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Manovra e liberalizzazione delle professioni. Cambiano gli albi di avvocati, commercialisti?

18 Luglio 2011 - Autore: Redazione
<p>Nella manovra viene previsto che il Governo, sentita l'Alta Commissione per la formulazione di proposte in materia di liberalizzazione dei servizi, istituita presso via Arenula, elabori proposte di riforma in materia di liberalizzazione dei servizi e delle attivit&agrave; economiche da presentare alle categorie interessate. In ogni caso, decorso il termine di 8 mesi dalla conversione...

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Ancora una volta il Governo ha deluso le attese (previste nella bozza del decreto di ferragosto 2011) in tema di liberalizzazioni delle professioni. E? vero noi abbiamo un debito pubblico troppo elevato che va ridotto ma se il Paese non cresce a cosa servirà imporre nuove imposte e tasse, tagliare importanti spese sui servizi alle persone se poi tra qualche mese ci accorgeremo che nonostante i sacrifici imposti i conti non tornano? Noi abbiamo bisogno di concrete riforme utili e necessarie al Paese. A noi serve un Governo che redistribuisca opportunità e che elimini ogni forma di discriminazione. Quanto sia liberal democratico il nostro Paese è una domanda che spesso mi faccio e alla quale non sempre riesco a darmi una risposta convincente. In un Paese, nel quale è così forte il senso dell'ingiustizia sociale, nel quale il più forte prevarica sul più debole, nel quale il furbo è considerato " persona in gamba", nel quale la meritocrazia è parola vuota di contenuto, parlare di democrazia è quasi un'eresia. Sarebbe bello immaginare un giorno nel quale dire di cuore, bravo a chi merita, perché consapevoli che la meritocrazia produce ricchezza per se e per gli altri, nel quale dire, la giustizia è uguale per tutti, nel quale dire l'egoismo è un male da combattere, nel quale si affermi il valore che libertà economica e concorrenza, nel rispetto delle regole, è un bene dal quale tutti ne trarranno vantaggio. La realtà di tutti i giorni è però diversa. In un articolo di Sergio Romano pubblicato sul Corriere della Sera del 31 Luglio 2006 si citano tra gli effetti negativi sul costo, sulla qualità e sulla efficacia dei servizi professionali anche quelli rappresentati dall'accesso alla professione basato su criteri diversi dal merito, come i legami di sangue, lo scambio di favori o la fedeltà. E' indubbio che nessuno si sognerebbe mai di ammettere di essere stato raccomandato per superare l'esame di stato da un politico, da un ufficiale o sottoufficiale della G.d.F., da un professore universitario, da un rappresentante dell'ordine professionale o di aver assistito, magari, nello studio di quest'ultimo, ad una lunga fila di raccomandati. Vi è chi sostiene di averlo superato per merito, questo mi rallegra. Sarebbe, nel complesso interessante capire quanto prevale il merito e quanto il "sostegno di terzi". Ci pensino i percorsi universitari a preparare allo svolgimento delle professioni, e se fossero troppo facili allora si rendano più difficili. Io che sono laureato in Economia quante volte ho sentito dire dai colleghi "meglio se avessi scelto di fare il ragioniere ed iniziato a lavorare almeno quattro anni prima". Vero, anzi verissimo "due piccioni con una fava". Si perché nel frattempo chi era ragioniere commercialista, ha cavalcato l'onda delle "Lauree Facili" ha concretizzato in crediti formativi l'esperienza lavorativa e con pochi esami è diventato, finalmente, anche lui "dottore". Quanti, laureati in Economia, "meno fortunati", in virtù di un claudicante sistema di accesso alle professioni, occupano, spesso, lavori precari e soprattutto che non rientrano nelle loro aspettative " E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona" Ma di questi nessuno ne parla, del resto, si sa, l'egoismo prevale sull'altruismo. E' vero quando si afferma che i giovani non hanno possibilità di accesso al mondo delle professioni se una mano dal cielo non viene in loro sostegno. Non prendiamoci in giro sulla garanzia di professionalità offerta dagli albi. Nel mondo così variegato delle professioni (diplomati, laureati e "laureati con lo sconto") la famigerata contesa per l'attribuzione di privilegi più che essere corrispondente al grado di impegno dei percorsi formativi, ha seguito meri criteri di appartenenza ad un determinato ordine e/o collegio professionale, regolati da sistema di accesso tutt'altro che trasparenti. Il sistema delle professioni in Italia è così pieno di incrostazioni da costituire un vero e proprio freno alla crescita e allo sviluppo del Paese. E molti che non emergeranno, anche se bravi, rimarranno sempre nel dubbio se includersi tra i"Coglioni", gli "Impazziti" o più semplicemente tra i "Disgraziati" vittime di un sistema ingiusto.

18 Agosto 2011 ore 12:31:53 - Angelo Maddaloni





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