’Italia va probabilmente incontro a una moderazione della crescita, a causa dell’incertezza legata alle politiche governative. La Spagna registra ancora una solida espansione, che però dovrebbe normalizzarsi. 




            

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