FinanzaeDiritto sui social network
25 Luglio 2014  le interviste  |  professionisti  |  web tv  |  forum  |  chi siamo  |  area utenti  |  registrati

            




L'amministratore di società di capitali: danni e responsabilità prospettati a un giudice.

30 Aprile 2009 - Autore: STUDIO LEGALE VILLARI


Ripercorrendo i principi che regolano i doveri e le responsabilità degli amministratori in una società a responsabilità limitata come enunciati dall’art. 2476 c.c. ritroviamo l’obbligo di osservanza della “legge” e dell’ “atto costitutivo”.
Fuori di ogni dubbio, l’enunciazione è di estrema precisione, implicando la sottoposizione dell’amministratore ad una diligenza che non è quella dell’uomo medio come indicata nell’art 1176 c.c., bensì quella del professionista, come precisato dal secondo comma dell’art 1176 c.c. (cfr.Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 15.11.04).
Proseguendo vi è il dovere di informarsi e di prendere adeguate decisioni. Di tal che la dottrina ha ritenuto che se l’attività principale consiste nella vendita di automobili, l’amministratore dovrà correttamente attivarsi al fine della rivendita di un’auto, accertando la identità e la solvibilità dell’acquirente. Mentre se l’attività principale della società amministrata è un campeggio, e dunque ricezione turistica, l’amministratore deve attivarsi al fine di rendere la struttura cha gestisce operante e ricettiva.
Per qualificare e quantificare i danni prodotti da un amministratore e la corrispondente responsabilità, nei confronti del socio e della società, ricordiamo che “Danno” è qualsiasi diminuzione patrimoniale verificatasi in conseguenza di azioni od omissioni poste in essere dagli amministratori nel corso della loro gestione.
Tra il danno prodotto e la violazione del dovere di osservanza della legge e dell’atto costitutivo vi deve essere un nesso di causalità che si riscontra quando il nocumento non si sarebbe verificato se il comportamento dell’amministratore fosse stato conforme agli obblighi.
Il danno, correttamente enunciato come danno emergente e lucro cessante, si è ripercuote quindi sui soci e sulla società.
All’amministratore, pertanto, deve essere accollato il risarcimento che si pone quale conseguenza diretta e immediata delle commesse violazioni e nella misura equivalente al deterioramento patrimoniale che non si sarebbe verificato se la condotta illecita degli amministratori non fosse stata attuata. Dovranno individuarsi sia la colpa che il dolo  della condotta dell’amministratore che segnano il nesso di causalità tra azione e danni ai soci e alla società. Il lucro cessante, dunque, sono in un’attività stagionale di ricezione turistica, le affluenze ridotte e azzeratesi nel corso degli anni, dato l’aspetto della struttura, evidentemente fuori dei canoni minimi di manutenzione.
Ecco un grafico che mostra come una gestione di attività di ricezione turistica sia precipitosamente calata da oltre €. 30.000 di valore della produzione a meno di €. 15.000.
 
In conclusione al tribunale andrà chiesto di: 1) accertare e dichiarare le gravi responsabilità dell’amministratore rispetto ai fatti occorsi e illustrati nel corpo dell’atto.
2) Condannare, per l’effetto, l’amministratore al risarcimento di tutti i danni subiti dalla società a seguito della propria mala gestio, nella misura che sarà accertata in corso di causa anche a mezzo di apposita C.T.U. che sin d’ora si chiede nei termini sopra prospettati.
Avv. Maria Giovanna Villari




            

Altri articoli scritti da STUDIO LEGALE VILLARI

Ultimi commenti degli utenti

BUONGIORNO SONO STRAGNIERA E HO BISOGNO DI UN PERMISSO DI SOGGIORNO POSSO FARE CON QUESTE TIPO DI LAVORO?GRAZIE

10 Settembre 2009 ore 09:27:55 - ANA CLAUDIA LIMA

faccio parte di una società commerciale, ho subito un furto dal mio socio come amministratore di danaro, a quele legge mi potrei applicare

19 Settembre 2009 ore 02:22:18 - alessio cione

Inserisci un commento

Inserisci i numeri che vedi nell' immagine






Powered by Share Trading
Everlasting