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Problematiche legate alla designazione del beneficiario nelle polize vita

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


(Avv. Guido Giommi)

Diversi lettori hanno fatto richieste in merito a una problematica che può sorgere nella prassi assicurativa in tema di rigidità nella designazione del beneficiario. In questa sede faremo un cenno ad una possibile soluzione operativa.

Come noto la polizza di assicurazione sulla vita è un contratto tra un soggetto contraente ed un’impresa di assicurazione.
Il contraente paga uno o più premi e l’impresa di assicurazione è obbligata a pagare un capitale o una rendita al verificarsi dell’evento assicurato legato alla vita umana (morte, sopravvivenza)[1].
Le parti di tale tipologia contrattuale sono tre: contraente, assicurato e beneficiario[2].
Il contraente è il soggetto che stipula il contratto di assicurazione, che è tenuto a pagare i premi e che ha la facoltà di esercitare tutti i diritti propri del contratto.
Per esempio può esercitare il diritto di riscatto, modificare il beneficiario, chiedere prestiti sulla polizza.
L’assicurato è la persona fisica sulla cui vita è stipulato il contratto.
Il beneficiario è la persona designata dal contraente a ricevere le somme assicurate. La designazione del beneficiario può essere fatta nel contratto o con successiva dichiarazione scritta all’impresa di assicurazione o per testamento (art. 1920 del codice civile).
In particolare la designazione del beneficiario è essenziale e deve essere determinata con largo anticipo senza l’utilizzo di indicazioni generiche. Infatti nella prassi assicurativa italiana l’individuazione in Italia del beneficiario di una polizza vita deve essere effettuata a priori mediante gli estremi di un documento. Sebbene la designazione del beneficiario può essere variata a volontà dell’assicurato, ma in ogni caso è necessario che il nuovo beneficiario sia certo e che la variazione dello stesso avvenga per espressa volontà dell’assicurato. Pertanto in Italia designazioni per classe di beneficiari non sono ammesse: ad esempio i figli, coloro che avranno certi requisiti.

Lo strumento del trust
L’utilizzo di una struttura imperniata sull’istituto del trust riesce a superare le rigidità contrattuali della polizza di assicurazione. Sarà sufficiente nominare beneficiario il trust in persona del trustee. Quest’ultimo, alla morte dell’assicurato, incasserà la somma stabilita nel contratto e la gestirà in conformità all’atto di trust anche devolvendola ai beneficiari che, in questo caso, possono essere individuati in qualunque modo il disponente abbia ritenuto opportuno in conformità della legge regolatrice.

(continua)
articolo estratto dalla rivista Family Office, anno II (2005), numero 4
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/family-office-n4-2005successioni-considerazioni-civilistiche-e-fiscali-7.html

[1] L’erogazione delle polizze vita in Italia si articola principalmente su due sistemi: corresponsione della somma in caso di morte e corresponsione della somma sotto forma di rendita vitalizia.

[2] Le figure di contraente, assicurato e beneficiario possono anche coincidere.




            

Ultimi commenti degli utenti

BUONGIORNO SECONDO VOI SE CAMBIO IL BENEFICIARIO DELLA POLIZZA VITA I PRECEDENTI BENEFICIARI RICEVONO NOTIFICA DI QUESTO ?

2 Aprile 2013 ore 18:31:29 - daniela pennise






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