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TRADING AUTOMATIZZATO SUL FOREXI: SISTEMI DI TRADING E REGOLE DI SOPRAVVIVENZA - Pietro Paciello, Asset Manager e Responsabile Analisi e Ricerche di Uptrend Advisory (www.uptrend.it)

15 Dicembre 2011 - Autore: Redazione


Premessa
 
Fare previsioni sull'andamento dei mercati è da sempre un compito decisamente arduo, e lo è ancor più negli ultimi tempi caratterizzati da una volatilità decisamente inusuale. Eppure, seguendo sempre delle semplici regole operative, si riuscirà quantomeno a limitare i danni nelle fasi più difficili, preservando la liquidità per situazioni di mercato più favorevoli e chiare da analizzare. 
L’errore più frequente è infatti quello di arrivare “corti di liquidità” al momento giusto, non riuscendo ad approfittare di prezzi esageratamente favorevoli o, meglio ancora, di situazioni tecnico-grafiche caratterizzate da un rapporto rischio-rendimento decisamente più che favorevole.
Ma qual è il momento giusto per intervenire e, soprattutto, come si fa ad individuarlo con sufficiente precisione? Ovviamente non è facile rispondere a questo quesito, ma analizzando i mercati nella loro globalità, studiando le correlazioni fra commodities, indici azionari, valute e bonds si può arrivare a strutturare un intervento sul mercato molto accurato a caratterizzato da livelli di target e di stop-loss ben definiti.
Personalmente utilizzo da sempre delle regole e dei riferimenti operativi abbastanza affidabili, applicandoli con rigore e continuità al fine di scongiurare il maggior numero di errori possibile nel trading, ossia quelli derivanti da un approccio emotivo e basato su studi/analisi occasionali. In parole povere associo ad ogni operazione che effettuo un approccio basato sul metodo e sul rigore (gli stop-loss sono la prima cosa de definire quando decidiamo di iniziare ad operare…) , applicando sempre le stesse sequenze decisionali e comportamentali, riuscendo quindi ad elaborare la mia analisi preventiva in pochi secondi.
La sintesi di quanto sopra mi ha portato per diversi motivazioni a considerare il Forex come mercato ideale su cui applicare le mie strategie operative e decisionali; le peculiarità di questo mercato sono infatti note a tutti, in quanto mercato estremamente liquido, lavorabile h24, su cui sia può andare “veramente” long o short con un click etc.
 
Parte 1: Correlazioni Intermarket 
 
Scendendo nel dettaglio, prima di iniziare ad operare (prevalentemente sul cambio EURUSD…)  effettuo un’analisi grafico-comparativa su quattro precisi strumenti, ognuno di essi rappresentativo di un preciso settore finanziario al fine di trarne un quadro generale decisamente chiaro ed immediato su come si stanno muovendo i mercati nella loro globalità. In particolare, ogni mattina analizzo i grafici (daily e a 4 ore) di diversi strumenti finanziari, anche apparentemente non correlati fra di loro, alla ricerca di supporti/resistenze, divergenze rialziste/ribassiste e correlazioni di varia natura su cui poi basare la direzionalità operativa della mia seduta di trading. Preferisco infatti operare solo in una direzione (long o short) sullo strumento finanziario prescelto al fine di evitare una inutile e costosa attività di trading senza senso nelle numerose fasi laterali dei mercati che precedono la partenza di grandi tendenze: nella peggiore delle ipotesi avrò effettuato solo la metà dei trading inutili rispetto ad un operatore bi-direzionale, ottenendo il risultato di preservare maggior capitale possibile per il momento in cui lo scenario si evolverà con maggiore chiarezza e direzionalità.
 




            

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