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Lettera del Sindaco di Milano L. Moratti - 29 marzo 2008

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


La lettera del sindaco Letizia Moratti

Sabato 29 marzo 2008

Caro Direttore*,

piena fiducia, grande speranza e orgoglio sono i sentimenti che provo nelle ore in cui Milano e l’Italia stanno per conoscere le sorti della candidatura ad Expo 2015.

Fiducia e speranza per l’esito di questa intensa avventura nascono, innanzi tutto, dallo straordinario lavoro di squadra che il nostro Paese ha saputo mettere in campo per affrontare una sfida eccezionale. Quella dell’Expo è, infatti, una partita globale e insieme locale, per la quale abbiamo elaborato un progetto che gli stessi Commissari del Bureau International des Expositions hanno aggiudicato “la più completa visione di quello che un Expo deve essere, cioè un catalizzatore di svliuppo economico, di solidarietà internazionale, di educazione universale”.

Siamo orgogliosi di aver portato Milano una volta di più sulla scena mondiale.

E’ l’orgoglio di offrire il meglio di noi stessi, della nostra Città e del nostro Paese, a partire dal tema – “Nutrire il pianeta Energia per la vita” – che mette a disposizione del mondo intero le eccellenze del nostro sistema universitario, scientifico, d’impresa, di cultura, della solidarietà e del volontariato.

L’attesa per quanto accadrà a Parigi il 31 marzo prossimo si affianca alla responsabilità di fare la nostra parte nella sfida che riguarda l’umanità intera e la vita di ciascuno. A tutti i Paesi viene chiesto di combattere la fame e la povertà, di ridurre la mortalità infantile, di lottare per uno sviluppo realmente sostenibile, e per queste azioni è stato fissato il traguardo proprio del 2015.

In particolare sul tema della battaglia contro la fame proprio pochi giorni fa il World Food Program ha lanciato un nuovo grido d’allarme: il prezzo del grano e del riso continua ad aumentare, nuove fasce della popolazione mondiale si trovano in condizioni di povertà tale da richiedere un aiuto urgente, mentre ci sono sempre meno risorse.

Per i 7 anni che portano al 2015 abbiamo così individuato 7 “pilastri”, sui quali costruire una strada aperta al contributo di ognuno, singoli cittadini, associazioni, Governi, organizzazioni multilaterali.

  1. La Borsa Agroalimentare Telematica, una rete telematica che aprirà un contatto diretto e continuo tra gli agricoltori, le industrie del settore ed i consumatori di tutto il mondo.
     
  2. La Città del Gusto, uno spazio di 90 mila metri quadrati dedicati ad ospitare mercato, esposizioni e laboratori di ricerca e di formazione nell’area dell’agricoltura, alimentazione e nutrizione.
     
  3. L’alleanza con le istituzioni multilaterali, le banche regionali di investimento e le agenzie internazionali, dall’Unione Europea alle Nazioni Unite.
     
  4. Le alleanze tra città e città, creando una rete di scambio e di lavoro comune.
     
  5. L’aiuto diretto agli immigrati nel nostro Paese attraverso strumenti bancari che facilitino e sviluppino il sistema delle rimesse e la trasmissione dei fondi ai Paesi di origine.
     
  6. Il trasferimento delle nostre conoscenze ed esperienze ai Paesi in via di sviluppo, in particolare nel settore del design, del turismo e dell’artigianato.
     
  7. La tutela dell’ambiente, attraverso progetti di difesa della biodiversità, del patrimonio marittimo e forestale, insieme a progetti contro la desertificazione e per la prevenzione delle catastrofi naturali, in particolare per i paesi isolani e rivieraschi.
     

A queste premesse abbiamo già fatto seguire i fatti, raccogliendo 20 milioni di euro da utilizzare tra il 2008 e il 2015 per progetti di cooperazione internazionale nel campo dell’alimentazione.

Il Comune di Milano ha poi destinato altri 52 milioni di euro per l’uso di energie rinnovabili e per la realizzazione di progetti di compensazione ambientale nei Paesi in via di sviluppo.

Questi finanziamenti si sommano ai 97 milioni di euro dal Comitato Expo perché i Paesi in via di sviluppo possano partecipare gratuitamente all’Esposizione universale del 2015.

In questi mesi Milano e l’Italia si sono culturalmente e politicamente confrontati con i temi della modernità e della globalizzazione, con i temi legati alla fame, alla sete, all’ambiente, agli stili di vita del XXI secolo.

Viviamo in tempi eccezionali per la storia dell’umanità, in cui ciascuno di noi deve avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, personali e istituzionali, nei confronti della propria comunità e nei confronti del mondo.

Questa è l’occasione dell’Expo 2015.

Letizia Moratti

 

* lettera al Direttore del Sole24ore


 




            

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