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LO SCONTRO FONDAZIONE MPS – COMUNE DI SIENA

18 Aprile 2012 - Autore: Redazione


Troppo scontato dire che la Fondazione Mps ha accusato il colpo della crisi della banca più antica del mondo rimanendo senza entrate? Forse non tanto quanto potrebbe sembrare, se il sindaco del comune di Siena, Franco Ceccuzzi, ha preferito rompere il silenzio facendo appello pubblico per il mancato pagamento dei debiti pluriennali scaduti e rendicontati della Fondazione.

Altrettanto pubblica la risposta del presidente della Fondazione Gabriello Mancini che non ha pensato due volte a ribattere per le rime: “il sindaco batte cassa e addossa alla Fondazione la responsabilità di tagli di servizi e di aumento delle imposte ai cittadini”, venendo dunque meno al riserbo della questione, vista la prima mossa del primo cittadino di Siena.

Del resto, ci sono creditori alla porta che reclamano 900 sonanti milioni di euro che non saranno interamente rimborsati, se non parzialmente, così come si deciderà alla chiusura dei giochi il 30 aprile: e fino a quel momento non potranno essere assunti vincoli di nuove erogazioni, né sborsate le somme per pagare quelle deliberate negli anni scorsi, come ha sottolineato Mancini che ha tenuto a precisare come “la priorità inderogabile della Fondazione siano la solidità patrimoniale e l’equilibrio finanziario della stessa”.

E se i finanziamenti non dovessero arrivare? Ceccuzzi rischia di non poter approvare il bilancio consuntivo per il 2011 ed il consiglio comunale, convocato per il 24 aprile, potrebbe essere rinviato al 30 dello stesso mese. Difatti dei 28 milioni di debiti in scadenza, ben 17 sarebbero stati messi a bilancio come contributi della Fondazione. Debiti che nel 2010 ammontavano a 305 milioni di euro, pari ad un debito pro capite di 5.600 euro per ogni senese: una città con un rapporto fra passività dirette e ricavi operativi di circa 140%, come ha evidenziato l’agenzia di rating Moody’s e Fitch, ovvero un livello sostenibile solo con flusso costante dell’opera della Fondazione.

 




            

Ultimi commenti degli utenti

Licenziato per aver rispettato il diritto di cronaca. Mauro Tedeschini ieri è stato sostituito da Gabriele Canè alla direzione del quotidiano La Nazione di Firenze. Sono stati gli stessi giornalisti a raccontare di quegli articoli usciti, nei giorni scorsi, nelle pagine locali sulla crisi del Monte dei Paschi di Siena, che ha lasciato la Fondazione (37, 5 % del capitale della banca) senza entrate. Una cronaca poco gradita, pare, da Franco Ceccuzzi, sindaco pd della città. L?editore Andrea Riffeser Monti ha quindi deciso di rimuovere Tedeschini nominato direttore solo nel giugno 2011. Ma la questione che ha scatenato le proteste del Comitato di redazione è legata anche al nuovo direttore. Gabriele Canè, lo stesso nome che compariva a fianco delle conversazioni tra un esponente della famiglia fiorentina Aleotti, proprietaria della casa farmaceutica Menarini, colosso che secondo la Procura di Firenze, avrebbe procurato un danno al sistema sanitario nazionale da 860 milioni di euro. Nelle carte dei pm che si occupano dell?inchiesta emerge come Lucia Aleotti avesse contattato i responsabili di molti quotidiani. L?interlocutore privilegiato, nell?ottobre 2010, sembra proprio Gabriele Cané, condirettore del Quotidiano Nazionale che a Firenze pubblica La Nazione.

19 Aprile 2012 ore 17:49:55 - Luciano Chiari

! Questa ? l'ItaGlia, paese dalle leggi numerosissime, che alla fine non tutela mai i cittadini, ma solo i truffatori. visto che i primi truffatori sono le istituzioni, partiti e politici. Chi controlla i controllori!! QUESTO ? IL DILEMMA! il garante derlla privacy?? ahahahhaha Mister prezzi?? ahahahah L'Antitrust?? AHAHAHAHAHA !! dobbiamo ribellarci a tutto sto schifo! questa ?+ l'unica cosa da fare. se no ci ritroviamo con la farsa delle finte liberalizzazioni (vedi farmacie che la hannoa vuta nuovamente vinta!), o i rincari della bolletta elettrrica perch? devono investire sulle energie alternative (che epr? il governo a gi? tolto gli sgravi e i soldi)... come le banche!! artefici della crisi, private eppure invece di fallire , come falliscono molte imrpese, ricevono soldi quasi a gratis per risanare i bilanci falsi! siamo alle comiche! davvereo

28 Aprile 2012 ore 15:34:23 - Paolo Rossi













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