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RIFORMA DEL LAVORO: INTERVENTO ARTICOLATO, MA DALLE ANIME CONTRAPPOSTE. L'intervista all'Avvocato Fabrizio Daverio, Fondatore e Partner dello Studio Legale Daverio & Florio

19 Settembre 2012 - Autore: Redazione


Con la Riforma Fornero in vigore dal 18 luglio l'Italia intraprende la strada verso un mercato del lavoro più flessibile e un sistema di imprese più produttive. Tutti gli italiani, siano essi imprenditori, professionisti e dipendenti, sono toccati dalle novità che riguardano contratti, assunzioni e licenziamenti. Prosegue l’inchiesta di Finanzaediritto.it tra i professionisti di diritto del lavoroFinanzaediritto.it si è rivolta allo Studio Legale Daverio & Florio per intervistare l’Avvocato Fabrizio Daverio, Fondatore e Partner dello Studio Legale Daverio & Florio.

 

Avv. Daverio, il Suo Studio ha un'unica area di expertise…

Sì, lo Studio si dedica esclusivamente al diritto del lavoro e del diritto della la previdenza sociale, quindi svolge attività di consulenza e di assistenza giudiziale e stragiudiziale in queste materie per le aziende. Quindi ha una vocazione per le imprese , per gli enti e per i datori di lavoro.

 

Questa riforma del lavoro ha più luci che ombre?

È un intervento molto articolato, pertanto è ben difficile dare giudizio complessivo perché ci sono interventi che potranno trovare anche un riscontro utile nell’attività dei promotori e altre che sono discutibili. È anche complesso  fare commenti in astratto, probabilmente solo l’esperienza dimostrerà quali aspetti prevalgono.Certamente è una Riforma che  ha due anime contrapposte: alcune iniziative sono volte a liberalizzare il mercato del lavoro, mentre altre sono volte invece a rendere più rigorose certe regole. Questa dialettica interna al provvedimento e frutto delle mediazioni sociali di questa disposizione del provvedimento che potrà avere alla lunga delle conseguenze.

 

 

Quali sono i benefici, se ce ne sono, per i giovani che si approcciano ora al mondo del lavoro?

Una novità molto importante è data dal fatto che è possibile per le aziende stipulare contratti a tempo determinato senza indicare la motivazione o la causale. Questo significa liberalizzazione assoluta del primo contratto a termine. Ritengo che questo possa essere un forte incentivo per le aziende a dar luogo con più facilità a nuove assunzioni sapendo che non vi saranno problemi formali per la cessazione del rapporto laddove non fosse più possibile la conferma del dipendente.

 

La Riforma ha davvero semplificato il sistema come era suo intento originario?

In alcuni interventi ha aggiunto burocrazia in particolare nella materia dei licenziamenti individuali non collettivi, dove ha previsto che prima del provvedimento aziendale è necessario un passaggio presso una commissione di conciliazione della durata di 30 giorni. È discutibile che questo passaggio abbia una reale utilità, quindi potrebbe essere un esempio di introduzione di un’attività non strettamente necessaria.

 

Un altro aspetto critico del nostro sistema è quello dei contenziosi. Come è intervenuta la Riforma su questo punto?

È intervenuta con una volontà molto precisa: rendere più veloce il contenzioso sul licenziamento. Se questa volontà rischia di essere velleitaria perché non interviene sulle causali strutturali della lentezza dei giudizi, rischia di essere semplicemente un desiderio. Solo il tempo ci dirà le risposte dei tribunali e le indicazioni del legislatore.

 

 

Sara Tamburini




            

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