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LA RIFORMA FISCALE NON FERMA L'ESODO DAI FONDI ITALIANI

11 Maggio 2011 - Autore: Walter Panzeri


Pensare che bastasse abbassare lievemente la pressione fiscale sui fondi d’investimento di diritto italiani per far si che questi possano acquisire una maggior attrattiva è certamente una illusione.

 

Anche se la nuova normativa non è ancora entrata in vigore, e quindi non si possono ancora vedere i risultati, non è la leva fiscale a determinare il risultato finale sugli investimenti eseguiti da un fondo.

 

Per rilanciare il settore del risparmio gestito c’è bisogno di una riforma strutturale del sistema paese e non un lieve ritocco alla fiscalità che agisce sui fondi.

 

Mentre i paesi europei maggiormente avanzati nel settore finanziario lavorano per attivare le grandi novità che l’entrata in vigore della nuova direttiva UCITS IV porterà, in Italia si cerca di coprire l’ennesimo ritardo sulla nuova normativa mettendo in campo un palliativo inefficiente per rendere efficace ed efficiente un settore di notevole importanza per l’economia nazionale.

 

Così facendo, ancora per una volta l’Italia diventerà terra di conquista da parte dei paesi che stanno già lavorando a tutte le novità in arrivo. 

 

Come avviene in qualsiasi altro campo poi inseguire costerà il doppio rispetto ad essere inseguito e questi maggior costi si ripercuoteranno sulle performance dei fondi italiani che continueranno a perdere sottoscrizioni a causa dei minori rendimenti.

 

Una delle grandi novità che porterà l’UCITS IV sarà l’aggregazione tra loro di molti fondi con una politica d’investimento simile, per poter combattere ad armi pari con i fondi di diritto americano, che hanno dimensioni molto grandi.

 

Queste operazioni di aggregazione permetteranno grandi economie di scala e quindi maggior rendimenti, ma richiederanno importanti investimenti da parte dei gruppi che gestiscono questi comparti.

 

Ad oggi non si vedono player italiano in grado di partecipare a questa nuova trasformazione, ma l’ennesima occasione mancata dai fondi italiani per trasformarsi in veicoli d’investimento maggiormente efficienti.   

 

Non è solo l’agevolata fiscalità ad attirare gli investimenti in un paese europeo, ma  lo sono gli efficienti ed efficaci veicoli creati ad hoc per la gestione dei patrimoni o un quadro giuridico e normativo veramente innovativo per quanto concerne tutto ciò che riguarda il risparmio gestito.




            

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