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Manovra economica: la riduzione della pensione di reversibilità

21 Luglio 2011 - Autore: LaPrevidenza.it - Osservatorio Giuridico


La c.d. “manovra finanziaria 2011” è senz’altro uno degli argomenti di maggiore interesse e attenzione di queste ultime settimane. Gli aspetti che caratterizzano il provvedimento e che incidono direttamente sullo status di ogni cittadino sono molti: dal congelamento della rivalutazione automatica delle pensioni al ritocco dell’età pensionabile per le donne (pensione di vecchiaia) passando per le nuove imposte sugli investimenti bancari e lo spesometro, il nuovo strumento di misurazione del tenore di vita di ogni cittadino che servirà da rilevatore per l’amministrazione finanziaria al fine di scovare eventuali evasori. Il Decreto riserva agli interventi in materia previdenziale il corposo articolo 18 che affronta le varie problematiche di interesse specifico nell’estensione dei suoi 22 commi. In questo senso suscita particolare interesse e curiosità il comma 5 dell’articolo che dispone, a partire dal 2012 la riduzione della pensione di reversibilità nei casi in cui il matrimonio sia stato contratto dal pensionato con più di 70 anni di età ed in presenza di un divario anagrafico tra i coniugi di almeno 20 anni. In questo caso, prevedendo un requisito minimo di durata del matrimonio di 10 anni la pensione sarà ridotta del 10% per ogni anno mancante al raggiungimento del requisito. A puro titolo di esempio se il matrimonio è durato 2 anni la pensione sarà pagata nella misura del 20% di quella spettante. Le novità in materia di pensione di reversibilità introdotte dal comma 5 in precedenza richiamato, così come ampiamente riportato dai media, sono finalizzate a contrastare il fenomeno delle cosiddette mogli – badanti ed in questo senso la norma è stata comunemente interpretata. In realtà la disposizione riguarda tutti quei cittadini che si troveranno nelle condizioni indicate dal decreto senza alcuna distinzione di sorta. In buona sostanza il trattamento riservato alla vedova cinquantenne (non badante) sposata per tre anni con il pensionato settantacinquenne sarà lo stesso della badante quarantenne sposata per tre anni con il pensionato novantenne. La norma non si applica nel caso in cui siano presenti figli minori, studenti o inabili.


            

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