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PENSIONI: 1° luglio 2009, una data spartiacque

30 Giugno 2009 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista

 

www.studiochiari.com
 
Pensioni: 1° luglio 2009, una data spartiacque
 
Passa da 93 a 95 il calcolo delle quote con il 1° luglio 2009. Secondo la riforma previdenziale introdotta dal governo Prodi con la legge 247/2007 fino al 30 giugno sarà possibile andare in pensione di anzianità con 58 anni e 35 di contributi, mentre a partire da luglio entrerà in vigore il sistema delle quote con una prima finestra a 95 che durerà fino al dicembre 2010 per i dipendenti, sia pubblici che privati, con un minimo di 59 anni di età.
 
Addio allo scalone
 
Va definitivamente in pensione dunque il sistema così detto “scalone”, stabilito dalla legge approvata, nel 2004, sotto il Governo di Silvio Berlusconi. Senza correttivi, nel 2008 l'età per la pensione di anzianità sarebbe balzata a 60 anni (61 per gli autonomi) con un aumento d'un botto di tre anni. Dal 2010 sarebbero invece stati necessari 61 anni (62 per gli autonomi) e 35 anni di contributi.
 
Il sistema delle quote
 
Il sistema delle quote prevede un innalzamento graduale delle soglie di pensionamento e così si alzerà a:
 
-         95, fino a fine 2010 con 59 anni di età
-         96 dal 2011 con almeno 60 anni
-         97 dal 2013, con un minimo di 61 anni.
 
Per gli autonomi, i requisiti sono più severi di un anno:
 
-         quota 96 fra il 2009 e il 2010 (con 60 anni di età per l'ingresso),
-         97 nel 2011 (e 61 anni),
-         98 nel 2013 (con il minimo di 62 anni).
 
Resta, invece, svincolato dall'età (tranne per l'effettivo pagamento degli assegni) il diritto alla pensione di chi ha accumulato 40 anni di contributi. Con la legge 247 si è praticamente chiusa la pensione di anzianità per le donne: da luglio basterà, infatti, lavorare un anno in più per aver diritto al più ricco trattamento di vecchiaia. Per le donne l'unica forma di anticipo resta la pensione contributiva, che però è penalizzante nella misura dell'assegno e richiede 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 per le autonome).
 
L’assegno
 
Occorre però tener presente che dalla maturazione dei requisiti minimi per il pensionamento passeranno alcuni mesi all’invio dell’assegno pensionistico. Quanti abbiano quindi maturato tale diritto devono considerare che ci sono alcune finestre concordate per le decorrenze delle pensioni di anzianità fissate al:
 
-         1° gennaio dell'anno successivo per chi ha i requisti nel primo semestre,
-         1° luglio dell'anno successivo per chi li compie nel secondo semestre.
 
Tra le tante novità da tenere in considerazione anche la diminuzione, a partire da gennaio, dei coefficienti per il calcolo degli assegni per coloro che avranno una pensione con il calcolo contributivo o misto, così da tener conto dell'allungamento della vita. Per le donne nel pubblico impiego poi si ipotizza un innalzamento dell'età della pensione di vecchiaia, in seguito a una sentenza della Corte Ue.
 




            

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