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OBBLIGHI CONTRIBUTIVI: Srl commerciali (soci lavoratori e amministratori)

1 Marzo 2010 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista

 

www.studiochiari.com

Srl commerciali

Soci lavoratori e amministratori

Obblighi contributivi

Sentenza Cass. SS.UU. 12.2.2010 n. 3240

 

INDICE

 

 

1 - Premessa

2 - Iscrizione degli amministratori di società alla Gestione separata

3 - Esclusione dell’obbligo della doppia contribuzione

3.1 - Precisazioni sul concetto di prevalenza

3.2 - Giudizio di prevalenza

3.3 - Competenza dell’INPS nell’individuare l’attività prevalente

4 - Determinazione della base imponibile contributiva

 

 

* * * * *

 

1 - premessa

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza 12.2.2010 n. 3240, hanno stabilito che:

-          la regola dettata dall’art. 1 co. 208 della L. 23.12.96 n. 662 – in base alla quale i soggetti che esercitino contemporaneamente, in una o più imprese commerciali, varie attività autonome assoggettabili a diverse forme di contribuzione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS) sono iscritti esclusivamente nella Gestione previdenziale prevista per l’attività alla quale si dedichino in misura prevalente – si applica anche al socio di società a responsabilità limitata (srl) che eserciti attività commerciale nell’ambito della medesima e che, contemporaneamente, svolga attività di amministratore, anche unico;

-          in tal caso, la scelta della Gestione previdenziale presso cui deve avvenire l’iscrizione spetta all’INPS, secondo il criterio della prevalenza;

-          l’ammontare della contribuzione dovuta si determina esclusivamente sulla base dei redditi derivanti dall’attività prevalente e con le regole vigenti nella Gestione di competenza.

 

Deve quindi ritenersi definitivamente superato l’orientamento dell’INPS in base al quale, se il socio di una srl commerciale partecipa personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza e, nel contempo, svolge anche funzioni di amministratore, percependo un apposito compenso, era tenuto all’iscrizione e al versamento della relativa contribuzione:

-         sia presso la Gestione commercianti, in relazione all’attività lavorativa svolta nella società;

-         sia presso la Gestione separata, ai sensi dell’art. 2 co. 26 della L. 8.8.95 n. 335, in relazione all’incarico amministrativo.

2 - Iscrizione degli amministratori di società alla Gestione separata

Gli amministratori di società sono tenuti ad iscriversi alla Gestione separata INPS ex L. 335/95 e a versare i relativi contributi, qualora:

-         l’ufficio di amministratore configuri un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, in relazione al quale si percepiscano compensi fiscalmente assimilati ai redditi di lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 50 co. 1 lett. c-bis) del TUIR;

-         non operi l’“attrazione” dei compensi per l’attività di amministratore nell’ambito del reddito di lavoro autonomo professionale, di cui all’art. 53 co. 1 del TUIR, ovvero nell’ambito del reddito di lavoro dipendente, di cui all’art. 49 co. 1 del TUIR.

 

Non è, invece, necessario, ai fini dell’iscrizione alla Gestione separata, che l’attività di collaborazione sia prevalente rispetto alle altre attività eventualmente esercitate dal soggetto.

Ulteriori caratteristiche della Gestione separata, che la distinguono dalle altre Gestioni previdenziali obbligatorie (nella specie, la Gestione commercianti), sono poi individuabili:

-         nella previsione, proprio in virtù dell’assenza del requisito della prevalenza dell’attività, di aliquote contributive differenti a seconda che si tratti di soggetti iscritti alla Gestione separata che non risultino iscritti anche ad altre forme previdenziali obbligatorie, né pensionati, ovvero di iscritti provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria o titolari di pensione;

-         nel versamento della contribuzione esclusivamente sulla base dei compensi percepiti;

-          nell’applicazione del principio di cassa e non di competenza;

-          nella mancanza di un minimale contributivo;

-         nell’attribuzione dell’obbligo di versamento dei contributi in capo al committente (società) e non all’amministratore, anche per la quota a carico di quest’ultimo.

 

Pertanto, poiché l’iscrizione alla Gestione separata non richiede il requisito della prevalenza, secondo l’INPS la relativa iscrizione poteva coesistere con l’obbligo di iscrizione alla Gestione commercianti, dove è invece previsto il requisito della prevalenza.

3 - esclusione dell’obbligo della doppia contribuzione

Ove si tratti di imprese commerciali, il citato art. 1 co. 208 della L. 662/96 ha però introdotto una deroga alla regola generale in base alla quale a ciascuna attività lavorativa deve corrispondere il relativo obbligo contributivo, stabilendo invece il principio dell’iscrizione alla sola Gestione previdenziale afferente l’attività prevalente.

Secondo la sentenza 3240/2010 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, il criterio della “prevalenza” si applica anche al socio lavoratore di una srl commerciale il quale svolga anche l’attività di amministratore.

In tali casi, pertanto, occorre individuare quale sia l’attività che il soggetto svolge in misura prevalente e, sulla base di essa, individuare la Gestione previdenziale cui effettuare l’iscrizione, che sarà l’unica cui il soggetto sarà tenuto a versare i contributi.

3.1 - precisazioni sul concetto di prevalenza

In ordine al concetto di prevalenza, viene chiarito che:

-          la prevalenza della partecipazione al lavoro aziendale, prevista ai fini dell’iscrizione nella Gestione commercianti, fa riferimento all’apporto prestato dal soggetto nello svolgimento dell’attività operativa in cui si estrinseca l’oggetto dell’impresa e alla preminenza dello stesso rispetto agli altri fattori produttivi (es. apporto di capitale);

-          diversamente, la prevalenza prevista dal suddetto co. 208:

-      si riferisce alle varie attività autonome esercitate dal soggetto, in una o più imprese (si pensi, ad esempio, al caso del socio di una srl commerciale che partecipi personalmente al lavoro aziendale e che, contemporaneamente, si occupi della contabilità della società o di altre imprese);

-       costituisce il criterio per individuare, sulla base di un giudizio comparativo tra tali attività, la Gestione previdenziale presso cui dovranno essere assolti gli obblighi contributivi.

3.2 - giudizio di prevalenza

Al fine di individuare la Gestione previdenziale di competenza, occorrerà, dunque:

-         accertare se il socio partecipi personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità ed in misura preponderante rispetto agli altri fattori produttivi;

-         stabilire se lo stesso si dedichi prevalentemente allo svolgimento dell’attività operativa costituente l’oggetto sociale, oppure ai compiti di amministratore della società.

 

Nel caso in cui si ravvisino i requisiti per l’iscrizione alla Gestione commercianti (partecipazione al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza), per l’attività di amministratore non occorrerà iscriversi alla Gestione separata.

Invece, nel caso in cui non si ravvisino i requisiti per l’iscrizione alla Gestione commercianti, per l’attività di amministratore occorrerà iscriversi alla Gestione separata.

3.3 - competenza dell’inps nell’individuare l’attività prevalente

Sulla base di quanto previsto dall’art. 1 co. 208 della L. 662/96, la sentenza in commento ribadisce che spetta all’INPS decidere sull’iscrizione nella Gestione previdenziale corrispondente all’attività prevalente.

4 - determinazione della base imponibile contributiva

La contribuzione viene determinata esclusivamente sulla base dei redditi derivanti dall’attività prevalente, secondo le regole previste per la relativa Gestione.

I redditi dell’attività “non prevalente” restano quindi esclusi da contribuzione.

 

In pratica, se l’attività prevalente è quella costituente l’oggetto sociale, i compensi percepiti come amministratore non sono soggetti a contribuzione, né presso la Gestione separata né presso la Gestione commercianti (tali compensi, peraltro, non sono fiscalmente qualificati come reddito d’impresa).




            

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Ultimi commenti degli utenti

poichè l'inps nulla ancora dice in merito alla sentenza cosa si può fare , per i soci che attualmente si trovano con la doppia iscrizione ?

27 Maggio 2010 ore 16:26:33 - tempesta patrizia






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