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The Economist, errori sulle partite correnti possono comportare errori politici

11 Luglio 2018 - Autore: Redazione


Attualmente si sta assistendo ad un clima di incertezza riguardo le sorti del commercio mondiale a seguito dell’imposizione di pesanti dazi da parte dell’amministrazione Trump nei confronti degli altri paesi, in particolare la Cina.

In questo contesto è stata evidenziata una discrepanza al livello mondiale del saldo delle partite correnti. Le partite correnti di ogni singolo paese sono costituite dalle esportazioni alle quali vanno sottratte le importazioni di beni e servizi nonché dal reddito netto e dai trasferimenti. Ci si aspetterebbe dunque che a livello mondiale le varie partite correnti di tutti i paesi si annullassero a vicenda ma così non sta accadendo.

Prima del 2005 si registrava un disavanzo delle partite correnti a livello mondiale mentre a partire dal 2005 si è registrato un surplus che nell’ultima rilevazione, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, ammontava a circa 370 miliardi di dollari, cioè lo 0,5% del PIL globale.

Gli esperti dell’Economist qualche mese fa, in un pezzo sul saldo delle partite corrente mondiali, hanno dichiarato che ‘’ statistiche equivoche portando a errori politici’’

Secondo gli esperti del FMI questa discrepanza è dovuta ad errori di misurazione, dovuti principalmente alla crescita di transazioni intra-aziendali e all’aumentare della complessità delle catene di approvvigionamento che avrebbero reso il commercio più difficile da tracciare. Per sopperire a tale problema si potrebbe investire per migliorare la raccolta dei dati anche se risulta difficile avere dati esatti in un contesto così complesso.




            

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