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Professioni associative: quando la credibilità fa la differenza. Intervista a Riccardo Alemanno, VP Vicario Confassociazioni con delega alle Relazioni Istituzionali e con i Consumatori

3 Febbraio 2014 - Autore: Redazione


Tributarista e revisore legale, Riccardo Alemanno intraprende nel 1984 l’attività professionale nel settore tributario con studio in Acqui Terme (AL). Nel 1987 è presidente provinciale della Lapet, guidata da Giuseppe Oca, e poi Segretario nazionale; è iscritto dal 1995 al Registro dei Revisori Legali.

Dal 1997 ricopre la carica di Presidente Nazionale dell’INT (Istituto Nazionale Tributaristi) e nel 2006 viene insignito dal Presidente Giorgio Napolitano dell’Onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana. E’ stato Presidente dell’UNITRE ed Assessore al Bilancio e Patrimonio della Città di Acqui Terme, membro dell’Osservatorio sulle professioni del CNEL, Presidente della società Sistemi Spa, Vice Presidente della società Nuove Terme, membro del  Tavolo tecnico permanente e del Gruppo di lavoro su Bilancio e spesa pubblica del MEF. E’ stato membro e tutt’ora partecipa a Collegi sindacali di varie società.

 

Confassociazioni e Riccardo Alemanno, Presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi: che cosa l’ha spinta a prendere parte a questo nuovo progetto rivolto alla promozione ed al rafforzamento delle professioni associative?

Mi ha spinto indubbiamente la natura del progetto focalizzato sulla rappresentanza delle libere Associazioni professionali e fondato sulla reputazione delle persone e delle sigle che vi partecipano, oltre che naturalmente la stima nei confronti delle persone che hanno contribuito alla fondazione di Confassociazioni, in primis del Presidente Angelo Deiana con il quale da anni condivido l’idea di un progetto importante di rappresentanza del settore associativo.

 

Confassociazioni persegue, fra le altre, l’ambiziosa finalità di dar voce istituzionale al mondo delle professioni non ordinistiche che, con la legge n.4/2013, si sono viste attribuire lo status di professioni. Attraverso quali azioni Confassociazioni si prefigge di valorizzarle?

Sono fermamente convinto che tra la nostra Confederazione e le singole Associazioni aderenti ci sia uno scambio di reciproco valore aggiunto. Mi spiego meglio: Confassociazioni avvalora le Associazioni tramite accordi e protocolli operativi con enti ed istituzioni, intervenendo attivamente nelle varie problematiche che riguardano il Paese, ma quegli stessi accordi sono possibili e credibili proprio grazie alla reputazione delle singole Associazioni che aderiscono alla nostra Confederazione.

Inoltre, mi piace pensare che con Confassociazioni si sia passati da una fase di mera difesa del mondo professionale associativo al potenziamento delle sue peculiarità.  Ovviamente questo è solo l’inizio e anche la capacità di comunicare all’esterno le iniziative ed i progetti giocherà un ruolo determinante.

Mi pare che la strada intrapresa sia quella giusta.   

 

Un settore strategico in continua evoluzione quello delle professioni associative che ad oggi annovera 3,5 milioni di professionisti, di cui poco più di un 1 milione iscritti alle circa 1500 associazioni esistenti. Cosa ha spinto oltre 80 associazioni ad aderire al progetto di Confassociazioni in meno di 6 mesi?

Mi ripeto, ma questa è la realtà di Confassociazioni: le tante Associazioni che in così poco tempo hanno aderito all’iniziativa, lo hanno fatto perché sicuramente hanno valutato l’importanza reputazionale dei fondatori, oltre a condividere obiettivi e strategie della Confederazione.

  questo è un sensazionale segnale circa la validità del progetto. 

 

Il riconoscimento delle professioni associative, la loro difesa e l’enfatizzazione delle loro peculiarità – pilastri della rappresentanza di terzo livello di Confassociazioni -  costituiscono ciò che lei ha definito “Una nuova prospettiva per l’Italia”. Come vede il nuovo scenario professionale della prossima decade?

Reputo che l’affermazione sia sempre più calzante all’interno del mondo professionale in ambito economico, sia come portatore di conoscenza, sia di opportunità di lavoro. Ai professionisti il compito di adattarsi alle nuove esigenze della società e del mercato: a tal proposito vedo il mondo professionale associativo più dinamico, snello e meglio attrezzato per affrontare i cambiamenti, a fronte di un mondo professionale tradizionale più statico e legato a schemi ormai superati.

Ciò che ho definito Una nuova prospettiva per l’Italia è in concreto l’abilità del mondo professionale associativo di fornire opportunità di lavoro ai giovani, ma anche a chi, pur in possesso di competenze e capacità professionale, si è visto estromettere dal mondo produttivo, a causa del perdurare della crisi economica.

 

La firma del protocollo d’intesa fra Confassociazioni da una parte e Codici (Centro per i diritti del cittadino), ADOC (Associazione Nazionale per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori e degli Utenti) e Konsumer Italia dall’altra, consacra il dialogo con i consumatori. Quali sono le logiche e le finalità che sottendono a tali accordi?

Le Associazioni dei consumatori e gli accordi con esse sono fondamentali se vogliamo dare credibilità all’obiettivo di tutelare maggiormente il  cittadino – consumatore e non – non solo perché previsto dalla Legge 4/2013, ma perché parte integrante della filosofia di Confassociazioni e delle Associazioni che vi aderiscono. Se troppo spesso la tutela dell’utenza è più argomento da convegni e dibattiti che non un obiettivo concreto, al contrario in Confassociazioni si vuole dare ad essa un forte connotato pratico.

 

Uno sguardo all’Istituto Nazionale Tributaristi: quali sono gli obiettivi e la filosofia che accomunano i professionisti che decidono di aderirvi?

L’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) ha contribuito alla fondazione di Confassociazioni perché ne condivide la filosofia che quindi fa parte anche del proprio patrimonio di valori. I tributaristi iscritti all’INT  condividono con fermezza questo aspetto di serietà: ho sempre sostenuto che il miglior servizio che un’Associazione di rappresentanza possa offrire è quello di dare a ciascun iscritto un valore aggiunto attraverso la serietà delle proprie azioni.

Se l’Istituto Nazionale Tributaristi gode di buona considerazione tra le istituzioni e gli enti con cui collabora e si confronta, tale considerazione a cascata va a beneficio di ciascun singolo iscritto. Non ho mai smesso e non smetterò mai di sottolineare questo aspetto che i miei colleghi tributaristi condividono appieno: questa è per me una grandissima soddisfazione, tanto da rinnovare costantemente l’orgoglio di essere il loro presidente. E, come un cerchio che si chiude, si torna sempre al valore insostituibile della reputazione.  

Per maggiori informazioni:

www.confassociazioni.eu

www.tributaristi-int.it

Claudia Chiari

 




            

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