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Tassazione importi scudati: perplessità

17 Gennaio 2012 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista


www.studiochiari.com     Tassazione importi scudati: perplessità   Il decreto Monti ha previsto che le somme scudate devono essere assoggettate ad un'imposta di bollo speciale annuale del 4 per mille. Ma, per il 2012 e il 2013 le aliquote sono diverse e più alte. Analizzando la norma non mancano però incongruenze, soprattutto nella parte in cui...

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Il Ministero del Tesoro ha rinviato a data da destinarsi l'appuntamento per il prelievo aggiuntivo sui capitali scudati. Dopo l'istituzione dei codici tributo e l'emanazione del provvedimento datato 14 febbraio 2012 con le ultime indicazion...i di compilazione, il ministero ha rinviato l'adempimento. Un decreto ne fisserà la nuova scadenza. Per le attività fatte emergere con lo scudo fiscale è prevista un'imposta di bollo straordinaria che in sostanza serve per mantenere l'anonimato. Il compito di versare il quantum spetta agli intermediari. Gli stessi dovranno comunicare alle Entrate i nominativi per i quali non è stato possibile versare l'imposta perché nel frattempo è cessato il rapporto o perché non hanno ricevuto dal contribuente la relativa somma. L'imposta di bollo speciale annuale è del 4 per mille, ma per gli anni 2012 e 2013 l'aliquota salirà rispettivamente al 10 e al 13,5 per mille.

23 Febbraio 2012 ore 11:37:45 - Luciano Chiari

BOLLO SUGLI SCUDATI ENTRO IL 16 MAGGIO Il decreto fissa la data di versamento - Ipoteche ed espropri solo oltre i 20mila euro Dopo il "comunicato legge" della scorsa settimana, arriva nero su bianco la proroga al 16 maggio per il pagamento della «tassa sull'anonimato» per chi ha aderito allo scudo fiscale. Certa quindi la nuova scadenza sullo scudo così come il nuovo tentativo di allentare la pressione di Equitalia su contribuenti e imprese in difficoltà. Viene poi precisato che il «dividendo fiscale» allenterà la pressione tributaria solo grazie alle risorse effettivamente «incassate» dall'anti-evasione, mentre rimane aperta la partita sull'Imu. (Fonte: IL Sole24Ore)

24 Febbraio 2012 ore 10:36:00 - Luciano Chiari

E' difficile pagare la tassa sullo scudo fiscale. La materia è complessa e la norma farraginosa. Lo Stato ha stimato entrate per 2,19 miliardi, ma si teme che alla fine le somme incassate saranno di gran lunga inferiori. Le banche e gli intermediari finanziari hanno sollecitato interventi di semplificazione. Il pagamento dell'imposta doveva avvenire entro il 16 febbraio, ma è stato posticipato al 16 maggio. La proroga ad oggi non ha chiarito i dubbi esistenti. Le difficoltà maggiori sono relative alla tassazione di chi ha movimentato i capitali scudati. Difficoltà derivano anche dai rischi di incostituzionalità e da motivi pratici. Lo Statuto del contribuente prevede che non ci possono essere imposte per il passato. Per questo gli intermediari hanno chiesto di tassare solo i prelievi effettuati nel 2011. C'è poi un problema pratico: le banche devono risalire ad operazioni vecchie anche di 11 anni per verificare i prelievi ma spesso ci sono state fusioni. Ricostruire la gestione del conto scudato può essere molto complesso.

13 Marzo 2012 ore 10:49:06 - Luciano Chiari

Sent. Cass. n. 28724 del 19.07.2011: a quali redditi si applica la non punibilità garantita dallo scudo fiscale? Secondo quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza n. 28724 del 19.07.2011 lo scudo fiscale si applica rigorosamente a...i capitali rimpatriati e non copre il reato di omesso versamento Iva. A tal proposito ricordiamo che la ridefinizione della normativa volta a consentire l'emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero da soggetti residenti in Italia, il cosiddetto ?scudo fiscale-ter?, è avvenuta ad opera dell?articolo 13-bis, introdotto nel Dl ?anticrisi? 78/2009, successivamente modificato dall'articolo 1 del Dl 103/2009. Il Dl 78 ha istituito un?imposta straordinaria per regolarizzare la posizione fiscale di chi, fino alla data del 31 dicembre 2008 e successive proroghe, ha esportato o detenuto all?estero capitali o altre attività in violazione dei vincoli valutari e degli obblighi tributari sanciti dalle disposizioni sul cosiddetto ?monitoraggio fiscale? (Dl 167/1990, convertito con modificazioni dalla legge n. 227/1990), nonché degli obblighi di dichiarazione dei redditi imponibili di fonte estera (circolare 43/2009). Si aggiunge che il Dl 78/2009 presenta, altresì, un esplicito richiamo agli adempimenti antiriciclaggio cui devono adeguarsi gli intermediari e i professionisti che sono chiamati a seguire le operazioni di ?emersione?, i quali ?devono? rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela, registrazione e segnalazione previsti dal Dlgs 231/2007. Gli effetti prodotti dall?adesione alla sanatoria (Dl 350/2001, relativo al primo scudo fiscale) sono così riassumibili: ? preclusione di ogni accertamento tributario e contributivo per i periodi di imposta non scaduti, limitatamente agli imponibili rappresentati dalle somme o dalle altre attività costituite all?estero e oggetto di rimpatri; ? estinzione delle sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali e quelle sul monitoraggio fiscale; ? esclusione della punibilità per i reati indicati nell?articolo 8, comma 6, lettera c), della legge 289/2002 (in particolare quelli previsti dagli articoli 2, 3, 4, 5 e 10 del Dlgs 74/2000), quando tali reati siano stati commessi per eseguire od occultare i predetti reati tributari, ovvero per conseguire un profitto e siano riferiti alla stessa pendenza o situazione tributaria. Con la sentenza 28724/2011, la Cassazione ha dichiarato infondati i ricorsi dei contribuenti, ritenendo priva di valore l?asserzione da loro sostenuta sulla valenza ontologica della dichiarazione di emersione, che sarebbe atta a coprire ogni tipologia di infrazione penale commessa. In altri termini, l'esonero riguarda esclusivamente le condotte che fanno riferimento ai capitali oggetto, prima di espatrio illegale e, dopo, di rimpatrio sanato attraverso lo scudo fiscale. Occorre, quindi, che ci si riferisca a reati di fraudolenta, omessa o infedele dichiarazione riconducibili alle somme che si sono riportate in Italia, ma l'assenza di un siffatto legame rende del tutto sterile la ?protezione?, con la conseguenza che se non si riesce a dimostrare, come nel caso di specie, che le somme rimpatriate (o regolarizzate) sono quelle trasferite all'estero a seguito della commissione dei reati contestati, nessuna esclusione di punibilità può essere invocata. In concreto, quindi, lo scudo fiscale non può comunque coprire reati legati agli omessi versamenti dell?Iva e delle ritenute alla fonte (rispettivamente articoli 10-ter e 10-bis Dlgs 74/2000) o reati legati a condotte illecite diverse da quelle espressamente previste, come il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (articolo 11 Dlgs 74).

14 Marzo 2012 ore 19:59:09 - Luciano Chiari

Oltre alla rateizzazione in tre tranche dell'acconto relativo all'Imu l'emendamento al decreto legge sulle semplificazioni fiscali, che il relatore Gianfranco Conte depositerà lunedì, dovrebbe contenere anche il nuovo differimento a metà luglio dell'imposta di bollo sui soggetti scudati. Se verrà confermata si tratterà della seconda proroga in pochi mesi. Il termine, inizialmente previsto era al 16 febbraio scorso, poi è stato slittato al 16 maggio dal decreto sulle semplificazioni tributarie. Gli intermediari finanziari lamentano difficoltà, non ancora risolte, per la ricostruzione e i calcoli dell'imposta dovuta. Difficile è anche rintracciare i contribuenti interessati, soprattutto quelli che hanno approfittato del primo scudo fiscale del 2001.

14 Aprile 2012 ore 12:45:04 - Luciano Chiari



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