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TRATTAMENTO FISCALE DELLE PERDITE SU CREDITI

4 Settembre 2009 - Autore: Dr. Angelo Michele ZURILLO


Le Perdite su crediti, trovano la loro disciplina fiscale nel quinto comma dell’art.101 del TUIR, il quale prevede che “le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali. Il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenza dichiarativa del fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo o del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.”

 

In base a quanto disposto da tale norma:

  1. la perdita è fiscalmente deducibile se il debitore è assoggettato a procedura concorsuale;
  2. in assenza di procedura concorsuale, la perdita è fiscalmente deducibile, solamente se risulta da elementi certi e precisi.

Per la prima ipotesi, ovverosia quella del debitore assoggettato ad una procedura concorsuale, il legislatore statuisce una “presunzione assoluta” circa la certezza della perdita. Le procedure concorsuali che consentono la deducibilità fiscale della perdita sono:

  • il fallimento;
  • il concordato preventivo;
  • la liquidazione coatta amministrativa;
  • l’amministrazione straordinaria.

Il debitore si considera assoggettato alla procedura dalla data delle sentenza di dichiarazione del fallimento o del provvedimento che ordina una delle altre procedure concorsuali.   

In tutti i casi di procedure concorsuali, la perdita deducibile è unicamente la parte del credito che si prevede di non poter incassare. Ad esempio, nei casi di concordato preventivo, il debitore deve garantire il pagamento di almeno il 40% dei creditori chirografari (oltre al pagamento integrale dei creditori privilegiati) per cui la perdita fiscalmente deducibile non potrà mai essere superiore al 60% del valore nominale del credito.

Nella seconda ipotesi, ossia in tutti i casi nei quali non si è in presenza di una procedura concorsuale, la perdita deve invece risultare da “elementi certi e precisi”. Essa, deve essere analiticamente comprovata sulla base di una effettiva documentazione del mancato realizzo e del carattere definitivo della perdita stessa (R.M.124 del 06/08/1976).

E’ dunque necessario provare di aver fatto tutto quanto era possibile per cercare di recuperare il credito. Ad esempio, la perdita potrà essere considerata fiscalmente deducibile solo nel caso in cui sono state esperite tutte le azioni legali per il recupero del credito e tali azioni si siano rilevate infruttuose; o ancora in caso di esito negativo del pignoramento, o ancora nei casi di:

  • chiusura dei locali dell'impresa;
  • irreperibilità del debitore;
  • denuncia penale per truffa;
  • spese da sostenere per il recupero del credito eccessive rispetto all’importo del credito recuperabile.

Le perdite su crediti, in presenza di procedure concorsuali o di elementi certi e precisi, sono deducibili limitatamente alla parte che eccede l'ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti dedotti nei precedenti esercizi (Art.106 TUIR, comma 2).

 





            

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