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Maglio (Marzotto Sim), sulle banche effetti circoscritti nel terzo trimestre

30 Ottobre 2018 - Autore: Redazione


 

L'aumento dello spread avrà effetti limitati sulle banche nel terzo trimestre mentre nel quarto le cose potrebbero peggiorare. L'affermazione è di Alfonso Maglio, Head of Research Department di Marzotto Investment House. Nel dettaglio l'analista spiega che le banche hanno incassato un differenziale dei tassi di interesse positivo nel terzo trimestre, il delta è dato dalla differenza fra il costo della raccolta e i ricavi derivanti dagli interessi sui Btp comprati. Gli istituti di credito fanno raccolta attraverso con i depositi della clientela, le linee di credito accordate dalla Bce e sul mercato interbancario. Le svalutazioni, invece, hanno impattato poco, perché i titoli di Stato principalmente acquistati sono a 2 e 3 anni, quindi soggetti ad un basso deterioramento nel caso di aumento dello spread. Diverso è il ragionamento sul quarto trimestre, dove le svalutazioni di portafoglio, come è noto, impatteranno sui coefficienti patrimoniali. Un'eccessiva svalutazione può alimentare necessità di capitale.

Tornando sullo spread, quello più importante da valutare è relativo alle scadenze più brevi più rispetto a quello sul 10 anni, ha sottolineato Maglio.

Ma quanti titoli hanno in portafoglio le banche? L'analista fa notare che le banche hanno ridotto ad agosto la loro esposizione sui Btp da €373 a €364 miliardi con una riduzione di €9 miliardi (2,4%% circa in termini relativi). Le banche avevano però aumentato la loro esposizione nella prima parte dell'anno, anche dopo maggio, credendo evidentemente che l'aumento dello spread fosse temporaneo.




            

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