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Petrolio, cambiano gli equilibri tra i paesi produttori

16 Luglio 2018 - Autore: Redazione


Come è risultato dall’ultimo report OPEC gli equilibri si stanno spostando a causa delle tensioni geo-politiche in alcune parti del mondo. In linea di massima ad oggi si sta assistendo ad un aumento dell’offerta a livello globale. Si attende anche l’esito dell’incontro che si terrà oggi tra il presidente americano Trump e Putin che potrebbe avere dei risvolti dal punto di vista della produzione di petrolio.

Tensioni interne o esterne ad alcuni paesi hanno fatto sì che essi hanno allentato la produzione di petrolio. In primis abbiamo il Venezuela dove la crisi continua ad intaccare il mercato. I lavoratori infatti, stanno abbandonando il lavoro negli stabilimenti a seguito della perdita del potere d’acquisto della moneta dovuta ad un’inflazione del 46.400%. La rielezione di Maduro ha portato inoltre a sanzioni più pesanti da parte degli Stati Uniti. Per i prossimi mesi è previsto un calo della produzione venezuelana che dovrebbe scendere a 1 milione di barili al giorno, 340.000 barili al giorno in meno rispetto al mese di giugno. già si era assistito a un drastico calo tra marzo e giugno.

Secondo l’OPEC inoltre la produzione della Libia è scesa a 0,6 milioni di barili al giorno a giugno, un calo di quasi un milione rispetto ad alcuni mesi fa. Il calo è dovuto alle continue lotte che si hanno nei campi petroliferi e nelle varie contee che comportano l’impossibilità d’estrazione.

Nel frattempo l’Iran ha visto una riduzione degli acquisti da parte dei suoi maggiori consumatori quali l’India e al contempo gli Stati Uniti stanno facendo pressioni a tutto il mondo a riguardo delle imposizioni delle sanzioni. Contestualmente l’Iran ha visto una minor produzione nel mese di giugno per 500.000 barili al giorno mentre l’Arabia Saudita ha annunciato un aumento della produzione per 1 milione di barili al giorno.

Il presidente americano Trump sta spingendo l’Arabia Saudita ad aumentare la produzione per spingere al ribasso il prezzo del petrolio. Se così fosse l’Iran sarebbe ancora più penalizzato dalle sanzioni

Per quanto riguarda gli stati uniti si continua a registrare un’impennata della produzione a dispetto del minor numero di impianti in funzione. Nelle ultime 5 settimane infatti la produzione sarebbe stata pari a 10,9 milioni di barili al giorno, valore massimo dal 2015.  Rispetto al 2015 però il numero di impianti sarebbe inferiore mentre sarebbe aumentata l’efficienza produttiva.




            

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